Al via la seconda edizione di "Sublimar", il festival internazionale di letteratura religiosa e spirituale, che avrà luogo a Milano presso il Museo Diocesano, dove dialogheranno prestigiosi esponenti di diverse religioni e culture sul tema: libri, pane per l'anima.

Sublimar

«La nuova frontiera del dialogo interreligioso – i libri pane dell’anima, nutrimento delle coscienze». È il coinvolgente filo conduttore della seconda edizione di Sublimar, il festival internazionale di letteratura religiosa e spirituale, che avrà luogo in uno dei più suggestivi simboli della cultura milanese, il Museo.

Il Museo Diocesano si appresta quindi a diventare crocevia ideale di un mondo diverso e positivo, un mondo che vuole parlarsi. Qui, tra le mura che trasudano pensiero e dialogo, domenica 7 giugno si daranno appuntamento editori, liberi pensatori, filosofi, laici, persone di fede inossidabile, o più semplicemente chi vuole colmare lacune o appagare curiosità su tutto ciò che ruota intorno alla religione, ai suoi limiti, ai suoi vizi e alle sue virtù.

Dopo il grande successo della prima edizione del giugno 2014 negli spazi dell’Umanitaria (il tema fu la convivenza, una cinquantina le case editrici presenti, migliaia i visitatori, ospiti d’eccezione tra i quali Vittorio Sgarbi, Haim Baharier, Giulio Giorello, don Mazzi, solo per citarne alcuni), gli organizzatori hanno deciso di replicare l’avventura, complice la grande occasione di Expo. Non a caso il leitmotiv di quest’anno è strettamente legato al nutrimento.

Ma se il tema dell’esposizione universale riguarda il cibo per il pianeta, tra le avite pietre del Diocesano si disserterà di alimento per l’anima e per la mente, con l’ambizione di avviare discussioni declinate in tutte le possibili lingue diverse, quelle che nell’utopia dovrebbero avere come obiettivo comune la comprensione e la tolleranza. Molto suggestivo infatti è il titolo: “Dialogo, Nutrimento delle Coscienze”.

Parte del circuito Milano Città del Libro 2015, Sublimar è nel palinsesto di Expo in Città e gode del pieno sostegno del Comune di Milano, di quello della Città Metropolitana (la vecchia Provincia), della Regione Lombardia, del Ministero della Cultura, del Parlamento Europeo e addirittura dell’Unesco! In mancanza di sponsor, un piccolo contributo lo fornisce la meritoria Fondazione Cariplo.

Tra gli editori che hanno già dato la loro adesione figurano i big del settore, tra i quali Mondadori, Giuntina, Edizioni Paoline, Claudiana, Piemme, mentre il Comitato interreligioso di sostegno è affidato a Rav Elia Richetti (rabbino della sinagoga di via Eupili, già presidente dell’Assemblea Rabbinica italiana), Monsignor Pier Francesco Fumagalli (vicerettore presso la Veneranda Biblioteca Ambrosiana), Shaykh ‘Abd al-Wahid Pallavicini (Presidente della Comunità religiosa Islamica).

Saranno presenti inoltre esponenti della Chiesa Valdese, del Buddismo e di decine di associazioni che fanno della Fede il loro cardine esistenziale. La commissione letteraria, invece, vedrà nomi di spicco quali quelli della giornalista Gabriella Caramore, della senatrice Albertina Soliani, dell’europarlamentare Patrizia Toia, del professor Giuseppe Ricci e del teologo Brunetto Salvarani. Mentre un aiuto insostituibile è arrivato dall’ABSI, l’Associazione Biblica della Svizzera Italiana, nella persona di Ernesto Borghi.

Dice Brian Norsa, responsabile culturale interconfessionale del festival: «Sublimar sta crescendo nel cuore e nella testa di chi vi si avvicina. Mi aspetto ciò che è successo l’anno scorso: con la letteratura le realtà si parlano, perché parla l’esperienza, non la regola. E parlando ci si conosce. La mancanza assoluta di dialogo, o forse il parlarsi tra sordi, non è forse il grande problema di questo scorcio di millennio?». In ogni caso Sublimar sta diventando sempre più un punto di riferimento fondamentale non solo per chi crede nel dialogo, ma anche per chi vuole semplicemente conoscere gli scritti di altre culture e altre spiritualità.

«Abbiamo avuto proficui contatti a Gerusalemme – continua Norsa – e stiamo organizzando lì un’edizione l’anno prossimo, mettendo le basi per una successiva a New York o altrove negli USA. La dimensione internazionale del festival è un po’ la sua evoluzione necessaria. Si tratta senza dubbio di un ulteriore vanto per Milano. Il Forum delle Religioni fa un gran lavoro, ma non basta. Ogni cultura presente a Milano, che sia etnica o sociale, tende a rappresentare anche una fede, la quale porta con sé la sua letteratura. A Sublimar si viene desiderosi di ascoltare e di apprendere, ma soprattutto di condividere. E si finisce per conoscersi».

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