Almanacco liturgico Il Santo del giorno Il Vangelo di oggi Agenda dell'Arcivescovo
Share

15 marzo 2024

Venerdì della IV settimana di Quaresima

15 Marzo 2024

UFFICIO DELLE LETTURE

UFFICIO DELLE LETTURE

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo,
come era nel principio e ora e sempre
    nei secoli dei secoli. Amen.

Lode a te, Signore, re di eterna gloria.


INNO

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:

Tu che l’arcana voce di Dio
unico Figlio proclama,
o contemplata gloria degli angeli,
sei la salvezza e il vigore del mondo.

Cibo, bevanda, senso alla fatica
tu sei, dolcezza alla quiete, Cristo;
ogni disgusto, ogni triste livore
dall’anima disperdi.

Lieto splendore che vinci le tenebre,
dall’odioso Nemico salvaci;
sciogli l’impaccio delle colpe e guidaci
alla dimora del cielo.

Al Padre, eterno Signore dei secoli,
all’Unigenito amato, allo Spirito
dal coro dei credenti
gioiosamente si levi il cantico. Amen.

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:

L’alta tua fantasia
ha popolato, Signore, la terra,
con ordinata sapienza chiamando
e fiere e rettili e bestie del campo.

E, quasi re, sugli animali ignari
hai posto l’uomo, tua vivente immagine,
dell’universo coscienza e voce:
e così fu compiuto il sesto giorno.

La nostra nobiltà difendi, o Dio,
salva l’uomo dal male
che contamina il cuore
e i tuoi figli avvilisce.

La grazia accordi l’animo alla lode:
ogni groviglio di contesa sciogli,
prosperi nella pace il nostro giorno,
salvaci nella gioia.

A te leviamo, Padre, la supplica
per Gesù Cristo, tuo Figlio
che nello Spirito Santo
regna con te nei secoli. Amen.

CANTICO DEI TRE GIOVANI        Cfr. Dn 3,52-56
Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, *
    degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto il tuo nome glorioso e santo, *
    degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, *
    degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, *
    degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi †
    e siedi sui cherubini *
    degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, *
    degno di lode e di gloria nei secoli.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, *
    degno di lode e di gloria nei secoli.

Come era nel principio e ora e sempre
        nei secoli dei secoli, amen, *
    degno di lode e di gloria nei secoli.

SALMODIA
                            Salmo 77,1-39
I (1-16)   

Ant. 1 Diremo le lodi del Signore, la sua potenza * e le meraviglie che egli ha compiuto.

Popolo mio, porgi l’orecchio al mio insegnamento, *
    ascolta le parole della mia bocca.
Aprirò la mia bocca in parabole, *
    rievocherò gli arcani dei tempi antichi.

Ciò che abbiamo udito e conosciuto †
    e i nostri padri ci hanno raccontato, *
    non lo terremo nascosto ai loro figli;

diremo alla generazione futura †
    le lodi del Signore, la sua potenza *
    e le meraviglie che egli ha compiuto.

Ha stabilito una testimonianza in Giacobbe, *
    ha posto una legge in Israele:

ha comandato ai nostri padri
        di farle conoscere ai loro figli, †
    perché le sappia la generazione futura, *
    i figli che nasceranno.

Anch’essi sorgeranno a raccontarlo ai loro figli *
    perché ripongano in Dio la loro fiducia
e non dimentichino le opere di Dio, *
    ma osservino i suoi comandi.

Non siano come i loro padri, *
    generazione ribelle e ostinata,
generazione dal cuore incostante *
    e dallo spirito infedele a Dio.

I figli di Efraim, valenti tiratori d’arco, *
    voltarono le spalle nel giorno della lotta.

Non osservarono l’alleanza di Dio, *
    rifiutando di seguire la sua legge.

Dimenticarono le sue opere, *
    le meraviglie che aveva loro mostrato.
Aveva fatto prodigi davanti ai loro padri, *
    nel paese d’Egitto, nei campi di Tanis.

Divise il mare e li fece passare *
    e fermò le acque come un argine.
Li guidò con una nube di giorno *
    e tutta la notte con un bagliore di fuoco.

Spaccò le rocce nel deserto *
    e diede loro da bere come dal grande abisso.
Fece sgorgare ruscelli dalla rupe *
    e scorrere l’acqua a torrenti.

Gloria.

Ant. 1 Diremo le lodi del Signore, la sua potenza * e le meraviglie che egli ha compiuto.
   
II (17-31)

Ant. 2 Al tuo popolo, Signore, hai dato il cibo degli angeli, * lo hai saziato con il pane del cielo preparato dai secoli eterni.

I nostri padri continuarono a peccare contro di lui, *
    a ribellarsi all’Altissimo nel deserto.
Nel loro cuore tentarono Dio, *
    chiedendo cibo per le loro brame;

mormorarono contro Dio *
    dicendo: «Potrà forse Dio
        preparare una mensa nel deserto?».

Ecco, egli percosse la rupe e ne scaturì acqua, *
    e strariparono torrenti.
«Potrà forse dare anche pane *
    o preparare carne al suo popolo?».

All’udirli il Signore ne fu adirato; †
    un fuoco divampò contro Giacobbe *
    e l’ira esplose contro Israele,

perché non ebbero fede in Dio *
    né speranza nella sua salvezza.

Comandò alle nubi dall’alto *
    e aprì le porte del cielo;
fece piovere su di essi la manna per cibo *
    e diede loro pane del cielo:

l’uomo mangiò il pane degli angeli, *
    diede loro cibo in abbondanza.

Scatenò nel cielo il vento d’oriente, *
    fece spirare l’australe con potenza;
su di essi fece piovere la carne come polvere *
    e gli uccelli come sabbia del mare;

caddero in mezzo ai loro accampamenti, *
    tutto intorno alle loro tende.
Mangiarono e furono ben sazi, *
    li soddisfece nel loro desiderio.

La loro avidità non era ancora saziata, *
    avevano ancora il cibo in bocca,

quando l’ira di Dio si alzò contro di essi, †
    facendo strage dei più vigorosi *
    e abbattendo i migliori d’Israele.

Gloria.

Ant. 2 Al tuo popolo, Signore, hai dato il cibo degli angeli, * lo hai saziato con il pane del cielo preparato dai secoli eterni.

III (32-39)

Ant. 3 Signore, per la moltitudine dei nostri peccati * non siamo degni di levare gli occhi al cielo.

I nostri padri continuarono a peccare *
    e non credettero ai suoi prodigi.
Allora dissipò come un soffio i loro giorni *
    e i loro anni con strage repentina.

Quando li faceva perire, lo cercavano, *
    ritornavano e ancora si volgevano a Dio;
ricordavano che Dio è loro rupe, *
    e Dio, l’Altissimo, il loro salvatore;

lo lusingavano con la bocca *
    e gli mentivano con la lingua;
il loro cuore non era sincero con lui *
    e non erano fedeli alla sua alleanza.

Ed egli, pietoso, perdonava la colpa, *
    li perdonava invece di distruggerli.

Molte volte placò la sua ira *
    e trattenne il suo furore,
ricordando che essi sono carne, *
    un soffio che va e non ritorna.

Gloria.

Ant. 3 Signore, per la moltitudine dei nostri peccati * non siamo degni di levare gli occhi al cielo.

Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

Tu sei benedetto, Signore.
Amen.

