Almanacco liturgico Il Santo del giorno Il Vangelo di oggi Agenda dell'Arcivescovo
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8 marzo 2024

Venerdì della III settimana di Quaresima

8 Marzo 2024

UFFICIO DELLE LETTURE

UFFICIO DELLE LETTURE

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo,
come era nel principio e ora e sempre
    nei secoli dei secoli. Amen.

Lode a te, Signore, re di eterna gloria.


INNO

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:

Tu che l’arcana voce di Dio
unico Figlio proclama,
o contemplata gloria degli angeli,
sei la salvezza e il vigore del mondo.

Cibo, bevanda, senso alla fatica
tu sei, dolcezza alla quiete, Cristo;
ogni disgusto, ogni triste livore
dall’anima disperdi.

Lieto splendore che vinci le tenebre,
dall’odioso Nemico salvaci;
sciogli l’impaccio delle colpe e guidaci
alla dimora del cielo.

Al Padre, eterno Signore dei secoli,
all’Unigenito amato, allo Spirito
dal coro dei credenti
gioiosamente si levi il cantico. Amen.

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:

L’alta tua fantasia
ha popolato, Signore, la terra,
con ordinata sapienza chiamando
e fiere e rettili e bestie del campo.

E, quasi re, sugli animali ignari
hai posto l’uomo, tua vivente immagine,
dell’universo coscienza e voce:
e così fu compiuto il sesto giorno.

La nostra nobiltà difendi, o Dio,
salva l’uomo dal male
che contamina il cuore
e i tuoi figli avvilisce.

La grazia accordi l’animo alla lode:
ogni groviglio di contesa sciogli,
prosperi nella pace il nostro giorno,
salvaci nella gioia.

A te leviamo, Padre, la supplica
per Gesù Cristo, tuo Figlio
che nello Spirito Santo
regna con te nei secoli. Amen.

CANTICO DEI TRE GIOVANI        Cfr. Dn 3,52-56
Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, *
    degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto il tuo nome glorioso e santo, *
    degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, *
    degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, *
    degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi †
    e siedi sui cherubini *
    degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, *
    degno di lode e di gloria nei secoli.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, *
    degno di lode e di gloria nei secoli.

Come era nel principio e ora e sempre
        nei secoli dei secoli, amen, *
    degno di lode e di gloria nei secoli.

SALMODIA
                            Salmo 68,2-22.30-37
I (2-13)   

Ant. 1 Sono un estraneo per i miei fratelli, * un forestiero per i figli di mia madre.

Salvami, o Dio: *
    l’acqua mi giunge alla gola.

Affondo nel fango e non ho sostegno; †
    sono caduto in acque profonde *
    e l’onda mi travolge.

Sono sfinito dal gridare, †
    riarse sono le mie fauci; *
    i miei occhi si consumano nell’attesa del mio Dio.

Più numerosi dei capelli del mio capo *
    sono coloro che mi odiano senza ragione.
Sono potenti i nemici che mi calunniano: *
    quanto non ho rubato, lo dovrei restituire?

Dio, tu conosci la mia stoltezza *
    e le mie colpe non ti sono nascoste.

Chi spera in te, a causa mia non sia confuso, *
    Signore, Dio degli eserciti;
per me non si vergogni *
    chi ti cerca, Dio d’Israele.

Per te io sopporto l’insulto *
    e la vergogna mi copre la faccia;
sono un estraneo per i miei fratelli, *
    un forestiero per i figli di mia madre.

Poiché mi divora lo zelo per la tua casa, *
    ricadono su di me gli oltraggi di chi ti insulta.
Mi sono estenuato nel digiuno *
    ed è stata per me un’infamia.

Ho indossato come vestito un sacco *
    e sono diventato il loro scherno.
Sparlavano di me quanti sedevano alla porta, *
    gli ubriachi mi dileggiavano.

Gloria.

Ant. 1 Sono un estraneo per i miei fratelli, * un forestiero per i figli di mia madre.
   
II (14-22)

Ant. 2 Il Signore ci tratti secondo la sua misericordia, * così dilegueranno i nostri mali.

Ma io innalzo a te la mia preghiera, *
    Signore, nel tempo della benevolenza;
per la grandezza della tua bontà, rispondimi, *
    per la fedeltà della tua salvezza, o Dio.

Salvami dal fango, che io non affondi, †
    liberami dai miei nemici *
    e dalle acque profonde.

Non mi sommergano i flutti delle acque †
    e il vortice non mi travolga, *
    l’abisso non chiuda su di me la sua bocca.

