Un'esposizione che anticipa gli argomenti trattati da Expo 2015 e che ruota attorna a 15 straordinari codici miniati (a cominciare dal Virgilio del Petrarca) della celebre Biblioteca fondata dal cardinal Federico Borromeo.

Virgilio Petrarca Simone Martini Ambrosiana

La Biblioteca Ambrosiana di Milano ospita la mostra Pane e non solo. I cibi, i libri , che presenta 15 manoscritti, riccamente miniati, tra i più preziosi al mondo, prodotti dalle più varie tradizioni iconografiche ebraiche e greche, latine, arabe e italiane che riflettono sull’arte, la scienza e la fede quale nutrimento di bellezza e d’amore che ogni essere umano necessita.

L’esposizione che anticipa gli argomenti trattati da EXPO 2015, ruota attorno alla pagina dipinta verso il 1340 ad Avignone da Simone Martini per il codice di Virgilio posseduto da Francesco Petrarca; in questo caso, il sommo cantore di Roma è ritratto estatico sopra pastori e agricoltori intenti al loro duro lavoro.

La rassegna sottolinea non solo l’insostituibile valore dell’arte quale alimento dell’umanità, ma anche il contributo universale della cultura araba alle scienze, con il capolavoro dell’opera enciclopedica di zoologia di ‛Amr bin Bahr al-Ğāhiz (Bassora, 776-869). Studioso di origini probabilmente abissine, “eminenza grigia” del Califfo di Baghdad, teologo e polemista, discusse il problema dell’armonìa tra fede e ragione.

Il Libro degli animali è il suo capolavoro incompiuto, nel quale inserisce sul tema della zoologia, riflessioni di teologia, metafisica, sociologia e psicologia, anticipando aspetti della moderna teoria evoluzionista, regalandoci delicate scene femminili di harem.

Accanto al più antico frammento greco dell’Ilias picta raffigurante gli dèi a banchetto cantati da Omero nell’Iliade, tra gli altri sontuosi manoscritti miniati spicca il codice sulle Terme di Pozzuoli (De balneis Puteolanis) illustrato verso il 1470 a Napoli da Cola Rapicano; Pietro da Eboli vi loda  gli innumerevoli benefici del Bagno detto Archetto, che difende il fegato dall’infiammazione, toglie il reumatismo e il mal di stomaco, libera la testa da forte infreddatura, favorisce un torpore ristoratore. L’eleganza della miniatura di scuola francese si esprime in un’altra pagina di grande bellezza, nella quale sono rappresentati la Sobrietà e l’Ingordigia – Il ricco banchettante e il povero alla sua porta.

La mostra si apre e si chiude con scene di banchetti escatologici e mistici delle tradizioni ebraica e cristiana, nelle quali la poesia del vino e l’amicizia del simposio s’intrecciano con astri e animali in simbolismi arcani.

Tra questi spicca il bifoglio su pergamena, inserito al termine di uno splendido codice biblico ebraico franco-tedesco degli anni 1236-1238. Le due pagine finali raffigurano temi inusuali nell’iconografia ebraica: a destra una visione del cosmo con al centro il sole, la luna e quindici stelle entro i sette cieli; negli angoli esterni i quattro esseri viventi descritti da Ezechiele; a sinistra i tre animali delle origini – Ziz, Leviatan, Behemòt – e sotto di loro il Banchetto escatologico dei Giusti (Se‛udàt ha-Zaddiqim), che si compirà nei tempi del Messia a Gerusalemme.

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