A cinquant’anni dallo storico evento che vide coinvolti i vescovi delle diocesi di tutto il mondo, don Ettore Malnati ne propone una rilettura, non solo analizzando i documenti che ne derivarono, ma anche riportando le intuizioni e le attese dei due Pontefici sotto la cui guida si svolsero i lavori: Giovanni XXIII e Paolo VI.

Malnati Concilio Vaticano Studium

Il Concilio Vaticano II volle dare un volto nuovo all’impegno della Chiesa nella storia e una rilettura di ciò che essa rappresenta. Oggi, a cinquant’anni dallo storico evento che vide coinvolti i vescovi delle diocesi di tutto il mondo, Ettore Malnati ne propone una rilettura, non solo analizzando i documenti che ne derivarono, ma anche riportando le intuizioni e le attese dei due Pontefici sotto la cui guida si svolsero i lavori: Papa Giovanni XXIII e Papa Paolo VI.

Il Concilio Vaticano II si svolse dal 1962 al 1965 in quattro sessioni, dalle quali derivò la promulgazione di quattro Costituzioni, ciascuna con l’obiettivo di cambiare il modo di approcciarsi alla Parola di Dio, alla liturgia, al mistero della Chiesa e all’impegno verso il mondo. Gli altri documenti che ne derivarono, nove Decreti e tre Dichiarazioni, rappresentano aggiornamenti altrettanto importanti e doverosi al fine di riportare lo spirito evangelico nell’esercizio del ministero ordinato, nell’impegno del laicato, nella vita dei religiosi, nel diritto alla libertà religiosa e nell’uso degli strumenti delle comunicazioni per la promozione umana e l’evangelizzazione stessa.

Tutti i documenti promulgati durante il Concilio furono il frutto di grandi riflessioni sul rapporto tra la Chiesa e il cambiamento della società, e sul conseguente aggiornamento e adeguamento della Chiesa stessa ai tempi che passano. L’autore, con il suo lavoro, sottolinea proprio questo aspetto della promulgazione dei documenti, avvalendosi anche di alcuni interventi di singoli padri, riportati nelle fonti da lui utilizzate. Inoltre, ha avuto modo di vivere in prima persona lo spirito di innovazione portato dal Concilio, grazie ai suoi contatti con il vescovo di Trieste Mons. Santin, con il Card. Capovilla e l’arcivescovo Macchi, segretari dei due Papi del Concilio, dai quali ha ricevuto preziosi insegnamenti.

«Lo spirito del Concilio – scrive l’autore nell’introduzione – chiede ad ogni battezzato concreto impegno di conversione per essere il buon Samaritano dell’ora presente».

Mentre il cardinale Dionigi Tettamanzi, nella postfazione, scrive: «Cinquant’anni fa, nella solennità dell’Immacolata Concezione di Maria, Paolo VI dichiarava chiuso il Concilio Ecumenico Vaticano II e con la sua fine iniziava e si sviluppava un’epoca nuova e feconda, i cui segni sono via via cresciuti e tutt’ora sono presenti e operanti nella vita e nella missione della Chiesa. Di questa novità ci si può rendere conto riaccostando con intelligenza e amore i documenti conciliari, rileggendoli sia in se stessi sia con una continua interrogazione e applicazione sul loro significato nel momento storico che stiamo vivendo».

Ettore Malnati è parroco, vicario episcopale per il laicato e la cultura della diocesi di Trieste e docente di Teologia Sistematica presso lo Studio Teologico Interdiocesano di Gorizia-Trieste- Udine e l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Udine e di Trieste. Ha pubblicato diversi volumi su tematiche teologiche di antropologia, ecclesiologia, sacramentaria, escatologia, oltre ai commenti teologico-pastorali delle encicliche dei Pontefici da Giovanni XXIII a Papa Francesco. Di recente pubblicazione: La Chiesa del Concilio Vaticano II, Cantagalli 2014, e La Beata Vergine Maria dal Vaticano II, Cantagalli 2015. 

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