Rispondimi, Signore, benefica è la tua grazia; *
    volgiti a me nella tua grande tenerezza.

Non nascondere il volto al tuo servo, *
    sono in pericolo: presto, rispondimi.
Avvicinati a me, riscattami, *
    salvami dai miei nemici.

Tu conosci la mia infamia, †
    la mia vergogna e il mio disonore; *
    davanti a te sono tutti i miei nemici.

L’insulto ha spezzato il mio cuore e vengo meno. †
    Ho atteso compassione, ma invano, *
    consolatori, ma non ne ho trovati.

Hanno messo nel mio cibo veleno *
    e quando avevo sete mi hanno dato aceto.

Gloria.

Ant. 2 Il Signore ci tratti secondo la sua misericordia, * così dilegueranno i nostri mali.

III (30-37)

Ant. 3 Si rallegri il cuore di chi cerca Dio.

Io sono infelice e sofferente; *
    la tua salvezza, Dio, mi ponga al sicuro.

Loderò il nome di Dio con il canto, *
    lo esalterò con azioni di grazie,
che il Signore gradirà più dei tori, *
    più dei giovenchi con corna e unghie.

Vedano gli umili e si rallegrino; *
    si ravvivi il cuore di chi cerca Dio,
poiché il Signore ascolta i poveri *
    e non disprezza i suoi che sono prigionieri.

A lui acclamino i cieli e la terra, *
    i mari e quanto in essi si muove.

Perché Dio salverà Sion, †
    ricostruirà le città di Giuda: *
    vi abiteranno e ne avranno il possesso.

La stirpe dei suoi servi ne sarà erede, *
    e chi ama il suo nome vi porrà dimora.

Gloria.

Ant. 3 Si rallegri il cuore di chi cerca Dio.

Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

Tu sei benedetto, Signore.
Amen.

PRIMA LETTURA                Eb 5,8-6,8
Dalla Lettera agli Ebrei

Cristo, pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza dalle cose che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono, essendo stato proclamato da Dio sommo sacerdote «alla maniera di Melchìsedek» (Sal 109, 4).
Su questo argomento abbiamo molte cose da dire, difficili da spiegare perché siete diventati lenti a capire. Infatti, voi che dovreste essere ormai maestri per ragioni di tempo, avete di nuovo bisogno che qualcuno v’insegni i primi elementi degli oracoli di Dio e siete diventati bisognosi di latte e non di cibo solido. Ora, chi si nutre ancora di latte è ignaro della dottrina della giustizia, perché è ancora un bambino. Il nutrimento solido invece è per gli adulti, che per la pratica hanno le facoltà esercitate a distinguere il buono dal cattivo.
Perciò, lasciando da parte l’insegnamento iniziale su Cristo, passiamo a ciò che è più completo, senza gettare di nuovo le fondamenta della rinunzia alle opere morte e della fede in Dio, della dottrina dei battesimi, dell’imposizione delle mani, della risurrezione dei morti e del giudizio eterno. Questo noi intendiamo fare, se Dio lo permette.
Quelli infatti che furono una volta illuminati, gustarono il dono celeste, diventarono partecipi dello Spirito Santo e gustarono la buona parola di Dio e le meraviglie del mondo futuro e che tuttavia se sono caduti, è impossibile rinnovarli una seconda volta portandoli alla conversione, dal momento che per loro conto crocifiggono di nuovo il Figlio di Dio e lo espongono all’infamia. Infatti quando una terra imbevuta dalla pioggia abbondante produce erbe utili a quanti la coltivano, viene a godere della benedizione da Dio; ma se produce pruni e spine, non ha alcun valore ed è prossima alla maledizione: sarà infine arsa dal fuoco!

RESPONSORIO                   
Non per i giusti disponi, Signore,
il tempo di penitenza,
ma per il peccatore,
    per me, che ho commesso più colpe
    dei granelli di sabbia sulla riva del mare.

Umilio davanti a te il mio cuore,
imploro dalla tua grandezza il perdono,
    per me, che ho commesso più colpe
    dei granelli di sabbia sulla riva del mare.

