Per la prima volta nella sua storia, l'importantissima collezione numismatica della Veneranda Biblioteca Ambrosiana diventa accessibile non solo agli studiosi ma anche a tutti gli appassionati. Una raccolta che conserva anche pezzi rarissimi, e che sarà oggetto di una completa classificazione scientifica. Come prima mostra, le medaglie di san Carlo e di Federico Borromeo.

di Luca FRIGERIO
Foto courtesy "Il giornale della numismatica"

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Collo taurino, labbra serrate, sguardo deciso, ma in fondo benevolo. Filippo Maria Visconti, signore di Milano, si presenta così, sulla medaglia che ne celebra il potere. Con l’autorevolezza di un imperatore romano, il piglio del condottiero, la solidità di un consumato politico. Un ritratto che è un grande capolavoro su un piccolo disco di metallo (anche se dieci centimetri di diametro, per una medaglia, non sono proprio poca cosa). Come solo un maestro quale il Pisanello sapeva fare, lui che è stato uno dei protagonisti della stagione artistica del Quattrocento in Italia, il più ammirato fra i medaglisti rinascimentali.

Il bronzo visconteo del Pisanello è una delle gemme della Veneranda Biblioteca Ambrosiana. La cosa può apparire strana, di primo acchito, sapendo che l’istituto culturale fondato dal cardinale Federico Borromeo possiede uno straordinario patrimonio di documenti cartacei, di libri rari e di antiche pergamene, nonché una ricca, bellissima raccolta di dipinti e disegni, con opere di Raffaello, Bramantino, Caravaggio, Tiziano, per non citare che alcuni fra i più celebri artisti presenti…

Eppure l’Ambrosiana, ma pochi lo sanno, vanta anche una pregevole collezione di medaglie e di monete, antiche e moderne: oltre ventimila unità, con coni che vanno dalla Magna Grecia all’età romana (repubblicana e imperiale), dal medioevo all’epoca barocca (con un’ampia documentazione delle zecche lombarde), fino ai nostri giorni (con le collezioni uniche di Giuseppe Vismara e Lodovico Pogliaghi).

Un vero e proprio “medagliere” che, se non può essere considerato fra i più consistenti per numero di pezzi, si segnala tuttavia nel panorama internazionale per l’eccezionale qualità e la particolare rarità di alcuni dei suoi esemplari, davvero unici al mondo.

Formatasi nel tempo senza un progetto “organico”, per acquisizioni e attraverso donazioni, questa collezione non è mai stata catalogata per intero. Così che potrebbe rivelare ancora nuove ed entusiasmanti scoperte: come una sorta di “miniera” tutta da esplorare, che nasconde aurei filoni e pepite preziose…

Ma oggi, finalmente, il Medagliere dell’Ambrosiana diventa accessibile a tutti. «Ed è un momento storico», ha sottolineato il Prefetto, monsignor Franco Buzzi, ringraziando gli sponsor che hanno reso possibile la cosa.

Negli ambienti della Pinacoteca, infatti, è stato allestito il nuovo gabinetto numismatico, che sarà a disposizione del pubblico, degli studiosi e degli studenti che potranno visitarlo su prenotazione.

Mentre una serie di mostre temporanee illustrerà le diverse aree tematiche, cronologiche e geografiche che caratterizzano il Medagliere ambrosiano. La prima rassegna, attualmente in corso, è dedicata alle medaglie in cui sono effigiati Carlo Borromeo e suo cugino Federico, con pezzi di grande interesse storico e documentario: come la medaglia donata da papa Pio XI, che è una copia fatta realizzare appositamente dallo stesso Achille Ratti – già prefetto della Biblioteca Ambrosiana e arcivescovo di Milano – dell’unico esemplare conosciuto, conservato a Vienna, raffigurante san Carlo da giovane, ritratto con un’insolita barba!

La direzione del gabinetto numismatico è stata affidata a uno dei massimi esperti del settore, il professor Giancarlo Alteri, curatore per lungo tempo dell’imponente Medagliere storico del Vaticano. Sotto la sua guida si procederà, dunque, allo studio, alla pubblicazione e alla classificazione scientifica di tutto il patrimonio numismatico presente in Ambrosiana.

«Il nostro Paese – ha ricordato lo stesso Alteri – è ricca di medaglieri: ma la loro situazione strutturale e organizzativa lascia purtroppo molto a desiderare. Nella maggior parte dei casi, infatti, la carenza cronica di personale adeguato, l’assenza di cataloghi completi, la mancanza di efficaci misure di sicurezza ed altre inefficienze ne rendono complicata, se non addirittura impossibile la fruizione. Ma in questa non rosea situazione delle collezioni numismatiche italiane, spicca oggi la coraggiosa novità della collezione della Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano».

Un segnale, insomma, che lascia ben sperare. E che sembra come riflettersi su una bella moneta d’argento fatta coniare dall’imperatore Carlo V attorno al 1530, e che è una delle meraviglie del Medagliere ambrosiano: due colonne, a indicare le Colonne d’Ercole, avvolte dal motto «Plus ultra». Un invito ad “andare oltre”, superando limiti e ostacoli, che è quanto mai di buon auspicio di questi tempi.

 

Il Gabinetto numismatico
della Veneranda Biblioteca Ambrosiana
a Milano (piazza Pio XI, 2)
è aperto agli studiosi e al pubblico su prenotazione.
La mostra temporanea delle medaglie dei Borromeo
si visita con il biglietto della Pinacoteca.
Per informazioni: tel. 02.806921, www.ambrosiana.it

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