PRIMA LETTURA                Eb 10,1-14
Dalla Lettera agli Ebrei

Fratelli, poiché la legge possiede solo un’ombra dei beni futuri e non la realtà stessa delle cose, non ha il potere di condurre alla perfezione, per mezzo di quei sacrifici che si offrono continuamente di anno in anno, coloro che si accostano a Dio. Altrimenti non si sarebbe forse cessato di offrirli, dal momento che i fedeli, purificati una volta per tutte, non avrebbero ormai più alcuna coscienza dei peccati? Invece per mezzo di quei sacrifici si rinnova di anno in anno il ricordo dei peccati, poiché è impossibile eliminare i peccati con il sangue di tori e di capri.
Per questo, entrando nel mondo, Cristo dice: «Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato. Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora ho detto: Ecco, io vengo - poiché di me sta scritto nel rotolo del libro - per fare, o Dio, la tua volontà» (cfr. Sal 39, 7-9).
Dopo aver detto: «Non hai voluto e non hai gradito né sacrifici né offerte, né olocausti né sacrifici per il peccato», cose tutte che vengono offerte secondo la legge, soggiunge: «Ecco, io vengo a fare la tua volontà». Così egli abolisce il primo ordine di cose per stabilire il secondo. Ed è appunto per quella volontà che noi siamo stati santificati, per mezzo dell’offerta del corpo di Gesù Cristo, fatta una volta per sempre.
Ogni sacerdote si presenta giorno per giorno a celebrare il culto e ad offrire molte volte gli stessi sacrifici, perché essi non possono mai eliminare i peccati. Cristo al contrario, avendo offerto un solo sacrificio per i peccati, una volta per sempre si è assiso alla destra di Dio, aspettando ormai soltanto che i suoi nemici vengano posti sotto i suoi piedi (cfr. Sal 109, 1). Poiché con un’unica oblazione egli ha reso perfetti per sempre quelli che vengono santificati.

RESPONSORIO                   
Non ho altra speranza
se non in te, Dio d’Israele,
che ti adiri, ma sai essere clemente.
    Tu perdoni i peccati degli uomini
    che vedi nella pena.

Noi ti rendiamo grazie, o Dio, ti rendiamo grazie
e invochiamo il tuo nome.
    Tu perdoni i peccati degli uomini
    che vedi nella pena.

SECONDA LETTURA       
Dal «Trattato su Elia e il digiuno» di sant’Ambrogio, vescovo

Abbiamo un Signore tanto misericordioso, che ci perdona anche le colpe gravi: abbandoniamo quindi la nostra condotta peccaminosa; restiamo fedeli alla sua legge, e come umili servi impegniamoci a mettere in pratica i suoi comandamenti.
Che cosa abbiamo da spartire con le impurità e le immondizie, con le opere del diavolo? Avete sentito oggi nella precedente lezione le parole della legione dei demoni: «Che cosa c’è in comune tra me e te, o Figlio di Dio?» (cfr. Mt 8, 29). Anche tu devi dire, se vedi che il diavolo ti assale con le sue tentazioni: «Che c’è in comune tra me e te, o Belial? Io sono il servo di Cristo; sono stato redento dal suo sangue; mi sono dedicato tutto a lui. Che c’è tra me e te? Non intendo conoscere le tue opere; non chiedo nulla di quanto ti appartiene; non ho nulla che ti appartiene, e non desidero nulla di tuo».
Se il diavolo ha preso le distanze da Cristo, quanto più noi dobbiamo separarci dal diavolo! E se mai in qualche cosa gli siamo stati legati, ora comunque non lo siamo più. Ci siamo rifugiati dal medico, il quale ha curato le nostre antiche ferite; e se rimane ancora qualche parte malata, non mancherà la medicina. E se anche abbiamo commesso qualche peccato, forse che non si ricorderà di noi colui che ci ha perdonato una volta per sempre? Quand’anche avessimo commesso delle colpe gravi, abbiamo incontrato un medico valente, e ne abbiamo ricevuto l’efficace medicina della grazia: una potente medicina è in grado di togliere dei gravi peccati.
Abbiamo anche parecchie persone che dipendono da noi, grazie alle quali possiamo liberarci dalle nostre colpe. Hai a disposizione del denaro: serviti di esso per scioglierti dai tuoi peccati. Il Signore non è venale, mentre tu sei attaccato ai soldi. Ti sei venduto con i tuoi peccati: riscàttati con le tue opere, redìmiti con il tuo denaro. Il denaro è cosa vile, mentre è preziosa la misericordia. Infatti: «La misericordia libera dal peccato» (Tb 12, 9); e in un altro passo si dice: «Il riscatto di un uomo è il suo denaro» (Prv 13, 8); e nel vangelo: «Fatevi degli amici con mammona di iniquità» (Lc 16, 9). Abitualmente si vince il veleno con il veleno contrario; ossia: si espelle il veleno con il veleno: con un veleno si vince la morte e si conserva la vita. Così anche tu, come un amministratore avveduto, trasforma lo strumento dell’avarizia in un mezzo di misericordia; rendi ciò che è causa di corruzione principio di grazia e di salvezza.

Non si dice la Laus angelorum magna.

Se all’Ufficio delle Letture seguono immediatamente le Lodi si omettono l’orazione seguente e l’introduzione di Lodi e si recita immediatamente il Cantico di Zaccaria.

ORAZIONE
Strappaci, Padre, dalle lusinghe della corruzione e guidaci nella strada della salvezza; dalle piaghe dei loro peccati guarisci i tuoi figli, poiché si allietano di avere un Signore pietoso, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

LODI MATTUTINE

Torna all'inizio

LODI MATTUTINE

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo,
come era nel principio e ora e sempre
    nei secoli dei secoli. Amen.

Lode a te, Signore, re di eterna gloria.


CANTICO DI ZACCARIA
                            Cantico    Lc 1,68-79

Ant. Sii propizio al tuo popolo, Signore, * che contro te ha peccato.

Benedetto il Signore Dio d’Israele, *
    perché ha visitato e redento il suo popolo,

e ha suscitato per noi una salvezza potente *
    nella casa di Davide, suo servo,

come aveva promesso *
    per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo:

salvezza dai nostri nemici, *
    e dalle mani di quanti ci odiano.

Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri *
    e si è ricordato della sua santa alleanza,

del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, *
    di concederci, liberati dalle mani dei nemici,

di servirlo senza timore, in santità e giustizia *
    al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.

E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo *
    perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,

per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza *
    nella remissione dei suoi peccati,

grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, *
    per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge

per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *
    e nell’ombra della morte

e dirigere i nostri passi *
    sulla via della pace».

Gloria.

Ant. Sii propizio al tuo popolo, Signore, * che contro te ha peccato.

Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

PRIMA ORAZIONE
Preghiamo.    (Pausa di preghiera silenziosa)
Ascolta, Dio pietoso, le nostre suppliche, e il tuo aiuto protegga dal cielo quanti sperano nella tua misericordia. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

SALMODIA
                            Cantico    Tb 13,10-13.15.16b-17a.18

Ant. 1
Di splendida luce brillerai, Gerusalemme, davanti al tuo Dio; * a te verranno le genti portando doni al Signore.

Tutti parlino del Signore *
e diano lode a lui in Gerusalemme.

Gerusalemme, città santa, †
ti ha castigata per le opere dei tuoi figli, *
e avrà ancora pietà per i figli dei giusti.

Da’ lode degnamente al Signore *
e benedici il re dei secoli;

egli ricostruirà in te il suo tempio con gioia, *
per allietare in te tutti i deportati,
per far contenti in te tutti gli sventurati, *
per tutte le generazioni dei secoli.

Come luce splendida brillerai
sino ai confini della terra; *
    nazioni numerose verranno a te da lontano;

gli abitanti di tutti i confini della terra †
verranno verso la dimora del tuo santo nome, *
portando in mano i doni per il re del cielo.

Generazioni e generazioni
esprimeranno in te l’esultanza *
e il nome della città eletta durerà nei secoli.

Sorgi ed esulta per i figli dei giusti, †
    tutti presso di te si raduneranno *
    e benediranno il Signore dei secoli.

Beati coloro che ti amano, *
beati coloro che gioiscono per la tua pace.

Anima mia, benedici il Signore, il gran sovrano, †
Gerusalemme sarà ricostruita *
come città della sua residenza per sempre.