SECONDA LETTURA       
Dal «Trattato su Elia e il digiuno» di sant’Ambrogio, vescovo

Ci viene detto: «Voi invece, quando digiunate, ungete di profumi il vostro capo e lavatevi la faccia, per non mostrare agli uomini che digiunate, bensì al Padre vostro che sta nel segreto. E il Padre vostro che vede nel segreto, vi ricompenserà» (Mt 6, 17 ss.).
Che significa «ungete di profumi il vostro capo?». Comanda di ungere con quest’olio il nostro capo, perché ogni simulata tristezza sia coperta dall’olio della letizia, affinché non sembri che tu vendi agli uomini il tuo digiuno, affinché non sembri che sei rattristato per la salvezza dell’anima. Nessuno infatti che sia triste, riceve la corona, nessuno che sia mesto, trionfa. Ungi dunque il tuo capo, dove si trovano i sensi del sapiente: «gli occhi del sapiente», infatti, «sul suo capo» (Qo 2, 14).
Sei invitato ai misteri e non lo sai; lo imparerai una volta giunto. Ricordati però quel versetto: «Come l’unguento sul capo, che discende sulla barba» (Sal 132, 2): allora conoscerai che cosa significa ungere il capo, in che modo sei piaciuto a Dio, così che ti rivelasse i suoi sacramenti, ti desse la grazia spirituale. C’è anche un altro capo mistico. Qual è? Ascolta: capo della donna è l’uomo, ma capo dell’uomo è Cristo. Versa su Cristo, versa anche sul suo capo l’unguento; il suo capo è Dio. Quella donna raffigurante la Chiesa, che versa l’unguento sul suo capo, ne riconobbe la divinità, e quella che lo versò sui suoi piedi, riconobbe la sua passione. Entrambe vengono lodate: fa’ anche tu in modo di essere lodato, di ricevere la remissione dei peccati. Lava la tua faccia, monda la tua anima peccatrice, lava la tua coscienza. La faccia per lo più è l’indice della coscienza e, per così dire, un discorso muto della mente, quando o proviamo rimorso per il peccato o ci rallegriamo d’essere senza colpa. Non sfigurare questa tua faccia, lavala e cancella ogni sporcizia dalla tua coscienza. Sfigura la propria faccia chi una cosa porta in cuore, un’altra esibisce esternamente. Non copriamoci come di un tappeto: ciò che sta dentro risplenda all’esterno, ciò che è all’esterno, agisca internamente. Nessuno includa la colpa nel digiuno, ma vi porti con purezza l’innocenza; infatti il digiuno è un mezzo per distruggere la colpa.
E non vantarti dunque, quando digiuni, non esserne superbo, perché il digiuno non ti sia di nessun giovamento; infatti le cose che si fanno per ostentazione non estenderanno in futuro il loro frutto, ma consumano la ricompensa sul momento. Elia stava nel deserto perché nessuno lo vedesse digiunare se non i soli corvi, quando gli portavano il cibo. Stava nel deserto Eliseo, dove non si trovava cibo che non fosse amaro. Stava nel deserto Giovanni, dove trovava soltanto locuste e miele selvatico.
A chi digiunava veniva portato il pasto dal caritatevole servizio degli angeli. Pranzava Daniele tra i leoni digiuni. Egli consumava il pranzo altrui, le fiere non toccavano il loro. A chi digiuna il pasto giunge a volo, a chi pranza vacillano i piedi: a chi digiuna discende dal cielo la manna, a chi banchetta sale la colpa della prevaricazione.

Non si dice la Laus angelorum magna.

Se all’Ufficio delle Letture seguono immediatamente le Lodi si omettono l’orazione seguente e l’introduzione di Lodi e si recita immediatamente il Cantico di Zaccaria.

ORAZIONE
Colmaci, Dio Padre nostro, della grazia dei tuoi sacramenti; sciogli nei cuori ogni mondana tristezza e donaci di vivere questo tempo di penitenza nella sollecitudine e nella gioia. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

LODI MATTUTINE

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LODI MATTUTINE

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo,
come era nel principio e ora e sempre
    nei secoli dei secoli. Amen.

Lode a te, Signore, re di eterna gloria.


CANTICO DI ZACCARIA
                            Cantico    Lc 1,68-79

Ant. Sii propizio al tuo popolo, Signore, * che contro te ha peccato.

Benedetto il Signore Dio d’Israele, *
    perché ha visitato e redento il suo popolo,

e ha suscitato per noi una salvezza potente *
    nella casa di Davide, suo servo,

come aveva promesso *
    per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo:

salvezza dai nostri nemici, *
    e dalle mani di quanti ci odiano.

Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri *
    e si è ricordato della sua santa alleanza,

del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, *
    di concederci, liberati dalle mani dei nemici,

di servirlo senza timore, in santità e giustizia *
    al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.

E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo *
    perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,

per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza *
    nella remissione dei suoi peccati,

grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, *
    per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge

per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *
    e nell’ombra della morte

e dirigere i nostri passi *
    sulla via della pace».

Gloria.

Ant. