In questo nuovo libro, Luca Nannipieri invita a riconoscere il valore delle tante persone e associazioni, che generosamente si impegnano per tutelare e valorizzare chiese, opere d'arte e monumenti, piccoli e grandi, del nostro Paese.

di Luciano BISSOLI

nannipieri

E uscito un nuovo saggio di Luca Nannipieri. Si tratta di un testo che invitiamo a leggere, farne proprio il contenuto, calarlo nel cuore. E l’invito è rivolto a politici, amministratori, sacerdoti e a tutti quelli che hanno precise responsabilità nel campo o, semplicemente, hanno a cuore un bene comune (non solo artistico) che è parte della storia di un luogo ma che spesso è considerato «intoccabile, dove il respiro umano, la nostra presenza è irrilevante».

Dopo di aver già gustato, tra le sue varie opere, il saggio La bellezza inutile. I monumenti sconosciuti e il futuro della società (Jaca Book del 2011) eravamo curiosi di scoprire cosa ancora poteva dire sulle comunità e come far ri-vivere il patrimonio del nostro paese.

Dobbiamo riconoscere coerenza e fedeltà di intenti nelle sue riflessioni ma anche un interessante e affascinante approccio con il silenzioso, ma concreto lavoro, che centinaia di persone svolgono prendendosi cura di ciò che segna, da un volto, caratterizza il luogo in cui vivono.

Già l’avvio ci fa capire il taglio, umanissimo, del suo saggio. «Eccola L’Italia da salvare – scrive l’autore -. Non è l’Italia dei monumenti, delle chiese, delle piazze, delle opere d’arte, del patrimonio, ma l’Italia delle persone che unendosi curano quella chiesa, quella piazza, quel monumento… perché in quel loro aggregarsi, in quel loro farsi comunità, in quel loro darsi da fare, diventano una delle presenze più preziose che si possano incontrare».

Il suo lavoro vuole essere gesto di affetto, di riconoscenza e di “giustizia” nei confronti di una «ricchezza di cure, premure, conoscenze, ideali, anche se vengono dalle mani di un contadino, di un tabaccaio o di un vecchio che non ha studiato».

Parimenti vuole dare rilevanza, sostenere e incoraggiare persone o gruppi che fanno «un lavoro amorosamente vivo, cioè attento, sulla bellezza e sul patrimonio».

Il volume racconta poi l’avventura di persone o gruppi sparsi in tutte le regioni italiane che vivono, magari non ascoltati, non considerati, tali esperienze, invitandoli ad incontrarsi, conoscersi, scambiare idee e sensibilità e combattere l’indifferenza di chi dovrebbe avere un diverso atteggiamento.

Per quanto riguarda l’area milanese, il libro presenta l’esperienza di Paderno Dugnano e l’attività dell’Associazione La Compagnia del Pilastrello, povero ed abbandonato oratorio campestre che ha ritrovato una nuova vita e spazio nel cuore dei padernesi e quella di Morimondo, luogo magico, rinato grazie alle passione di Sandrina Bandera e al lavoro della Fondazione costituita appositamente.

Il testo non si chiude con le storie presentate, ma con sagge provocazioni, stimola su che cosa occorre fare, come intendere il servizio svolto dalle autorità.

Non vuole essere «l’elogio delle microstorie o del mondo dei vinti. Al contrario, stiamo dicendo: guardate quanta luce arriva dai luoghi e da persone che, all’apparenza, non riteniamo significativi, ma la cui autorevolezza, a ben guardare, è più grande di quella di tante celebrate personalità». Un saggio da prendere in seria considerazione, da studiare con attenzione per smuovere le paludi del nostro agire che tanto comodo fanno a chi ama l’omologazione.

Ti potrebbero interessare anche:

Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi