Per la Giornata della Memoria, alla Statale di Milano la Cappellania, in collaborazione con il Centro “Martini” e con il patrocinio dell’Università e della Bicocca, propone una rappresentazione teatrale con Miriam Camerini, Angelo Baselli, Gianluca Casadei e Rocco Rosignoli

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In concomitanza con la Giornata della Memoria, giovedì 30 gennaio, alle 18, nell’Aula Crociera Alta di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Milano (via Festa del Perdono 7), la Cappellania della Statale, in collaborazione con il Centro “C. M. Martini” e con il patrocinio dell’Università e dell’Università Bicocca, propone la rappresentazione teatrale Messia e rivoluzione. Storia e storie del Bund, con la partecipazione di Miriam Camerini (voce), Angelo Baselli (clarinetto), Gianluca Casadei (fisarmonica) e Rocco Rosignoli (violino e chitarra). Ingresso libero fino all’esaurimento dei posti.

Il popolo ebraico, da due millenni in attesa messianica, desidera da sempre realizzare in terra le promesse di giustizia e libertà battendo sul tempo il Redentore. L’utopia, per secoli biblica, di una terra libera, giusta e affratellata, trova nei grandi rivoluzionari del secolo scorso una nuova spinta, apparentemente contraria, ossia laica, ma a ben guardare uguale: il sogno di un mondo migliore e il lavoro quotidiano per realizzarlo. «Il Messia sei tu, quando ti comporti in maniera tale da permettere la sua venuta», ha scritto Emmanuel Lévinas, filosofo, francese, ebreo.

Musica e parole si intrecciano, raccontando la nascita del Bund, il suo Giuramento, composto dal drammaturgo ed etnografo Shlomo An’ski, la Marcia dei disoccupati e una canzone che celebra la Rivoluzione d’Ottobre adattando un brano liturgico fino ad allora eseguito solo in sinagoga. Le due grandi rivolte nei Ghetti di Vilna e di Varsavia costituiscono un tragico epilogo per la storia del Bund, annientata dalla Shoah, la quale però – come in una antica parabola chassidica – sopravvive fintanto che viene narrata. Ad accompagnare il viaggio musicale, riflessioni dal Talmud, Franz Kafka, Ernst Bloch, Martin Buber e Wlodek Goldkorn.

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