Esperienze virtuose, in provincia di Reggio Emilia e in Val Camonica, raccontate dai protagonisti in due nuovi libri pubblicati da EMI. Dove il "problema" è diventato risorsa...

Accoglienza immigrazione Padania Emi

Accogliere si può, e lo si può fare anche a costo zero. Questo il messaggio contenuto in due nuovi pubblicati da EMI (Editrice Missionaria Italiana): La Padania dell’integrazione di Raul Daoli e La valle accogliente di Paolo Erba, Eugenia Pennacchio e Silvia Turelli.

Dedicati entrambi ai temi dell’immigrazione e dell’integrazione, questi due piccoli testi, inclusi nella collana EMI L’Italia migliora diretta dal professore Andrea Segrè e dal coordinatore dell’Associazione Comuni Virtuosi Marco Boschini, raccontano le esperienze di successo di due piccoli comuni «virtuosi» italiani, Novellara (RE) e Malegno, in Valle Camonica (BS).

Ne La Padania dell’integrazione, Raul Daoli, per dieci anni sindaco del comune nel reggiano dove la percentuale di stranieri raggiunge il 15% della popolazione e dove ha sede il primo tempio sikh in Italia, ha deciso di investire tutto nell’educazione. Dando vita a progetti che coinvolgessero tanto i bambini quanto i loro genitori nelle attività scolastiche, con iniziative culturali che vanno dal Festival Uguali Diversi al percorso Genitori Efficaci e al Progetto Cultivar e costruendo una solida rete di relazioni sociali, questa amministrazione ha compreso che l’integrazione parte dai bambini e, soprattutto, dalla loro istruzione, poiché «superando barriere e pregiudizi che ostacolano la creazione di una società multiculturale, si agisce, nella società di oggi, per costruire, nel presente, la società futura, i cittadini del domani». Senza dare fondo alla casse comunali e, anzi, creando futura competitività economica.

La valle accogliente racconta invece l’esperienza di Malegno, comune di 2000 abitanti in provincia di Brescia, dove dal 2011 l’amministrazione e la Cooperativa K-pax hanno dato vita a un progetto di microaccoglienza diffusa.

Nato inizialmente per accogliere 116 persone fuggite dall’Africa e precedentemente inserite in un fallimentare programma di accoglienza, questo progetto condiviso ha permesso di impiegare i 116 ragazzi in diverse attività: dalla cura del verde pubblico, all’agricoltura, fino dei veri e propri stage di lavoro. Grazie a queste esperienze, i comuni e la cooperativa hanno trasformato quello che avrebbe dovuto essere un «peso» e «problema» in una risorsa, restituendo nel contempo dignità e salute a coloro che l’avevano persa. Un risultato ottenuto senza gravare sulle casse comunali, ma attingendo invece da fondi europei dedicati e in collaborazione con altre realtà private impegnate nel sociale. Come ha ricordato Paolo Erba, giovane sindaco di Malegno tra gli autori del libro, in un recente intervista: «L’accoglienza diffusa è il modo più economico per fare accoglienza».

Piccoli progetti che pensano in grande i quali, forse, dovrebbero fare più notizia.

Sia Novellara che Malegno sono comuni associati all’Associazione Nazionale Comuni Virtuosi. Le loro esperienze sono state presentate in anteprima nel contesto del Festival della Lentezza, che si è appena concluso alla Reggia di Colorno (PR). Maggiori informazioni su www.lentezza.org

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