Un progetto culturale unico: due serate e la produzione di un film opera per rappresentare “Assassinio nella Cattedrale” nella sua interezza, che rilancia il senso d’identità del Duomo come “domus” multiculturale e multietnica

Eliot

Per la prima volta nel Duomo di Milano la Veneranda Fabbrica propone per il ciclo VivilDuomo un progetto culturale unico: due serate e la produzione di un film opera per rappresentare Assassinio nella Cattedrale di T.S. Eliot nella sua interezza, attraverso chiavi di lettura differenti del tema universale del martirio di Becket. Al centro la modernità di un dramma che rilancia il senso d’identità del Duomo di Milano come “domus” multiculturale e multietnica.

Il 2 luglio alle 21.00 all’interno del Duomo sarà rappresentata l’opera lirica di Ildebrando Pizzetti, con la direzione di Claudio Scimone e conRoberto Scandiuzzi negli abiti di Thomas Becket.

Giovedì 5 luglio alle 21.30 sarà messo in scena un riadattamento in prosa del dramma di Eliot sulle terrazze del Duomo con la regia di Maurizio Scaparro, musiche a cura di Giancarlo Chiaramello e la partecipazione straordinaria di Giuseppe Pambieri nel ruolo del protagonista.

Il video, in alta definizione, sarà distribuito come strenna natalizia e si inserirà nelle iniziative che anticipano il 1700esimo anniversario dell’Editto Costantiniano, o Editto della Tolleranza, che sarà celebrato nel 2013. Nel film lo spazio urbano entrerà in scena coinvolgendo la piazza del Duomo e le vie laterali in un gioco di parti dallo straordinario impatto teatrale.

«Con questo grande evento il Duomo torna a vivere in mezzo al popolo che lo ha voluto, facendosi più vicino a tutti», ha esordito il Presidente della Veneranda Fabbrica, Angelo Caloia, dopo aver illustrato il nuovo progetto “Adotta una Guglia” per raccogliere i fondi necessari ai restauri della Guglia Maggiore e di quelle minori.

«In un’epoca di crisi come quella che stiamo vivendo – ha aggiunto Mons. Luigi Manganini, arciprete della Cattedrale – quest’opera si inserisce perfettamente nella linea di continuità e di significato che il Duomo rappresenta: una realtà condivisa in grado di restituire alla Cattedrale valore pedagogico».

Già rappresentato da una produzione del Teatro alla Scala nella basilica di Sant’Ambrogio, si tratta in realtà di un’opera pensata per una cattedrale gotica, richiamandosi a un fatto storicamente accaduto: l’uccisione, avvenuta nel 1170, dell’Arcivescovo di Canterbury. Thomas Becket, maturando consapevolmente il proprio destino, affrontando e superando le tentazioni dell’uomo ambizioso, pagò con la vita l’aver osato contrapporsi al potere temporale di Enrico II d’Inghilterra per difendere i diritti ecclesiastici. Sarà proclamato santo e martire tre anni dopo la morte, divenendo l’emblema della resistenza cattolica contro l’assolutismo politico.

In questo gesto estremo, carico di forza vitale, risiede il messaggio globale dell’opera. La Cattedrale – come il Duomo sempre sullo sfondo – diventa il luogo della coscienza di Becket e qui l’uomo si fa martire, accettando il disegno di Dio. Così la tentazione e la fragilità umana cedono il passo alla volontà di resurrezione e trionfa infine l’amore universale.

I Becket del Duomo di Milano sono martiri a tutto tondo, che declinano la complessità del dramma in tutti i suoi aspetti più profondi: canto, recitazione, silenzi, musica e immagini esprimono metaforicamente la libertà e la speranza restituendo contemporaneità alla vicenda.

La “bellezza potente” e l’”altezza dell’argomento” amplificano e giustificano l’interesse per l’opera di Eliot in una rappresentazione sacra, dove la contemporaneità ricreata dall’atmosfera della Cattedrale e la verità storica esaltata dai personaggi si intrecciano per evidenziare il compiersi del quotidiano e l’ineluttabilità del destino.

Così il dramma cristiano risponde al tempo, superando ogni confine e rilanciando quel profondo senso d’identità che il Duomo, come domus – casa di tutti – può suscitare in ogni Uomo che vi entra per meditare o visitare. E la Cattedrale milanese, qui co-protagonista dell’azione, torna al centro della vita culturale cittadina recuperando la sua antica vocazione e inserendosi con rinnovata energia nel panorama artistico europeo delle grandi cattedrali.

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