In mostra le opere di maestri italiani e internazionali della seconda metà del Novecento, da Manzoni a Fontana.

Bernard Aubertin

Il 29 gennaio 2015 inaugura presso la Galleria San Fedele di Milano un’importante mostra dal titolo Affinità elette a cura di Andrea Dall’Asta SJ, con testi storico critici di Marco Meneguzzo. Le “affinità elette” sono quelle personalità che Nanda Vigo ha incontrato ed “eletto” a interlocutori del proprio lavoro e delle sue preferenze in campo artistico.

Saranno esposte, accanto alle opere di Vigo, alcune delle “icone” che l’artista ha raccolto nel corso di quei favolosi anni Sessanta, interfacciandosi con i maggiori movimenti artistici dell’epoca. In mostra le opere di vari artisti, tra cui alcune testimonianze particolari del lavoro di Piero Manzoni, come uno dei rari quadri “nucleari” (occorre ricordare che Manzoni espose nel 1957 alla Galleria San Fedele nella mostra “Movimento Arte Nucleare” e fu firmatario del Manifesto “Contro lo stile”) e di Lucio Fontana a cui, oltre alle opere esposte, s’intende fare un omaggio con  l’apertura straordinaria la sera dell’inaugurazione della Chiesa di San Fedele, dove è collocata la Pala del Sacro Cuore, del Museo, dove si possono ammirare i bozzetti relativi, e della cripta, dove è esposta la sua preziosa Via Crucis, oltre a un fregio recentemente scoperto.

Nell’ambito della mostra saranno esposti anche alcuni lavori di una piccola cooperativa d’arte, “cooperarte”, fondata nel 1976 (opere di Accardi, Colombo, Nangeroni, Patella, Nigro, Tadini, Turcato, Vigo) che vuole simboleggiare la forte collaborazione degli artisti tra di loro.

Saranno presenti alcune testimonianze della corrispondenza della Vigo con l’amico e maestro Giò Ponti, un prezioso disegno di Mario Radice rappresentante il bozzetto dell’affresco progettato per La Casa del Fascio di Giuseppe Terragni (questa architettura è stata motivo della prima ispirazione sulla luce da parte della Vigo ancora bambina) ed infine la documentazione fotografica del lavoro svolto per il colto e raffinato Remo Brindisi per il quale Nanda Vigo realizzò il Museo del Lido di Spina.

Due ritratti della stessa Vigo, realizzati da Hsiao Chin e Annibale Oste, e documentazioni di artisti come Bernard Aubertin, Christo, Jan Fabre, Otto Piene, Lisa Ponti, Mimmo Rotella, Antonio Sabatelli, Arturo Vermi e altri.

Nanda Vigo sarà soprattutto presente con una selezione di importanti opere storiche che affrontano il rapporto spazio-tempo, luce-trasparenza, da cui il nome dei lavori: Cronotopo (Chronos-Topos).

Dalla mostra emerge in modo particolare il carattere del tutto innovativo e di ricerca di quel gruppo di artisti europei, legati da vincoli di amicizia e di comune sentimento dell’arte, con una curiosità animata da «un’energia liquida», che li spinge ad alcune indagini tra le più interessanti degli anni ’50 e ’60: una mostra corale, che testimonia di un momento molto fecondo dell’arte continentale, da quella dimensione artistica che per quasi un decennio si è posta sempre nuovi problemi, per giungere a sempre nuove possibilità espressive.

Ti potrebbero interessare anche:

Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi