Presso la chiesa di San Raffaele a Milano (in centro, alle spalle della Rinascente) fino al 1° giugno è in mostra un’opera dal titolo "Risurrezione 2000", in prestito da Museo San Paolo VI di Concesio.

BIANCHETTI IMMAGINE

Presso la chiesa di San Raffaele a Milano (in centro, alle spalle della Rinascente) è in esposizione un’opera di Franco Bianchetti dal titolo Risurrezione 2000, che prolunga anche nel Tempo pasquale l’evento intitolato “L’arte annuncia il Mistero”. L’esposizione, a cura di mons. Domenico Sguaitamatti (rettore del santuario di San Raffaele e collaboratore dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Milano) è realizzata in collaborazione con l’UCAI (Unione Cattolica Artisti Italiani) e il Museo Arte Spiritualità San Paolo VI di Concesio (Bs), da cui l’opera proviene. L’ artista nato nel 1956 è di origine bergamasca e ancora oggi lavora e crea presso lo studio di vetrate Santhomè di Stezzano (Bg)

Risurrezione 2000 fa parte di un trittico realizzato in occasione di un concorso tenutosi nel 2000 per le vetrate dell’Auditorium Calvin di Ginevra, chiesetta gotica dove Calvino intraprese lo studio della Bibbia ed iniziò la sua predicazione. Oggi la struttura è adibita a centro studi sul calvinismo. Il progetto di Bianchetti fu selezionato come finalista, ma la decorazione dell’Auditorium non ebbe seguito.

«La vetrata aniconica – spiega mons. Sguaitamatti – rivela interessanti effetti luministici derivati dall’accostamento cromatico incentrato sulla simbologia sacra dei tre colori primari, giallo, rosso, blu, resi come “mistici” dall’irrompere di una cascata di pura luce bianca. Il vetro è il materiale preferito dall’artista che ne indaga l’interazione con lo spazio architettonico che dai medesimi colori viene abitato e continuamente trasformato in un dinamismo di luce mai uguale.

Le sculture vitree di Bianchetti, attraverso la luce che, come “catturata”, le abita conquistano una dimensione di tridimensionalità, diventano luogo di incontro e conoscenza, aprono ad un “Infinito” che affascina e attrae.

L’opera proprio nella sua forma ogivale si propone come una soglia da varcare, sia essa porta o finestra o feritoia, la sua forza è quella di catturare dentro un “Oltre” dove la Pasqua di Cristo ha costruito la sua architettura di “Luce e Verità”: l’umanità del Cristo nel blu; la sua divinità nel rosso di un sangue e di un amore donato “sino alla fine”; il suo essere “il Vivente” nel bianco profondo di luce che sembra bucare la materia e lo sguardo; il giallo oro che parla del suo ritorno glorioso nello spazio del Padre. Il suo essere aniconica non impedisce, anzi esalta, il suo farsi visione e contemplazione nell’evocare il Crocifisso Risorto».

L’opera resta esposta fino al 1° giugno 2019 ed è visibile dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 18.30; il sabato dalle ore 16 alle ore 18.30.

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