Per il secondo anno, la Veneranda Fabbrica nella Settimana Santa offre alla città un grande evento musicale. Ingresso libero in Cattedrale fino ad esaurimento dei posti.

Duomo laVerdi Bach

È una tradizione nordeuropea felicemente importata a Milano da laVerdi, quella di eseguire le Passioni di Bach nel periodo pasquale.

E anche nel 2015, per il secondo anno consecutivo, grazie alla collaborazione della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, il consueto appuntamento – vero e proprio must del cartellone milanese per la Pasqua – diventa un evento eccezionale offerto alla città o – meglio – un evento nell’evento, perché il Duomo tornerà ad aprire le proprie porte alla musica immortale del genio di Eisenach.

Ensemble laBarocca, Coro Sinfonico, Coro di Voci bianche de laVerdi, diretti rispettivamente da Ruben Jais, Erina Gambarini e Maria Teresa Tramontin, porteranno infatti in Cattedrale per la prima volta la Passione secondo Matteo (Matthäuspassion) per soli, coro e orchestra, mercoledì 1 aprile (ore 19,15, ingresso libero fino a esaurimento posti): lo scorso anno infatti venne eseguita la Passione secondo Giovanni.

La Passione secondo Matteo è una delle cinque Passioni composte da Bach; a noi ne sono giunte solo due (l’altra è la Passione secondo Giovanni). Eseguita per la prima volta il Venerdì santo del 1727 nella Chiesa di S. Tommaso di Lipsia, negli anni successivi è stata ripresa almeno altre tre volte, in ognuna delle quali il musicista ha apportato modifiche. La versione che per tradizione si esegue fa riferimento alla edizione del 1736, per la quale Bach ha previsto, tra l’altro, l’inserimento a chiusura della prima parte di un grandioso corale proveniente dalla Passione secondo Giovanni.

L’imponenza dell’organico vocale e strumentale – tre cori, dei quali uno di voci bianche, sei cantanti solisti e doppia orchestra – si adegua perfettamente a una partitura di grande respiro musicale che affronta l’episodio-chiave del Cristianesimo: dall’ultima cena di Gesù al tradimento di Giuda, dagli interrogatori ai quali è sottoposto alla condanna a morte, dalla crocifissione alla sepoltura. La voce recitante dell’Evangelista fa da filo conduttore (le sue parole provengono dai versetti del Vangelo di Matteo); tra i personaggi spiccano quelli di Gesù e di Ponzio Pilato. 

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