Alla figura del frate servita e poeta si ispira l'esposizione dei quindici quadri che l'artista milanese dispone nello spazio mostre delle Certosa di Garegnano. Fino al 3 dicembre

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La mostra che Giovanni Cerri presenta alla Certosa Garegnano è un omaggio a Padre David Maria Turoldo (Coderno, 1916 – Milano 1992). Alla figura del frate servita e poeta si ispira l’esposizione dei quindici quadri che l’artista milanese dispone nello spazio mostre delle Certosa di Garegnano, splendido complesso tardo rinascimentale, caratterizzato dagli affreschi Di Simone Peterzano e Daniele Crespi. Il riferimento ai salmi non è casuale, la mostra infatti è costituita da opere insolite per Cerri: nature morte, altari, composizioni di interni affiancate però ad alcune “periferie” più tipiche e caratterizzanti la ricerca dell’autore. Presenti in mostra anche due opere del 1989, una “Sindone” e un “Crocefisso” del periodo giovanile.

Dal testo introduttivo alla mostra di Alberto Venditti:

«Le opere che Giovanni Cerri espone nel suggestivo spazio della Certosa di Garegnano hanno come fonte ispiratrice la figura di Padre David Maria Turoldo, con il quale l’artista ebbe i suoi contatti negli anni giovanili», scrive Alberto Venditti nel testo introduttivo alla mostra. «L’opera che apre il percorso della mostra è il ritratto di Padre Turoldo dipinto di recente e ci colpisce per la sua intensità. Un quadro risolto di getto con grande freschezza e, rigoroso nella sua dicromia, metà dipinto e metà graffiato col carboncino: è un fantasma proveniente da una dimensione fatta di spazio e di luce. Il frate si è affacciato per scrutare con curiosità cosa sta accadendo nel mondo di oggi, ma il suo sguardo vede “oltre”».

«In una rappresentazione dell’altare, l’oggetto appare capovolto; il cataclisma ha slavato i colori, ma l’immagine nasce dai residui della distruzione con impeto, con rischiosi accostamenti tonali realizzati con la sovrapposizione per strati della materia con tutti i suoi incidenti e le sue scoperte. Lo stesso per il tavolo dell’ultima cena che richiama per i colori la sontuosità delle opere storiche; un silenzio attonito si è fermato sugli oggetti, è un’ultima cena dei nostri giorni».

Giovanni Cerri è nato nel 1969 a Milano, dove vive e lavora. Ha iniziato a esporre nel 1987 e da allora ha tenuto mostre in Italia e all’estero (Bolivia, Canada, Cina, Croazia, Danimarca, Francia, Germania, Polonia, Romania, Turchia, USA). Da sempre attratto dal territorio urbano di periferia, la sua ricerca si è sviluppata nell’indagine tematica dell’archeologia industriale, con raffigurazioni di fabbriche dismesse, aree abbandonate e relitti di edifici al confine tra città e hinterland.

Fino al prossimo 3 dicembre presso Galleria Certosa, Certosa di Milano, Via Garegnano, 28. Orari: giovedì, venerdì, sabato ore 16-19; domenica ore 10-12 e 16-19. Ingresso libero

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