Nuovo appuntamento della Scuola della Cattedrale, in occasione della pubblicazione presso Mondadori dell'ultimo volume di una trilogia dedicata a questa figura che attraversa la cristianità medievale e moderna.

di Federico PIZZI

L'Anticristo

La Scuola della Cattedrale prosegue con una nuova proposta culturale che nasce dalla pubblicazione del terzo e ultimo volume de L’Anticristo. La scienza della fine (Mondadori, 2019), trilogia nata nel 2005 che include Il nemico dei tempi finali e Il figlio della perdizione.

Chi è l’Anticristo, un eretico, un giudeo, un musulmano? O il Papa di Roma, come suggeriscono Pietro di Giovanni Olivi, Ubertino da Casale, John Wyclif? Per scoprirlo il Medioevo utilizza tutta la sua scienza: da un lato, decide che l’Anticristo è già nato; dall’altro, cerca di costruirne la biografia, e utilizza l’esegesi biblica e le scienze astrologiche per discuterne l’avvento. Così, Bernardino da Siena inscena, a partire dalla bolla «Exiit qui seminat» di Niccolò III, e dall’Apocalisse, un grandioso «concilio dei diavoli convocato da Lucifero in persona», in cui Ammone, il Diavolo dello sterminio, Belzebù e Asmodeo gli riferiscono «su quanto stanno mettendo in opera per preparare la venuta dell’Anticristo».

Ruggero Bacone raccomanda l’uso della matematica per determinare il quando, il dove e il come l’Anticristo sorgerà. È il Nemico supremo, che minaccia il cosmo, la cristianità, il Signore stesso. Preannunciato nelle Lettere di Giovanni e incastonato nella Trinità del Male dell’Apocalisse, è «inventato» da Ireneo, Ippolito, Tertulliano e Origene. Poi, dilaga nell’immaginazione del Medioevo. Questo terzo e ultimo volume completa la serie dedicata a quella che è forse la leggenda più grande dell’Occidente medievale: il Figlio della perdizione, colui che precede la seconda venuta di Cristo alla fine dei tempi. I secoli dal XIII al XV vogliono fare «scienza» del suo avvento. Pietro d’Ailly predica la concordanza quasi perfetta di astronomia e storia, elaborando un calcolo complesso per collocare la venuta dell’Anticristo attorno all’anno 1789  – quello della Rivoluzione francese – e sostenere che «a quei tempi secondo gli astronomi ci sarà un cambiamento di religione, e secondo loro dopo Maometto ci sarà qualcuno potente che stabilirà una legislazione vergognosa e fondata sulla magia, perciò si può credere con verosimile probabilità che dopo la religione di Maometto non ne arriverà nessun’altra, se non la legge dell’Anticristo».

L’evento, introdotto e coordinato da Armando Torno, si terrà lunedì 17 febbraio 2020 alle ore 18.30 presso la Chiesa di San Gottardo in Corte (Via Pecorari, 2 – Milano), prevede la partecipazione di mons. Gianantonio Borgonovo, arciprete del Duomo di Milano, di Piero Boitani, professore emerito di Letterature comparate presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, e di Paolo Chiesa, professore di Letteratura latina medievale e umanistica presso l’Università degli Studi di Milano.

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