Sirio 01-03 marzo 2024
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28 novembre

A Berlino una mostra sugli Imi

Alla presenza dei Ministri degli Esteri di Italia e Germania, cerimonia di apertura della rassegna «Tra più fuochi. La storia degli Internati Militari Italiani 1943-1945»

28 Novembre 2016

Lunedì 28 novembre, alle 15.30, presso il Centro di documentazione “NS-Zwangsarbeit” di Berlino, alla presenza dei Ministri degli Esteri di Italia e Germania, si terrà la cerimonia di apertura della mostra «Tra più fuochi. La storia degli Internati Militari Italiani 1943-1945».

La mostra sugli IMI è stata realizzata dalla Fondazione “Topografia del terrore”, che gestisce alcuni fra i principali luoghi della memoria sulla seconda guerra mondiale nella capitale tedesca. Sarà allestita nel quartiere di Schöneweide, nelle casupole ancora esistenti di un lager dove vennero rinchiusi militari e civili italiani costretti al lavoro coatto, e avrà carattere permanente.

All’iniziativa ha collaborato il Centro studi “Schiavi di Hitler” di Como, che ha messo a disposizione sequenze di videointerviste realizzate da Valter Merazzi, con la collaborazione di Maura Sala e le riprese di Francesco Merazzi. Alla trascrizione integrale delle videointerviste hanno contribuito Tony Ciucio, Mario Gini, Donato Lamonaca, Anna Molteni, Giorgio Poletti, Giovanni Pusterla, Paola Rosiello e Antonio Vanzulli. Inoltre saranno presentati documenti conservati negli archivi del Centro studi, relativi a due internati militari comaschi: Giancarlo Sormani (di Claino con Osteno) e Luigi Molteni (di Cantù).

Formalmente invitati, Valter Merazzi, Paola Rosiello e Maura Sala parteciperanno all’incontro presso l’Ambasciata italiana di Berlino e alla cerimonia di inaugurazione della mostra. Un importante riconoscimento e un’ulteriore conferma della validità del lavoro del Centro, già presente nei Memoriali di Bergen Belsen e Buchenwald, nella mostra di Goettingen sui deportati nel Land Niedersachsen e in altri significativi progetti sulla Memoria.

«In ogni caso – spiegano i responsabili del Centro – ci resta l’amarezza per il mancato indennizzo dello sfruttamento forzato di cui furono vittime centinaia di migliaia di militari e civili italiani, deportati nel Reich dopo l’8 Settembre 1943».