A Oliveto Lario (Co) una suggestiva chiesetta mariana, decorata di affreschi secenteschi, ancora al centro di antiche tradizioni.

di Giancarlo RIVOLTA

Madonna Moletto Oliveto Lario

Proseguendo sulla provinciale per Bellagio si giunge all’estremo confine della provincia lecchese, segnato dal silenzioso e poetico Santuario della Madonna del Moletto. Autentico gioiello del 600 il Santuario del Moletto lo si può ammirare dal lago appollaiato su una roccia non appena passato il campo boe Gabbiano Azzurro, sempre navigando da Lecco verso Bellagio.

Il Santuario è formato da una parte inferiore costruita nel 1606, ricca di decorazioni rudimentali raffiguranti il sole, la Luna e le Stelle. La parte superiore, costruita successivamente, è invece superbamente affrescata da Paolo Recchi da Como. Sulla parete esterna verso il lago si può ammirare un affresco rappresentante la Madonna in spirituale colloquio con S. Bernardo.

All’interno del Santuario pregevoli affreschi secenteschi raffigurano l’Annunciazione, l’Assunzione e la Natività di Gesù, mentre le volte superiori sono affollate di angeli con scritte inneggianti alla Madonna. Le leggende narrano di remote origini: secondo alcune, il sole e la luna raffigurati sulla volta inferiore deriverebbero da un tempio pagano dedicato ai culti della fertilità.Altre sostengono che la roccia su cui si basa la costruzione servisse da pietra sacrificale per riti druidici.

I prodigi attribuiti alla Madonna del Moletto sono innumerevoli. Le cronache del 1799 narrano di un miracolo avvenuto proprio il 25 marzo, festa dell’Annunciazione. Al calare delle tenebre, tutto il paese è in raccoglimento al santuario, cantando inni alla Madonna. Ma ecco che dal lago si vedono arrivare due barconi carichi di truppe francesi. Si odono voci concitate, rumori di armi, ordini secchi. La gente fugge verso il paese mentre la soldataglia sbarca sul moletto puntando i fucili sulla folla.

L’intervento della Vergine capovolge la situazione: gli schioppi fanno tutti cilecca e il comandante, pallido e spaventato, spiega come avesse scambiato il raduno religioso per un’imboscata ai suoi danni. Soldati e fedeli, come impazziti, si abbracciano piangendo per lo scampato pericolo e inneggiano alla Madonna per il miracolo compiuto.

Un’altro curioso aneddoto: nei primi anni del Novecento, all’interno del Santuario, era stato sistemato una specie di manichino di legno con le fattezze della Vergine, abbigliato con vesti sontuose, stoffe ricamate e ricchi drappeggi confezionati dalle donne del paese, animate da profonda devozione. L’ammonizione del Cardinal Ferrari a desistere da tali forme di feticismo non incontrò il favore dei fedeli, che si ribellarono alla sede arcivescovile insistendo nel rito proibito. Dovette provvedere il povero don Carlo, parroco di Limonta, a far sparire nottetempo il simulacro, affondandolo nel lago con una pietra al collo.

Il Santuario del Moletto lo si trova venendo da Lecco e navigando verso Bellagio, proprio dopo il campo boe del “Gabbiano Azzurro” ed è l’ultimo lembo di terra del Comune di Oliveto Lario, lasciando poi spazio al territorio di Bellagio. Via terra il Santuario è segnalato sulla strada per Bellagio ove esiste un piccolo parcheggio auto per poter scendere la piccola stradina pedonale ed ammirarlo da vicino. Ogni anno la sera del 14 agosto, un suggestivo corteo di barche illuminate muove da Limonta per il Santuario, dove si celebra una messa in onore dell’Assunta.

Nel 2011 il Circolo Nautico Gabbiano Azzurro ha fatto realizzare a proprie spese una nuova illuminazione del piazzale antistante la Chiesa, necessario proprio per la serata del 14 agosto quando viene officiata la Messa esterna alla Chiesa e dedicata alle imbarcazioni che, a fine Messa, ricevono la benedizione.

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