Si tratta di una "Sacra Famiglia con santa Caterina da Siena" della fine del XVI secolo e di ambito veneto-cretese. Sarò presentata domenica 24 febbraio alle 16.

Domenica 24 febbraio 2019 (ore 16.00) sarà presentato il restauro del dipinto Sacra Famiglia con Santa Caterina da Siena, condotto da Isabella Pirola sotto la direzione di Ilaria Bruno della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Milano.

Alla presenza di san Giuseppe, in piedi davanti al muro aperto verso un cielo rosato, la Vergine, seduta su un trono dall’aspetto semplice, regge il Bambino che benedice santa Caterina da Siena, con in mano il giglio e un piccolo cuore. Proprio dal cuore è nato il restauro di quest’opera magnifica, quale dono di Roberto alla moglie Vittoria, entrambi amanti dell’arte e legati da affetto al Museo della Collegiata.

L’intervento ha recuperato e reso pienamente leggibile l’interessante tavoletta, nuovamente esposta nella Sala “Adele e Franco Mazzucchelli” del Museo: dopo il consolidamento, l’opera è stata sottoposta a pulitura, consentendo di riportare alla luce vivaci valori cromatici. Questa operazione, insieme all’integrazione delle lacune, ha permesso di apprezzare alcuni particolari prima poco visibili, come la corona di spine sul capo di santa Caterina e il cuore nella sua mano. Si narra infatti che, mentre Caterina pregava “In me crea, o Dio, un cuore puro”, le apparve Cristo che le prese il cuore. Quindi Gesù ritornò portandone uno vermiglio che le infilò nel petto dicendo: “Ora ti do il mio cuore con il quale sempre vivrai”.

Il restauro ha favorito una nuova conoscenza del dipinto: l’opera, finora poco considerata dalla critica, è stata infatti ricondotta all’ambito della scuola veneto-cretese, con una datazione verso la fine del XVI secolo.

La Sacra Famiglia (tempera su tavola; cm. 35 x 32,5) del Museo della Collegiata non differisce dalla tecnica esecutiva di base delle icone, come hanno accertato le indagini condotte da Mariella Lobefaro.

L’opera è stata eseguita su una tavoletta di conifera, probabilmente larice o abete rosso, su cui sono state stese alcune mani di gesso e colla. I principali pigmenti individuati sono: la biacca, il minio, lo smaltino, il cinabro, l’indaco, il sangue di drago e il nero carbone.  Impreziosiscono l’immagine le aureole in assist (foglia d’oro su succo d’aglio pigmentato). Linee rosse-arancio sottolineano palpebre, labbra, elementi interni delle orecchie e altri particolari anatomici delle figure.

Mariella Lobefaro, restauratrice e grande studiosa di icone, dal 1983 ha intrapreso un importante percorso di conoscenza per comprendere i segreti di una tecnica millenaria: le sue ricerche, che hanno consentito di individuare numerosi falsi, le sono valse la nomina di “consulente tecnico in materia di opere d’arte” da parte della Procura della Repubblica di Pistoia. Da circa dieci anni si dedica assiduamente allo studio delle icone cretesi e delle tavolette veneto-cretesi, con particolare attenzione alle opere del periodo cretese e italiano di Domínikos Theotokópoulos, sulle quali è in corso una campagna di indagini diagnostiche avviata dal 2015 in stretta collaborazione con Lionello Puppi, professore di Metodologia della Storia dell’Arte, massimo esperto di El Greco in Italia.

La presentazione del restauro, a ingresso libero, si svolgerà nella Nuova Scolastica del Museo. Interverrà la restauratrice Isabella Pirola, con l’introduzione della conservatrice Laura Marazzi.

 

Museo della Collegiata di Castiglione Olona
via Cardinal Branda Castiglioni, 1
21043 Castiglione Olona (VA)
www.museocollegiata.it

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