Le porte di Gerusalemme
risuoneranno di canti di esultanza, *
    e in tutte le sue case canteranno: «Alleluia!

Benedetto il Dio d’Israele †
e benedetti coloro che benedicono
        il suo santo nome *
    nei secoli e per sempre!».

Gloria.

Ant. 1 Di splendida luce brillerai, Gerusalemme, davanti al tuo Dio; * a te verranno le genti portando doni al Signore.

Salmi Laudativi

Ant. 2 Gerusalemme, glorifica il Signore * che ha benedetto i tuoi figli.
                                Sal 147
Glorifica il Signore, Gerusalemme, *
loda, Sion, il tuo Dio.
Perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte, *
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.

Egli ha messo pace nei tuoi confini *
e ti sazia con fior di frumento.
Manda sulla terra la sua parola, *
il suo messaggio corre veloce.

Fa scendere la neve come lana, *
come polvere sparge la brina.
Getta come briciole la grandine, *
di fronte al suo gelo chi resiste?

Manda una sua parola ed ecco si scioglie, *
fa soffiare il vento e scorrono le acque.
Annunzia a Giacobbe la sua parola, *
le sue leggi e i suoi decreti a Israele.

Così non ha fatto con nessun altro popolo, *
non ha manifestato ad altri i suoi precetti.

                                Sal 116
Lodate il Signore, popoli tutti, *
    voi tutte, nazioni, dategli gloria;

perché forte è il suo amore per noi *
    e la fedeltà del Signore dura in eterno.

Gloria.

Ant. 2 Gerusalemme, glorifica il Signore * che ha benedetto i tuoi figli.

                            Salmo diretto    Sal 50
Pietà di me, o Dio,
secondo la tua misericordia; *
nel tuo grande amore cancella il mio peccato.

Lavami da tutte le mie colpe, *
mondami dal mio peccato.
Riconosco la mia colpa, *
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.

Contro di te, contro te solo ho peccato, *
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto;
perciò sei giusto quando parli, *
retto nel tuo giudizio.

Ecco, nella colpa sono stato generato, *
nel peccato mi ha concepito mia madre.
Ma tu vuoi la sincerità del cuore *
e nell’intimo m’insegni la sapienza.

Purificami con issopo e sarò mondato; *
lavami e sarò più bianco della neve.
Fammi sentire gioia e letizia, *
esulteranno le ossa che hai spezzato.

Distogli lo sguardo dai miei peccati, *
cancella tutte le mie colpe.
Crea in me, o Dio, un cuore puro, *
rinnova in me uno spirito saldo.

Non respingermi dalla tua presenza *
e non privarmi del tuo santo spirito.
Rendimi la gioia di essere salvato, *
sostieni in me un animo generoso.

Insegnerò agli erranti le tue vie *
e i peccatori a te ritorneranno.
Liberami dal sangue, Dio, Dio mia salvezza, *
la mia lingua esalterà la tua giustizia.

Signore, apri le mie labbra *
e la mia bocca proclami la tua lode;
poiché non gradisci il sacrificio *
e, se offro olocausti, non li accetti.

Uno spirito contrito *
è sacrificio a Dio,
un cuore affranto e umiliato, *
tu, o Dio, non disprezzi.

Nel tuo amore fa’ grazia a Sion, *
    rialza le mura di Gerusalemme.

Allora gradirai i sacrifici prescritti, *
l’olocausto e l’intera oblazione,
allora immoleranno vittime *
sopra il tuo altare.

Gloria.

SECONDA ORAZIONE
Dio vivo e vero, niente a te è impossibile, niente è difficile: fa’ che riusciamo a darti l’omaggio di una vita incolpevole e degna, così da conseguire i benefici della tua onnipotenza. Per Cristo nostro Signore.

INNO
Le preghiere e le lacrime,
o Signore pietoso,
a te più intense si levano
in questo tempo santo.

Tu che conosci i cuori
e deboli ci vedi,
a chi si pente e ti invoca
concedi il tuo perdono.

Grande è il nostro peccato,
ma il tuo amore è più grande:
risana le oscure ferite
a gloria del tuo nome.

Dona il volere e la forza
di castigare le membra;
così lo spirito pronto
rifuggirà dalla colpa.

O Trinità beata, unico Dio,
accogli la nostra supplica
e questi giorni austeri
rendi fecondi e lieti. Amen.

ACCLAMAZIONI A CRISTO SIGNORE
All’unico Signore, che è morto in croce per noi e ora vive alla destra del Padre, diciamo la nostra lode.

Sacerdote sommo, che offri a Dio il sacrificio della salvezza, Kyrie eleison.
        Kyrie eleison.

Vittima immacolata, che hai versato il tuo sangue sull’altare della croce, Kyrie eleison.
         Kyrie eleison.

Unico mediatore, che incessantemente intercedi per noi presso il Padre, Kyrie eleison.
        Kyrie eleison.

Tu che presenti alla maestà divina il popolo dei redenti, Kyrie eleison.
        Kyrie eleison.

Tu che confermi a nostro favore l’alleanza eterna, Kyrie eleison.
        Kyrie eleison.

Tu che accogli benevolo l’orazione della tua Chiesa, Kyrie eleison.
        Kyrie eleison.

Padre nostro.

CONCLUSIONE
Il Signore ci benedica e ci esaudisca.
Amen.

oppure:

La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
Amen.

Nella celebrazione pubblica presieduta dal sacerdote o dal diacono si può concludere con la benedizione, nella forma classica o nelle forme solenni previste dal Messale.

ORA MEDIA

Torna all'inizio

ORA MEDIA

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo,
come era nel principio e ora e sempre
    nei secoli dei secoli. Amen.

Lode a te, Signore, re di eterna gloria.

INNO

Terza

Tu che invocato ti effondi,
con il Padre e col Figlio unico Dio,
o Spirito, discendi
senza indugio nei cuori.

Gli affetti, i pensieri, la voce
cantino la tua lode;
la tua fiamma divampi
e gli uomini accenda d’amore.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito Santo
vive e governa nei secoli. Amen.

Sesta

O Dio glorioso, altissimo sovrano,
che i tempi diversi alternando,
orni di dolce chiarità il mattino
e l’infocato meriggio avvampi,

placa la furia delle discordie,
spegni il funesto ardore dell’odio,
dona alle membra sanità e vigore,
agli animi dona la pace.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito Santo
vive e governa nei secoli. Amen.

Nona

Perpetuo vigore degli esseri,
che eterno e immutabile stai
e la vicenda regoli del giorno
nell’inesausto gioco della luce,

la nostra sera irradia
del tuo vitale splendore;
premia la morte dei giusti
col giorno che non tramonta.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito Santo
vive e governa nei secoli. Amen.

SALMODIA
Salmo 118,161-168 XXI (Sin)

Ant. 1 Io custodisco, Signore, i tuoi insegnamenti * e li amo sopra ogni cosa.

I potenti mi perseguitano senza motivo, *
    ma il mio cuore teme le tue parole.
Io gioisco per la tua promessa, *
    come uno che trova grande tesoro.

Odio il falso e lo detesto, *
    amo la tua legge.
Sette volte al giorno io ti lodo *
    per le sentenze della tua giustizia.

Grande pace per chi ama la tua legge, *
    nel suo cammino non trova inciampo.
Aspetto da te la salvezza, Signore, *
    e obbedisco ai tuoi comandi.

Io custodisco i tuoi insegnamenti *
    e li amo sopra ogni cosa.
Osservo i tuoi decreti e i tuoi insegnamenti: *
    davanti a te sono tutte le mie vie.

Gloria.

Ant. 1 Io custodisco, Signore, i tuoi insegnamenti * e li amo sopra ogni cosa.

Salmo 132

Ant. 2
Quanto è buona e soave la lode del Signore!

Ecco quanto è buono e quanto è soave *
    che i fratelli vivano insieme!

