Questa seconda edizione presenta sei progetti fotografici che coinvolgono oltre 25 fotografi italiani e stranieri con incontri, corsi, workshop, incontri, visite guidate,performance e videoproiezioni.

La seconda edizione di Voghera Fotografia, incontro nazionale dedicato alla fotografia d’autore, organizzata e promossa da Spazio 53 – Visual Imaging in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Voghera, La Provincia Pavese e photoSHOWall, si svolge per quattro fine settimana fino a domenica 6 ottobre all’interno delle sale del piano nobile del Castello Visconteo e ha come titolo “Tra luoghi e persone – Transiti”.

L’edizione 2019 di Voghera Fotografia vuole essere luogo di confronto e riflessione sulla comunicazione visiva e si presenta come un evento diffuso sul territorio che coinvolgerà l’intera città con un programma ricchissimo di iniziative: più di 250 fotografie esposte, sei progetti fotografici con le opere di oltre 25 fotografi italiani e stranieri, una mostra dell’Associazione Culturale Cacciatori d’Ombra sulla via Appia, una collettiva sui “Transiti” contemporanei, una rievocazione del 50° dall’allunaggio, una finestra su “I Giganti del Jazz” con cinque progetti fotografici e quattro incontri, oltre a corsi e workshop, incontri e talk, visite guidate, performance e videoproiezioni a cura di ImmaginIria e Spazio 53.

Inoltre, Voghera Fotografia 2019 presenta una “sala di posa per ritratti” itinerante nel centro della città, 2 concorsi fotografici con una mostra dedicati agli studenti delle scuole medie e superiori, una mostra composta dalle opere dei circoli fotografici aderenti alla FIAF della Provincia di Pavia, la prima “Camera Obscura” stabile in Italia, ideata e realizzata da Beppe Bolchi e Spazio 53 nella Torre nord-ovest del Castello Visconteo,  un evento in collaborazione con il FAI Giovani Oltrepò su Leonardo Da Vinci a 500 anni dalla sua scomparsa e un altro sul 180° compleanno della Fotografia.

Infine, completano l’offerta visite guidate in alcune aziende locali come Cifarelli, Balma e Capoduri, Trenitalia, Officina Grandi Riparazioni, oltre alla possibilità di visitare i musei ed entrare all’interno dei palazzi storici della città aperti eccezionalmente per l’occasione.

«In un mondo dove la fotografia è diventata uno dei mezzi più diffusi e abusati per comunicare idee, emozioni e pensieri, abbiamo pensato di costruire un evento capace di far riflettere sulla forza della fotografia quando quest’ultima è d’autore, ovvero in grado di raccontare la Storia e smuovere le coscienze», afferma il direttore Armando Calanca. «Più che mai in un momento storico contrassegnato dalle migrazioni di popoli interi da un luogo ad un altro per motivazioni economico-sociali, climatiche e di lavoro. Inoltre, abbiamo voluto un festival il più possibile “diffuso”, per far scoprire e riscoprire la città ai visitatori, con un occhio di riguardo ai giovani, aiutandoli a conoscere e apprezzare la fotografia, e nel contempo a difendersi dall’uso e abuso dei social».

Questi i sei progetti fotografici di Voghera Fotografia 2019, ognuno dei quali è contraddistinto da un’opera fotografica della serie “i Giganti” di photoSHOWall:

Harry De Zitter – The Himba Collection. Venti fotografie in bianco e nero che esplorano i volti e le esistenze degli Himba, popolazione indigena che vive nel nord della Namibia di circa 12mila persone, considerata l’ultima semi-nomade del Paese che vive principalmente di pastorizia.

Olivo Barbieri – Adriatic Sea (staged) Dancing People 2015. Venti immagini riprese dall’elicottero della costa Adriatica romagnola che in certe ore della giornata si trasformano in una specie di set teatrale e cinematografico. Un progetto sul comportamento dell’uomo in luoghi considerati naturali e sulla veridicità del ricordo.

Sara Munari – Vanishing Shepherds. Venti scatti per raccontare come i cambiamenti climatici, l’urbanizzazione e la burocrazia stiano uccidendo l’esistenza della cultura pastorale in Mongolia e di come si assista a un vero e proprio esodo umano di pastori verso le città, soprattutto Ulan Bator.

Beppe Bolchi – Città senza Tempo. Il tema del paesaggio urbano affrontato con la fotocamera a foro stenopeico. Il risultato che se ne ottiene sono immagini che uniscono, alla fissità dei luoghi e delle architetture, la traccia del passaggio delle persone, la percezione della loro presenza, non la loro figura.

Associazione culturale Cacciatori d’Ombra – Appia, Work in progress. Nove autori presentano una riflessione sullo stato di abbandono della prima strada realizzata in Italia al tempo dell’antica Roma che, partendo dalla Capitale, attraversa la parte meridionale dell’Italia e arriva a Brindisi, capolinea dei viaggi in Oriente via mare: Pasquale Amendolagine, Nello Coppola, Alessio Deluca, Mauro Ieva, Francesco Mezzina, Patrizia Ricco, Marco Sacco, Simone Sanchioni, Salvatore Simonetti.

Mostra collettiva – Transiti. Dieci fotografi interpretano il senso “di movimento”, ovvero le motivazioni dello “spostarsi” nel mondo contemporaneo: Isabella Balena, Giancarlo Carnieli, Francesco Cianciotta, Pier Paolo Fassetta, Gianni Maffi, Stefano Parisi, Graziano Perotti, Nino Romeo, Sebastiano Vianello e Daniele Vita.

Completa la rassegna espositiva di Voghera Fotografia 2019 la mostra diffusa “I Giganti del Jazz” a cura di Roberto Mutti con cinque progetti fotografici tra Pavia e Voghera: tre di Roberto Cifarelli (The Black Square; Paolo Fresu, il musicista e il suo strumento; Roberto Petrin e i suoi amori), uno di Alessandra Fuccillo (Mario Biondi, Best of Soul in Moscow) e uno di Pino Ninfa (Jazz Spirit), che raccontano percorsi, luoghi e personaggi del panorama jazzistico italiano e internazionale.

Per informazioni, www.vogherafotografia.it  www.spazio53.com

PERIODI E ORARI DI APERTURA AL PUBBLICO: sab. 21 e dom. 22 settembre, 09.30-12.30 / 15-19.00; sab. 28 e dom. 29 settembre, 09.30-12.30 / 15-19.00; sab. 5 e dom. 6 ottobre, 09.30-12.30 / 15-19.00

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