Dall’11 al 13 aprile nelle sale il film d’arte “San Pietro e le Basiliche Papali di Roma 3D”, prodotto da Sky e Ctv. Approfondimenti emozionanti che mostrano dettagli mai così vividi

di Loris CANTARELLI

Basiliche papali 3d

Anche chi vive a Roma, magari a pochi minuti di strada, difficilmente riesce a vedere da vicino le bellezze artistiche delle Basiliche Papali o a scorgerne gli aspetti più minuti. Riesce nell’intento San Pietro e le Basiliche Papali di Roma 3D, nuova produzione di Sky 3D e Centro Televisivo Vaticano in collaborazione con Nexo Digital, Magnitudo Film e Sky Arte Hd, che segue il successo di Musei Vaticani 3D e di Firenze e gli Uffizi 3D (a riprova dell’esistenza di un pubblico tutt’altro che insensibile alle proposte di valore).

Si tratta di un viaggio da capogiro nelle quattro Basiliche Papali della capitale: San Pietro (tra i 25 luoghi più visitati al mondo), San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore e San Paolo Fuori le Mura, primo prodotto Sky riconosciuto d’interesse culturale dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Direzione Generale Cinema.

L’occasione che ha spinto a realizzare il documentario, dall’11 al 13 aprile in oltre 250 sale cinematografiche italiane (elenco completo su www.basilicheroma3D.it e su www.nexodigital.it) è il Giubileo Straordinario della Misericordia: l’apertura delle Porte Sante ha consentito un accesso privilegiato ed esclusivo, in un film che da maggio sbarcherà nei cinema di oltre cinquanta Paesi, tra Stati Uniti e Canada, Centro America e Australia, Europa e Russia, Hong Kong e altri ancora (elenco completo su www.basilicasofrome3d.com).

Il fil rouge narrativo, dalla basilica paleocristiana su cui sorse San Pietro alla grandiosità del barocco attraverso opere d’arte medievale e rinascimentale, è offerto da alcuni brani (interpretati dal narratore Adriano Giannini) dalle Passeggiate Romane di Stendhal, fra l’altro testimone del terribile incendio che nel 1823 distrusse gran parte di San Paolo Fuori le Mura.

In un’ora e mezza – che sembra di più, data la cadenza solenne – quattro esperti raccontano le Basiliche e i loro interni: Antonio Paolucci (da quasi dieci anni direttore dei Musei Vaticani e già Ministro dei Beni Culturali nel governo Dini) per San Pietro, l’architetto Paolo Portoghesi a San Giovanni in Laterano, lo storico dell’arte Claudio Strinati in Santa Maria Maggiore e Micol Forti (direttore della Collezione d’Arte Contemporanea nei Musei Vaticani) per San Paolo Fuori le Mura.

Il commento musicale, a tratti didascalico (la bellezza già mozzafiato delle opere d’arte poteva suggerire maggior sobrietà), alterna brani originali di Matteo Curallo con vocalizzi di un soprano all’organo di Luca Biagi, suonato a San Giovanni in esclusiva per il film.

Ma quel che più conta sono le immagini realmente sorprendenti, da punti di vista esclusivi grazie all’uso di elicotteri e bracci meccanici, e la potenza del 3D (una volta tanto non inutile, e con telecamere 4K), che davvero riescono a “immergere” lo spettatore fra i corridoi a distanza ravvicinata e a fargli quasi toccare con mano la Pietà di Michelangelo “oltre la teca”, il Cupolone dall’alto, i graffiti sulla Tomba di San Pietro, le ricostruzioni grafiche realizzate sui progetti originali custoditi all’interno della Biblioteca Apostolica (su tutti, il disegno di Gian Lorenzo Bernini dell’Abbraccio di Piazza San Pietro come un Cristo gigantesco con i piedi nei Fori Imperiali)…

«Quale bellezza salverà il mondo?», si chiedeva, citando Dostoevskij, il cardinale Carlo Maria Martini nella sua lettera pastorale del 1999. L’allora Arcivescovo di Milano pensava alla Trasfigurazione, ma quanto emerge dai mass media dell’epoca nelle Basiliche Papali è una buona guida.

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