È come olio profumato sul capo, †
    che scende sulla barba, sulla barba di Aronne, *
    che scende sull’orlo della sua veste.

È come rugiada dell’Ermon, *
    che scende sui monti di Sion.

Là il Signore dona la benedizione *
e la vita per sempre.

Gloria.

Ant. 2 Quanto è buona e soave la lode del Signore!

Salmo 139,1-9.13-14

Ant. 3 Salvami, Signore, dal malvagio. †

Salvami, Signore, dal malvagio, *
    † proteggimi dall’uomo violento,
da quelli che tramano sventure nel cuore *
e ogni giorno scatenano guerre.

Aguzzano la lingua come serpenti; *
    veleno d’aspide è sotto le loro labbra.

Proteggimi, Signore, dalle mani degli empi, †
    salvami dall’uomo violento: *
    essi tramano per farmi cadere.

I superbi mi tendono lacci †
e stendono funi come una rete, *
pongono agguati sul mio cammino.

Io dico al Signore: «Tu sei il mio Dio; *
ascolta, Signore, la voce della mia preghiera».

Signore, mio Dio, forza della mia salvezza, *
proteggi il mio capo nel giorno della lotta.

Signore, non soddisfare i desideri degli empi, *
non favorire le loro trame.
So che il Signore difende la causa dei miseri, *
il diritto dei poveri.

Sì, i giusti loderanno il tuo nome, *
    i retti abiteranno alla tua presenza.

Gloria.

Ant. 3 Salvami, Signore, dal malvagio.


Alle altre Ore salmodia complementare.

Terza

LETTURA BREVE                1 Gv 3,18-20
Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma coi fatti e nella verità. Da questo conosceremo che siamo nati dalla verità e davanti a lui rassicureremo il nostro cuore qualunque cosa esso ci rimproveri. Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa.

Fa’ che ritorniamo a te, Signore.
Fa’ che ritorniamo a te, Signore, * e noi ritorneremo.

Rinnova i nostri giorni come in antico.
E noi ritorneremo.
 
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Fa’ che ritorniamo a te, Signore, * e noi ritorneremo.

ORAZIONE
Ascolta, Dio pietoso, le nostre suppliche, e il tuo aiuto protegga dal cielo quanti sperano nella tua misericordia. Per Cristo nostro Signore.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

Sesta

LETTURA BREVE                Gc 4,4-5
Fratelli, non sapete che amare il mondo è odiare Dio? Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio. O forse pensate che la Scrittura dichiari invano: fino alla gelosia ci ama lo Spirito che egli ha fatto abitare in noi?

Buono è il Signore con chi spera in lui.
Buono è il Signore con chi spera in lui, * con l’anima che lo cerca.

Le sue misericordie non vengono meno.
Con l’anima che lo cerca.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Buono è il Signore con chi spera in lui, * con l’anima che lo cerca.

ORAZIONE
Dio vivo e vero, niente a te è impossibile, niente è difficile: fa’ che riusciamo a darti l’omaggio di una vita incolpevole e degna, così da conseguire i benefici della tua onnipotenza. Per Cristo nostro Signore.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

Nona

LETTURA BREVE                1 Pt 4,13
Fratelli, nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi perché anche nella rivelazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare.

Il Signore è nostro re: egli ci salverà.
Il Signore è nostro re: egli ci salverà * nella sua misericordia.

Egli è legislatore e giudice.
Nella sua misericordia.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Il Signore è nostro re: egli ci salverà * nella sua misericordia.

ORAZIONE
Ascolta, Dio pietoso, le nostre suppliche, e il tuo aiuto protegga dal cielo quanti sperano nella tua misericordia. Per Cristo nostro Signore.

oppure:

Dio vivo e vero, niente a te è impossibile, niente è difficile: fa’ che riusciamo a darti l’omaggio di una vita incolpevole e degna, così da conseguire i benefici della tua onnipotenza. Per Cristo nostro Signore.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

VESPRI

Torna all'inizio

VESPRI
Il Signore sia con voi.
E con il tuo spirito.

oppure:

Signore ascolta la nostra preghiera.
E il nostro grido giunga fino a te.

RITO DELLA LUCE
Come nube d’incenso,
la mia preghiera, Signore, s’innalzi.
    Guarda le mani a te levate, o Dio,
  
    sacrificio di lode nella sera.

A te grido: soccorri,
ascolta questa voce che ti implora.
    Guarda le mani a te levate, o Dio,
    sacrificio di lode nella sera.

Poni la tua custodia alle mie labbra,
non ceda il cuore al fascino del male.
    Guarda le mani a te levate, o Dio,
    sacrificio di lode nella sera.

Come nube d’incenso,
la mia preghiera, Signore, s’innalzi.
    Guarda le mani a te levate, o Dio,
    sacrificio di lode nella sera.

INNO
Cristo, che a nostra salvezza
disponi il santo digiuno,
vieni e conforta il tuo popolo
che celebra la Quaresima.

Ispira il pentimento,
poni sul labbro la supplica
che mitighi la giustizia
e muova il Padre al perdono.

La grazia tua ci liberi
dal passato colpevole
e un futuro innocente
pietosa a noi propizi.

L’annuo fervore ci doni,
purificando i cuori,
di tendere ancora una volta
alla beata Pasqua.

O Trinità, potente unico Dio,
l’universo ti adori
e, liberato dal male,
ti canti un cantico nuovo. Amen.


Seguono poi nella recitazione corale le letture, coi salmelli e le orazioni, come sono qui riportate: È cosa lodevole che questo si faccia anche nella recitazione non corale.

PRIMA LETTURA                1 Re 3,5-15
Dal primo libro dei Re

In Gàbaon il Signore apparve a Salomone in sogno durante la notte e gli disse: «Chiedimi ciò che io devo concederti». Salomone disse: «Tu hai trattato il tuo servo Davide mio padre con grande benevolenza, perché egli aveva camminato davanti a te con fedeltà, con giustizia e con cuore retto verso di te. Tu gli hai conservato questa grande benevolenza e gli hai dato un figlio che sedesse sul suo trono, come avviene oggi. Ora, Signore mio Dio, tu hai fatto regnare il tuo servo al posto di Davide mio padre. Ebbene io sono un ragazzo; non so come regolarmi. Il tuo servo è in mezzo al tuo popolo che ti sei scelto, popolo così numeroso che non si può calcolare né contare. Concedi al tuo servo un cuore docile perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male, perché chi potrebbe governare questo tuo popolo così numeroso?».
Al Signore piacque che Salomone avesse domandato la saggezza nel governare. Dio gli disse: «Perché hai domandato questa cosa e non hai domandato per te né una lunga vita, né la ricchezza, né la morte dei tuoi nemici, ma hai domandato per te il discernimento per ascoltare le cause, ecco faccio come tu hai detto. Ecco, ti concedo un cuore saggio e intelligente: come te non ci fu alcuno prima di te né sorgerà dopo di te. Ti concedo anche quanto non hai domandato, cioè ricchezza e gloria come nessun re ebbe mai. Se poi camminerai nelle mie vie osservando i miei decreti e i miei comandi, come ha fatto Davide tuo padre, prolungherò anche la tua vita».
Salomone si svegliò; ecco, era stato un sogno. Andò in Gerusalemme; davanti all’arca dell’alleanza del Signore offrì olocausti, compì sacrifici di comunione e diede un banchetto per tutti i suoi servi.

SALMELLO
O Dio, amo la casa dove dimori
e il luogo dove abita la tua gloria.

Signore, fammi giustizia:
nell’integrità ho camminato,
confido nel Signore, non potrò vacillare.

Orazione
O fonte di sapienza e di giustizia, o Dio vivo e vero, custodisci i tuoi servi con indefettibile amore, perché docilmente sappiano camminare al tuo cospetto sulla via della verità e della vita. Per Cristo nostro Signore.

