Le immagini d’epoca dell’Archivio della Veneranda Fabbrica e gli scatti di Alessandro Gandolfi per National Geographic Italia nella chiesa di San Gottardo in Corte.

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Una mostra fotografica “in due tempi” per unire antico e presente, legando le testimonianze e la bellezza della Milano di ieri con la straordinaria energia del Duomo di oggi. Identità ed emozioni si uniscono nel segno di un’esposizione che vuole essere innanzitutto un omaggio ai milanesi e al loro cammino nella storia, attraverso lo sguardo di chi, da quasi sette secoli, continua nell’instancabile opera di preservare la Cattedrale per affidarla alle nuove generazioni, nel nome di un popolo: la Veneranda Fabbrica.

Giovedì 24 novembre alle ore 12.00 inaugura “Il Duomo si racconta”. L’esposizione, realizzata con il patrocinio di Arcidiocesi di Milano, Regione Lombardia, National Geographic Italia e Parallelozero, nel palinsesto degli eventi ExpoinCittà grazie alla collaborazione con il Comune di Milano, e curata interamente dal Comitato Scientifico del Grande Museo del Duomo di Milano, accompagnerà il pubblico alla scoperta di un’autentica cattedrale di immagini e resterà aperta fino al 28 febbraio 2017, tra le bellissime sale dell’Archivio della Veneranda Fabbrica e la Chiesa di San Gottardo in Corte, Cappella Palatina di Palazzo Reale.

Dopo la presentazione del restauro inaugurato il 30 maggio scorso dal Ministro dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini, l’Archivio della Veneranda Fabbrica, preziosissimo scrigno dell’identità lombarda, conferma la volontà di aprirsi alla città: all’interno della sua ricca Fototeca, infatti, sono presenti molte immagini d’epoca raffiguranti il Duomo (per un totale di oltre 90.000 fototipi), anche in relazione ad aspetti di vita della città di grande importanza per la storia milanese.

L’antica piazza con il rione del Rebecchino e la ciminiera di Via Santa Redegonda, il bar sulle Terrazze del Monumento, le trasformazioni della Milano tra Ottocento e Novecento, la tragedia della guerra e non solo: tracce di vita eternate da tutti quei fotografi che in varie epoche si sono misurati con l’infinita bellezza della Cattedrale, fissando su carta fotografica la loro riflessione e la suggestione di un istante. Una scelta di 28 immagini realizzate tra il 1860 circa e gli anni Settanta del XX secolo, con le diverse tecniche offerte nel tempo dal progresso dell’arte fotografica, a testimonianza di come la Fabbrica abbia sempre cercato un dialogo con le nuove tecnologie ed inediti linguaggi per raccontarsi e condividere con il mondo il proprio tesoro.

E sempre nel solco di questo percorso, l’esposizione continuerà nella chiesa di San Gottardo in Corte, all’interno del circuito del Grande Museo del Duomo, in un itinerario che racconterà la Fabbrica di oggi e l’infinita vita dei suoi Cantieri attraverso l’occhio del fotoreporter Alessandro Gandolfi, fotogiornalista dell’agenzia Paralleozero ed autore di un servizio pubblicato sul numero di luglio 2016 di National Geographic Italia che ha registrato uno straordinario successo.

Le 34 immagini di Gandolfi, all’interno della mistica aura di questa chiesa, tornata a nuova luce dopo un importante intervento di restauro realizzato in soli 9 mesi dalla Veneranda Fabbrica nel 2015, incontrano le architetture della Cappella Palatina di Palazzo Reale per svelare l’infinito miracolo dei Grandi Cantieri.

Dalle Cave di Candoglia al Cantiere Marmisti, dagli operai “rocciatori” inerpicatisi sulle alte guglie del Monumento, bisognose di continui restauri, alla vita più segreta della Cattedrale, il pubblico scoprirà cosa si cela quotidianamente dietro “la gran macchina del Duomo”, per usare le parole dei Promessi Sposi, quando Manzoni “fotografò” con tali parole lo stupore di Renzo.

Un dono che la Fabbrica offrirà alla città nell’imminenza del Natale, per riscoprirne l’anima più profonda e che segnerà l’inizio di un percorso che continuerà nel tempo: il Comitato Scientifico del Grande Museo del Duomo è infatti impegnato nella ricerca di proposte, attività e mostre da ospitare negli spazi espositivi.

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