Al Centro San Fedele a Milano la proiezione del film "Su Re", con la presenza del regista, e l'inaugurazione di una mostra dei suoi disegni, ispirati ai Vangeli e preparatori alla pellicola stessa.

di Luca FRIGERIO

Su Re Columbu

Anche la terra sussulta, indignata, presa da orrore per l’uccisione del Giusto. E la strada che conduce al Golgota diventa una lingua di lava, mentre la collina s’increspa, quasi eruttando lapilli e ceneri. In cima le tre croci, in basso un corteo di uomini e animali, donne e soldati, formiche impazzite in un mondo senza più riferimenti, sommerso ormai dalle tenebre della paura, del dolore, del tradimento…

Giovanni Columbu, nuorese, classe 1949, due anni fa ha realizzato uno dei film più intensi e coraggiosi di questo inizio millennio: Su Re («Il Re»). Racconto per immagini della Passione di Gesù. Riproposizione di sentimenti, emozioni, dubbi, speranze, fra l’ultima cena e la tomba scoperchiata. Con una fedeltà perfino filologica ai testi evangelici, nell’avverarsi delle profezie messianiche.

E tuttavia in un allestimento scenico inquietante, aspro come la sua petrosa Sardegna, duro come la parlata nuragica dei suoi personaggi. Con un Cristo impressionante, spiazzante, che davvero, come proclama Isaia, «non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi», ma «maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca, come agnello condotto al macello».

Una pellicola non facile, certo. Che può anche dividere la platea. Ma che vale la pena di recuperare e di vedere insieme, confrontando idee e impressioni. Come ha fatto, l’anno scorso, il Circolo Cinematografico di Bresso.

Come ripropone, oggi, il Centro San Fedele a Milano, con una proiezione che si terrà giovedì prossimo, 26 marzo, alle ore 15.15 (con replica in serata, alle 20.45), presso l’Auditorium di via Hoepli 3, con la presenza del regista stesso.

In quella giornata, infatti, nel medesimo contesto verrà inaugurata alle 18 anche una mostra di disegni e dipinti di Giovanni Columbu: opere in qualche modo “preparatorie” e “introduttive” al film Su Re, sia perché nate per lo più proprio sul set, durante le riprese del lungometraggio, sia perché evocative dei momenti salienti della Via Crucis.

In una dimensione, il fotogramma come il foglio, senza più confini spaziali né temporali, ma dove il sacrificio del Figlio dell’Uomo si ripete ancora e sempre, per la salvezza di tutti, in ogni luogo. Con una forza espressiva di rara intensità, purificata da qualsiasi compiacimento decorativo, nella ricerca liberante dell’assoluto e della verità.

Appunti visivi, questi di Columbu, accarezzati da un’atmosfera rarefatta, dove il grido è muto, l’urlo scoppia nel petto senza affiorare alle labbra. 

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