SECONDA LETTURA            1 Re 18,21-39
Dal primo libro dei Re

Elia si accostò a tutto il popolo e disse: «Fino a quando zoppicherete con i due piedi? Se il Signore è Dio, seguitelo! Se invece lo è Baal, seguite lui!». Il popolo non gli rispose nulla. Elia aggiunse al popolo: «Sono rimasto solo, come profeta del Signore, mentre i profeti di Baal sono quattrocentocinquanta. Dateci due giovenchi; essi se ne scelgano uno, lo squartino e lo pongano sulla legna senza appiccarvi il fuoco. Io preparerò l’altro giovenco e lo porrò sulla legna senza appiccarvi il fuoco. Voi invocherete il nome del vostro dio e io invocherò quello del Signore. La divinità che risponderà concedendo il fuoco è Dio!». Tutto il popolo rispose: «La proposta è buona!».
Elia disse ai profeti di Baal: «Sceglietevi il giovenco e cominciate voi perché siete più numerosi. Invocate il nome del vostro dio, ma senza appiccare il fuoco». Quelli presero il giovenco, lo prepararono e invocarono il nome di Baal dal mattino fino a mezzogiorno, gridando: «Baal, rispondici!». Ma non si sentiva un alito, né una risposta. Quelli continuavano a saltare intorno all’altare che avevano eretto. Essendo già mezzogiorno, Elia cominciò a beffarsi di loro dicendo: «Gridate con voce più alta, perché egli è un dio! Forse è soprappensiero oppure indaffarato o in viaggio; caso mai fosse addormentato, si sveglierà». Gridarono a voce più forte e si fecero incisioni, secondo il loro costume, con spade e lance, fino a bagnarsi tutti di sangue. Passato il mezzogiorno, quelli ancora agivano da invasati ed era venuto il momento in cui si sogliono offrire i sacrifici, ma non si sentiva alcuna voce né una risposta né un segno di attenzione.
Elia disse a tutto il popolo: «Avvicinatevi!». Tutti si avvicinarono. Si sistemò di nuovo l’altare del Signore che era stato demolito. Elia prese dodici pietre, secondo il numero delle tribù dei discendenti di Giacobbe, al quale il Signore aveva detto: «Israele sarà il tuo nome». Con le pietre eresse un altare al Signore; scavò intorno un canaletto, capace di contenere due misure di seme. Dispose la legna, squartò il giovenco e lo pose sulla legna. Quindi disse: «Riempite quattro brocche d’acqua e versatele sull’olocausto e sulla legna!». Ed essi lo fecero. Egli disse: «Fatelo di nuovo!». Ed essi ripeterono il gesto. Disse ancora: «Per la terza volta!». Lo fecero per la terza volta. L’acqua scorreva intorno all’altare; anche il canaletto si riempì d’acqua.
Al momento dell’offerta si avvicinò il profeta Elia e disse: «Signore, Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, oggi si sappia che tu sei Dio in Israele e che io sono tuo servo e che ho fatto tutte queste cose per tuo comando. Rispondimi, Signore, rispondimi e questo popolo sappia che tu sei il Signore Dio e che converti il loro cuore!». Cadde il fuoco del Signore e consumò l’olocausto, la legna, le pietre e la cenere, prosciugando l’acqua del canaletto. A tal vista, tutti si prostrarono a terra ed esclamarono: «Il Signore è Dio! Il Signore è Dio!».

SALMELLO
Da te, Signore, più non ci allontaneremo,
ci farai vivere e invocheremo il tuo nome.

Ascolta, tu, pastore d’Israele,
tu che guidi Giuseppe come un gregge.

Orazione
Creatore eterno dell’universo, donaci di confessare il tuo nome nel mondo con la parola e con la vita, perché tu sia da tutti invocato come l’unico vero Dio. Per Cristo nostro Signore.


SALMODIA
Salmo 144
I (1-13)

Ant. 1 Buono è il Signore verso tutti, * la sua tenerezza si espande su tutte le creature.

O Dio, mio re, voglio esaltarti *
    e benedire il tuo nome in eterno e per sempre.
Ti voglio benedire ogni giorno, *
    lodare il tuo nome in eterno e per sempre.

Grande è il Signore *
    e degno di ogni lode,
la sua grandezza *
    non si può misurare.

Una generazione narra all’altra le tue opere, *
    annunzia le tue meraviglie.
Proclamano lo splendore della tua gloria *
e raccontano i tuoi prodigi.

Dicono la stupenda tua potenza *
e parlano della tua grandezza.
Diffondono il ricordo della tua bontà immensa, *
acclamano la tua giustizia.

Paziente e misericordioso è il Signore, *
lento all’ira e ricco di grazia.
Buono è il Signore verso tutti, *
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere *
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno *
e parlino della tua potenza,

per manifestare agli uomini i tuoi prodigi *
    e la splendida gloria del tuo regno.
Il tuo regno è regno di tutti i secoli, *
    il tuo dominio si estende ad ogni generazione.

Gloria.

Ant. 1 Buono è il Signore verso tutti, * la sua tenerezza si espande su tutte le creature.

II (14-21)

Ant. 2 Il Signore è vicino * a quanti lo invocano.

Fedele è il Signore in tutte le sue parole *
    santo in tutte le sue opere.
Il Signore sostiene quelli che vacillano *
e rialza chiunque è caduto.

Gli occhi di tutti sono rivolti a te in attesa *
e tu provvedi loro il cibo a suo tempo.
Tu apri la tua mano *
e sazi la fame di ogni vivente.

Giusto è il Signore in tutte le sue vie, *
santo in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a quanti lo invocano, *
a quanti lo cercano con cuore sincero.

Appaga il desiderio di quelli che lo temono, *
ascolta il loro grido e li salva.
Il Signore protegge quanti lo amano, *
ma disperde tutti gli empi.

Canti la mia bocca *
la lode del Signore
e ogni vivente benedica il suo nome santo, *
in eterno e per sempre.

Gloria.

Ant. 2 Il Signore è vicino * a quanti lo invocano.

ORAZIONE
Dio vivo e vero, niente a te è impossibile, niente è difficile: fa’ che riusciamo a darti l’omaggio di una vita incolpevole e degna, così da conseguire i benefici della tua onnipotenza. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Non si dice né il Cantico della beata Vergine né la seconda orazione.

COMMEMORAZIONE DEL BATTESIMO
Candido più che neve, nel battesimo
riluce il cuore dell’uomo.
Con animo puro, sempre
 
    nella gioia viviamo.

Cristo ci chiama alla grazia
e dalla terra ci conduce al cielo.
Con animo puro, sempre
 
    nella gioia viviamo.

Orazione
O Dio, forte e buono, che ci hai redento e rinnovato con ineffabile amore per mezzo della croce del Figlio tuo e nel mistero battesimale ci hai reso partecipi della sua forza divina, ascolta l’implorazione: a quanti sono ricaduti nella colpa sia dato ancora una volta di risorgere; così nella Chiesa potremo tutti gustare la gioia liberatrice della Pasqua di Cristo, che vive e regna nei secoli dei secoli.

INTERCESSIONI
Invochiamo con fiducia il Salvatore, che ci ha redenti con la sua morte e con la sua risurrezione:
Abbi pietà di noi, Signore.

Figlio di Dio, che fai crescere il tuo popolo con la rinascita dei battezzati alla vita nuova,
-    dilata la santità della Chiesa anche col fervore dei penitenti.

Redentore del mondo, che hai detto a Pietro di perdonare senza limitazioni le offese,
-    fa’ che i cristiani, docili al tuo insegnamento, non si stanchino mai di essere misericordiosi.

Cristo, che hai lavato umilmente i piedi dei discepoli,
-    proteggi quanti consacrano l’esistenza al bene dei fratelli.

Signore Gesù, uomo dei dolori, che ci hai risanati con le tue lividure,
-    dona ai malati di portare a compimento la tua passione con la loro sofferenza.

