Museo della Basilica dei Santi Apostoli e Nazaro Maggiore
IndirizzoPiazza San Nazaro in Brolo, 5
ComuneMilano
ProvinciaMi
Cap20100
RegioneLombardia
StatoItalia
Telefono02/58.30.77.19
FaxNon presente
E-mailNon presente
Sito internetNon presente
 

 

La Basilica

Decanato: Centro Storico

Zona pastorale: Zona pastorale I - Milano

 

Fondata tra il 382 e l'anno 386, fu voluta da S. Ambrogio, che la dedicò ai santi Apostoli dei quali erano custodite alcune reliquie contenute nella preziosa capsella argentea in copia sotto la mensa eucaristica. L'originale della capsella si può ammirare nel Museo del tesoro del Duomo. La capsella è di forma cubica, con il coperchio e le quattro facce laterali lavorate a sbalzo. Il sottofondo reca dei graffiti incisi riportanti espressioni di lode e di invocazione a Cristo. In età romanica, a seguito di violenti incendi, specie quello del 1075 la chiesa fu in gran parte distrutta e vennero completamente danneggiate le parti in legno.
Si procedette allora a conservarne e accrescerne l'originale bellezza innalzando il tiburio e la cupola sopra il ciborio e creando absidi nelle zone dei transetti. Verso la metà del Cinquecento la chiesa ebbe ulteriori modifiche, sia all'esterno, con l'aggiunta del Mausoleo Trivulziano (commissionato da Leonardo), sia all'interno, con il trasferimento di altari, e rifacimenti di alcune strutture, opera di Pellegrino Tibaldi detto il Pellegrini. Nel settecento il Cardinale Litta (1652-1679) fece allargare e decorare la cappella di S.Mastroniano.
Si procedette inoltre a decorare con nuovi affreschi (Maggi e Abbiati) il coro e la cupola. Disastrosi furono invece i restauri compiuti nel 1830 da Pietro Pestagalli, che introdusse elementi neoclassici distruggendo in parte le antiche strutture. Fortunatamente dal 1938 al 1962 si riuscì a risalire alle linee paleocristiane ritrovando dapprima il perimetro originario, i frammenti della lapide dedicatoria fino a scoprire la tomba di Nazaro e l'antica 'cella memoriae'. L'ultima tappa dei restauri (1967-1986) ripristinò gli elementi romanici, le sagrestie e la cripta del Bramantino.

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