Niente potrà mai separarci dalla tua carità;
-    accogli clemente i giusti che sono morti nella tua pace.

Uniti a Gesù, che è stato obbediente alla volontà del Padre fino alla morte di croce, osiamo dire:
Padre nostro.

CONCLUSIONE
Il Signore ci benedica e ci custodisca.
Amen.

oppure:

La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
Amen.

Nella celebrazione pubblica presieduta dal sacerdote o dal diacono si può concludere con la benedizione, nella forma classica o nelle forme solenni previste dal Messale.



_________
VESPRI (con il popolo)
 
Nei Venerdì di Quaresima non si celebra la santa messa. È invece raccomandata la celebrazione solenne dei Vespri con il popolo.
Tale celebrazione assume una struttura di tipo vigiliare, eco degli antichi usi della Chiesa di Gerusalemme, che nella sera di questo giorno aliturgico vegliava in attesa della celebrazione eucaristica allo spuntare del Sabato.
Pertanto, quando i Vespri del Venerdì sono celebrati in forma solenne col popolo, dopo i riti lucernari si proclamano, con i rispettivi salmelli e le orazioni, le letture vigiliari. Seguono i Salmi con le rispettive antifone e l’orazione.
Omessa infine la commemorazione battesimale, la celebrazione trova conclusione nelle Acclamazioni a Cristo, seguite dal Padre Nostro e dalla benedizione.

 
Il sacerdote (o il diacono) esce dalla sacrestia e si reca in processione all’altare, preceduto dai ministri che portano il turibolo non fumigante e la navicella (se è prevista l’incensazione) e una lampada accesa tra due candelieri spenti. Giunti davanti all’altare, il sacerdote introduce i Vespri con il saluto, mentre tutta l’assemblea è in piedi.

 
SALUTO
Il Signore sia con voi.
R E con il tuo spirito.
 
RITO DELLA LUCE
Cfr. Sal 140 (141), 1-4
Come nube d’incenso,
la mia preghiera, Signore, s’innalzi.
Guarda le mani a te levate, o Dio,
sacrificio di lode nella sera.
V I A te grido, soccorri,
 ascolta questa voce che ti implora.
Guarda le mani a te levate, o Dio,
sacrificio di lode nella sera.
V II Poni la tua custodia alle mie labbra,
non ceda il cuore al fascino del male.
Guarda le mani a te levate, o Dio,
sacrificio di lode nella sera.
Come nube d’incenso,
la mia preghiera, Signore, s’innalzi.
Guarda le mani a te levate, o Dio,
sacrificio di lode nella sera.
 
Mentre si canta il Lucernario, i ministri presentano i due candelieri spenti al sacerdote (o al diacono). Questi, tracciato un segno di croce sulla lampada accesa, attinge alla fiamma e accende i candelieri. Alcuni ministri dispongono i candelieri vicino o sopra l’altare. Intanto, si accendono gli altri ceri e le lampade della chiesa.
Dopo l’accensione dei candelieri, il sacerdote (o il diacono), secondo l’opportunità, infonde l’incenso, sale all’altare e lo bacia. Ricevuto il turibolo, incensa l’altare. Al termine dell’incensazione raggiunge la sede.
 
INNO
Cristo, che a nostra salvezza
disponi il santo digiuno,
vieni e conforta il tuo popolo
che celebra la Quaresima.
 
Ispira il pentimento,
poni sul labbro la supplica
che mitighi la giustizia
e muova il Padre al perdono.
 
La grazia tua ci liberi
dal passato colpevole
e un futuro innocente
pietosa a noi propizi.
 
L’annuo fervore ci doni,
purificando i cuori,
di tendere ancora una volta
alla beata Pasqua.
 
O Trinità, potente unico Dio,
l’universo ti adori
e, liberato dal male,
ti canti un cantico nuovo. Amen.
 
oppure
Iesu quadragenáriae
dicátor abstinéntiae,
qui ob salútem méntium
praecéperas ieiúnium,
 
adésto nunc Ecclésiae,
adésto paeniténtiae,
qua supplicámur cérnui
peccáta nostra dílui.
 
Tu, retroácta crímina
tua remítte grátia,
et a futúris ádhibe
custódiam, mitíssime,
 
ut, expiáti ánnuis
compunctiónis áctibus,
tendámus ad paschália
digne colénda gáudia.
 
Te rerum univérsitas,
clemens, adóret, Trínitas,
et nos novi per véniam
novum canámus cánticum. Amen.
 
 
RESPONSORIO
Cfr. Gen 24, 42; Sal 117, 5
R Sono arrivato alla fonte e così ho pregato:
Signore, Dio di Abramo,
hai dato buon compimento
al mio desiderio.
V Ho gridato al Signore, ed egli ha dato ascolto
al mio desiderio.
 
I LETTURA
La Pasqua a Gerusalemme.
 
Lettura del libro del Deuteronomio
16, 5-8
In quei giorni. Mosè disse: «Non potrai immolare la Pasqua in una qualsiasi città che il Signore, tuo Dio, sta per darti, ma immolerai la Pasqua soltanto nel luogo che il Signore, tuo Dio, avrà scelto per fissarvi il suo nome. La immolerai alla sera, al tramonto del sole, nell’ora in cui sei uscito dall’Egitto. La farai cuocere e la mangerai nel luogo che il Signore, tuo Dio, avrà scelto. La mattina potrai andartene e tornare alle tue tende. Per sei giorni mangerai azzimi e il settimo giorno vi sarà una solenne assemblea per il Signore, tuo Dio. Non farai alcun lavoro».    PdD
 
SALMELLO
Cfr. Sal 47 (48), 2-3. 9. 13-15b
Grande è il Signore e degno di ogni lode
nella città del nostro Dio.
Il suo monte santo, altura stupenda,
è la gioia di tutta la terra.
Il monte Sion, dimora divina,
è la città del grande Sovrano.
Come avevamo udito, così abbiamo visto
nella città del Signore degli eserciti,
nella città del nostro Dio;
Dio l’ha fondata
per sempre.
V Circondate Sion, giratele intorno, contate le sue torri,
osservate i suoi baluardi,
passate in rassegna le sue fortezze,
per narrare alla generazione futura.
Questo è il Signore, nostro Dio, in eterno,
per sempre.
 
ORAZIONE
Sostieni col tuo aiuto, o Dio clemente, la nostra volontà di conversione perché, dominando i sensi con la forza di un cuore puro, ci affrettiamo con gioia verso la Pasqua che salva. Per Cristo nostro Signore.
 
II LETTURA
Convocazione per la Pasqua a Gerusalemme.
 
Lettura del secondo libro delle Cronache
30, 1. 5-10a
In quei giorni. Ezechia mandò messaggeri per tutto Israele e Giuda e scrisse anche lettere a Èfraim e a Manasse per convocare tutti nel tempio del Signore a Gerusalemme, a celebrare la Pasqua per il Signore, Dio d’Israele.
Stabilirono di proclamare con bando in tutto Israele, da Bersabea a Dan, che tutti venissero a celebrare a Gerusalemme la Pasqua per il Signore, Dio d’Israele, perché molti non avevano osservato le norme prescritte. Partirono i corrieri, con lettere da parte del re e dei capi, per recarsi in tutto Israele e Giuda. Secondo l’ordine del re dicevano: «Israeliti, fate ritorno al Signore, Dio di Abramo, di Isacco e di Israele, ed egli ritornerà a quanti fra voi sono scampati dalla mano dei re d’Assiria. Non siate come i vostri padri e i vostri fratelli, infedeli al Signore, Dio dei loro padri, che perciò li ha abbandonati alla desolazione, come vedete. Ora non siate di dura cervice come i vostri padri, date la mano al Signore, venite nel santuario che egli ha consacrato per sempre. Servite il Signore, vostro Dio, e si allontanerà da voi l’ardore della sua ira. Difatti, se fate ritorno al Signore, i vostri fratelli e i vostri figli troveranno compassione presso coloro che li hanno deportati; ritorneranno in questa terra, poiché il Signore, vostro Dio, è misericordioso e pietoso e non distoglierà lo sguardo da voi, se voi farete ritorno a lui».
I corrieri passarono di città in città nel territorio di Èfraim e di Manasse fino a Zàbulon.    PdD
 
SALMELLO
Cfr. Sal 83 (84), 6. 8. 2. 5. 11a. 3
Beato chi trova in te la sua forza
e decide nel suo cuore il santo viaggio.
Cresce lungo il cammino il suo vigore,
finché compare davanti a Dio in Sion.
Quanto sono amabili le tue dimore,
Signore degli eserciti!
Beato chi abita la tua casa:
sempre canta le tue lodi.
V Per me un giorno nei tuoi atri è più che mille altrove.
L’anima mia languisce e brama gli atri del Signore;
il mio cuore e la mia carne esultano nel Dio vivente.
Beato chi abita la tua casa:
sempre canta le tue lodi.
 
ORAZIONE
Sostieni, o Dio, la fragilità del tuo popolo con la pratica della penitenza; fa’ che, fedeli a te, con l’aiuto del tuo amore, cogliamo i frutti desiderati della celebrazione pasquale. Per Cristo nostro Signore.
 
III LETTURA
Il sacrificio fuori dell’accampamento.
 
Lettura del libro dei Numeri
19, 1-9
In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè e ad Aronne e disse: «Questa è una disposizione della legge che il Signore ha prescritto. Ordina agli Israeliti che ti portino una giovenca rossa, senza macchia, senza difetti e che non abbia mai portato il giogo. La darete al sacerdote Eleàzaro, che la condurrà fuori dell’accampamento e la farà immolare in sua presenza. Il sacerdote Eleàzaro prenderà con il dito un po’ del sangue della giovenca e ne farà sette volte l’aspersione davanti alla tenda del convegno; poi si brucerà la giovenca sotto i suoi occhi: se ne brucerà la pelle, la carne e il sangue con gli escrementi. Il sacerdote prenderà legno di cedro, issòpo, tintura scarlatta e getterà tutto nel fuoco che consuma la giovenca. Poi il sacerdote laverà le sue vesti e farà un bagno al suo corpo nell’acqua, quindi rientrerà nell’accampamento; il sacerdote sarà impuro fino alla sera. Colui che avrà bruciato la giovenca si laverà le vesti nell’acqua, farà un bagno al suo corpo nell’acqua e sarà impuro fino alla sera. Un uomo puro raccoglierà le ceneri della giovenca e le depositerà fuori dell’accampamento in luogo puro, dove saranno conservate per la comunità degli Israeliti per l’acqua di purificazione: è un rito per il peccato».    PdD
 
SALMELLO
Cfr. Eb 13, 11. 12c
I corpi degli animali,
il cui sangue viene portato per i peccati
nel santuario dal sommo sacerdote,
sono bruciati
fuori della porta della città.
V Perciò anche Gesù,
per santificare il popolo con il proprio sangue, patì
fuori della porta della città.
 
ORAZIONE
Un nome che invocato dona salvezza tu hai dato, o Dio, al tuo Figlio amatissimo; ci difenda la sua divina virtù e ci conceda di camminare con passo sicuro verso la gioia eterna. Per Cristo nostro Signore.
 
IV LETTURA
Guarderanno a colui che hanno trafitto.
 
Lettura del profeta Zaccaria
12, 1-11a
Parola del Signore su Israele. Oracolo del Signore che ha dispiegato i cieli e fondato la terra, che ha formato il soffio vitale nell’intimo dell’uomo: «Ecco, io farò di Gerusalemme come una coppa che dà le vertigini a tutti i popoli vicini, e anche Giuda sarà in angoscia nell’assedio contro Gerusalemme. In quel giorno io farò di Gerusalemme come una pietra pesante per tutti i popoli: quanti vorranno sollevarla ne resteranno graffiati; contro di essa si raduneranno tutte le nazioni della terra. In quel giorno – oracolo del Signore – colpirò tutti i cavalli di terrore, e i loro cavalieri di pazzia; mentre sulla casa di Giuda terrò aperti i miei occhi, colpirò di cecità tutti i cavalli dei popoli. Allora i capi di Giuda penseranno: “La forza dei cittadini di Gerusalemme sta nel Signore degli eserciti, loro Dio”. In quel giorno farò dei capi di Giuda come un braciere acceso in mezzo a una catasta di legna e come una torcia ardente fra i covoni; essi divoreranno a destra e a sinistra tutti i popoli vicini. Solo Gerusalemme resterà al suo posto. Il Signore salverà in primo luogo le tende di Giuda, perché la gloria della casa di Davide e la gloria degli abitanti di Gerusalemme non cresca più di quella di Giuda. In quel giorno il Signore farà da scudo agli abitanti di Gerusalemme e chi tra loro vacilla diverrà come Davide e la casa di Davide come Dio, come l’angelo del Signore davanti a loro.
In quel giorno io mi impegnerò a distruggere tutte le nazioni che verranno contro Gerusalemme. Riverserò sopra la casa di Davide e sopra gli abitanti di Gerusalemme uno spirito di grazia e di consolazione: guarderanno a me, colui che hanno trafitto. Ne faranno il lutto come si fa il lutto per un figlio unico, lo piangeranno come si piange il primogenito. In quel giorno grande sarà il lamento a Gerusalemme».    PdD
 
SALMELLO
Cfr. Sal 101 (102), 4. 6. 9-10. 22. 13. 16. 19
Si dissolvono in fumo i miei giorni
e come brace ardono le mie ossa.
Per il lungo mio gemere
aderisce la mia pelle alle mie ossa.
Tutto il giorno mi insultano i miei nemici,
furenti imprecano contro il mio nome.
Di cenere mi nutro come di pane,
alla mia bevanda mescolo il pianto,
perché sia annunziato in Sion
il nome del Signore
e la sua lode in Gerusalemme.
V Ma tu, Signore, rimani in eterno,
il tuo ricordo per ogni generazione.
I popoli temeranno il nome del Signore
e tutti i re della terra la tua gloria.
Questo si scriva per la generazione futura
e un popolo nuovo darà lode al Signore,
perché sia annunziato in Sion
il nome del Signore
e la sua lode in Gerusalemme.
 
ORAZIONE
O Dio, che volendo espiare le nostre colpe hai abbandonato il corpo del tuo Figlio allo spasimo delle piaghe, fa’ che l’attenta custodia dei nostri sensi ci consenta di crescere sempre nella novità perenne della vita di grazia. Per Cristo nostro Signore.
 
Terminate le letture vigiliari, con i rispettivi Salmelli e le Orazioni, e prima dell’avvio della salmodia, è opportuno rivolgere al popolo un’esortazione, che ne sostenga il cammino di preparazione alla celebrazione della Pasqua.
 
SALMODIA
(versione CEI 2008)
 
Sal 144 (145)
Lode alla maestà divina
Sei giusto, tu che sei e che eri (Ap 16, 5b)
 
Ant. 1 Buono è il Signore verso tutti, * la sua tenerezza si espande su tutte le sue creature.
 
O Dio, mio re, voglio esaltarti *
e benedire il tuo nome in eterno e per sempre.
Ti voglio benedire ogni giorno, *
lodare il tuo nome in eterno e per sempre.
 
Grande è il Signore e degno di ogni lode; *
senza fine è la sua grandezza.
 
Una generazione narra all’altra le tue opere, *
annuncia le tue imprese.
Il glorioso splendore della tua maestà *
e le tue meraviglie voglio meditare.
 
Parlino della tua terribile potenza: *
anch’io voglio raccontare la tua grandezza.
Diffondano il ricordo della tua bontà immensa, *
acclamino la tua giustizia.
 
Misericordioso e pietoso è il Signore, *
lento all’ira e grande nell’amore.
Buono è il Signore verso tutti, *
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.
 
Ti lodino, Signore, tutte le tue opere *
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno *
e parlino della tua potenza,
 
per far conoscere agli uomini le tue imprese *
e la splendida gloria del tuo regno.
Il tuo regno è un regno eterno, *
il tuo dominio si estende per tutte le generazioni.
 
Gloria al Padre, e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
 
Come era in principio e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
 
Gloria.
 
Ant. 1 Buono è il Signore verso tutti, * la sua tenerezza si espande su tutte le sue creature.
 
 
II (13b-21)
 
Ant. 2 Il Signore è vicino * a chiunque lo invoca.
 
Fedele è il Signore in tutte le sue parole *
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore sostiene quelli che vacillano *
e rialza chiunque è caduto.
 
Gli occhi di tutti a te sono rivolti in attesa *
e tu dai loro il cibo a tempo opportuno.
Tu apri la tua mano *
e sazi il desiderio di ogni vivente.
 
Giusto è il Signore in tutte le sue vie *
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a chiunque lo invoca, *
a quanti lo invocano con sincerità.
 
Appaga il desiderio di quelli che lo temono, *
ascolta il loro grido e li salva.
Il Signore custodisce tutti quelli che lo amano, *
ma distrugge tutti i malvagi.
 
Canti la mia bocca la lode del Signore †
e benedica ogni vivente il suo santo nome, *
in eterno e per sempre.
 
Gloria al Padre, e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
 
Come era in principio e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
 
Gloria.
 
Ant. 2 Il Signore è vicino * a chiunque lo invoca.
 
 
ORAZIONE
Dio vivo e vero, niente a te è impossibile, niente è difficile: fa’ che riusciamo a darti l’omaggio di una vita incolpevole e degna, così da conseguire i benefici della tua onnipotenza. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
 
 
ACCLAMAZIONI A CRISTO SIGNORE
All’unico Signore, che è morto in croce per noi e ora vive alla destra del Padre, diciamo la nostra lode.
 
Unigenito del Padre, che sei salito sulla Croce per noi, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
 
Cristo, che hai patito fuori dalla porta della Tua Città per santificare il popolo con il Tuo sangue, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
 
Tu che sei stato trafitto per i nostri delitti, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
 
Vittima di espiazione per i peccati di tutto il mondo, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
 
Signore Gesù, coronato di gloria e di onore a causa della morte che hai sofferto per noi, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
 
Tu che sei morto per i nostri peccati e sei risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
 
Padre nostro.
 
CONCLUSIONE
Il Signore sia con voi.
R E con il tuo spirito. Kyrie, eleison. Kyrie, eleison. Kyrie, eleison.
 
Vi benedica Dio onnipotente Padre e Figlio e Spirito Santo.
R Amen.
 
Andiamo in pace.
R Nel nome di Cristo.
 
In conformità alle consuetudini locali, la conclusione può assumere la forma solenne di benedizione con la reliquia della Santa Croce.

COMPIETA

Torna all'inizio

COMPIETA

Convertici, Dio, nostra salvezza.
E placa il tuo sdegno verso di noi.
O Dio, vieni a salvarmi.
Signore vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo,
come era nel principio e ora e sempre
    nei secoli dei secoli. Amen.

Lode a te, Signore, re di eterna gloria.

INNO
Divina luce, Cristo,
stella che splendi sulla nostra sera,
ai servi che ti invocano
dona l’eterna vita.

Noi ti preghiamo e al sonno
ci abbandoniamo sereni:
se tu pietoso vigili,
senza affanno è il riposo.

Torbido sogno non ci inquieta
né ci inganna il Nemico,
se tu nella notte difendi
i cuori incontaminati.

Guardaci dal tuo trono,
sventa ogni perfida insidia,
proteggi i poveri che hai redento
a prezzo del tuo sangue.

A tua immagine ci hai creati
nel corpo e nello spirito:
nella tenebra orrenda
veglia sull’opera tua.

Al Padre eleviamo la lode,
all’unico suo Figlio,
allo Spirito Santo,
ora e per sempre. Amen.

SALMODIA
Salmo 87

Ant. Tutto il giorno a te grido, Signore.

Signore, Dio della mia salvezza, *
    davanti a te grido giorno e notte.
Giunga fino a te la mia preghiera, *
    tendi l’orecchio al mio lamento.

Io sono colmo di sventure, *
    la mia vita è vicina alla tomba.
Sono annoverato tra quelli che scendono nella fossa, *
    sono come un uomo ormai privo di forza.

È tra i morti il mio giaciglio, *
    sono come gli uccisi stesi nel sepolcro,
dei quali tu non conservi il ricordo *
    e che la tua mano ha abbandonato.

Mi hai gettato nella fossa profonda, *
    nelle tenebre e nell’ombra di morte.
Pesa su di me il tuo sdegno *
    e con tutti i tuoi flutti mi sommergi.

Hai allontanato da me i miei compagni, *
    mi hai reso per loro un orrore.
Sono prigioniero senza scampo; *
    si consumano i miei occhi nel patire.

Tutto il giorno ti chiamo, Signore, *
    verso di te protendo le mie mani.
Compi forse prodigi per i morti? *
    O sorgono le ombre a darti lode?

Si celebra forse la tua bontà nel sepolcro, *
    la tua fedeltà negli inferi?
Nelle tenebre si conoscono forse i tuoi prodigi, *
    la tua giustizia nel paese dell’oblio?

Ma io a te, Signore, grido aiuto, *
    e al mattino giunge a te la mia preghiera.
Perché, Signore, mi respingi, *
    perché mi nascondi il tuo volto?

Sono infelice e morente dall’infanzia, *
    sono sfinito, oppresso dai tuoi terrori.
Sopra di me è passata la tua ira, *
    i tuoi spaventi mi hanno annientato,

mi circondano come acqua tutto il giorno, *
    tutti insieme mi avvolgono.
Hai allontanato da me amici e conoscenti, *
    mi sono compagne solo le tenebre.

Gloria.

Ant. Tutto il giorno a te grido, Signore.

LETTURA BREVE                Ger 14,9
Tu sei in mezzo a noi, Signore, e noi siamo chiamati con il tuo nome: non abbandonarci, Signore Dio nostro.

Pietà di me, o Dio.
    Pietà di me, o Dio, * in te mi rifugio.

Mi riparo all’ombra delle tue ali.
    In te mi rifugio.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
    Pietà di me, o Dio, * in te mi rifugio.

CANTICO DI SIMEONE           
                            Cantico    Lc 2,29-32

Ant.
A Simeone era stato preannunziato dallo Spirito Santo * che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore.

Ora lascia, o Signore, che il tuo servo *
    vada in pace secondo la tua parola;

perché i miei occhi han visto la tua salvezza, *
    preparata da te davanti a tutti i popoli,

luce per illuminare le genti *
    e gloria del tuo popolo Israele.

Gloria.

Ant. A Simeone era stato preannunziato dallo Spirito Santo * che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore.

ORAZIONE
Donaci, o Padre, di essere uniti nella fede alla morte e alla sepoltura del Figlio tuo, per risorgere alla vita nuova con lui, che vive e regna nei secoli dei secoli.
 
ANTIFONA ALLA B.V. MARIA
Salve, regina, madre di misericordia,
vita, dolcezza e speranza nostra, salve.
A te ricorriamo, esuli figli di Eva;
a te sospiriamo, gementi e piangenti
in questa valle di lacrime.
Orsù dunque, avvocata nostra,
rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi.
E mostraci, dopo questo esilio, Gesù,
il frutto benedetto del tuo seno.
O clemente, o pia, o dolce vergine Maria.


Prima della conclusione si può lodevolmente inserire un breve esame di coscienza.

CONCLUSIONE
Dormiamo in pace.
Vigiliamo in Cristo.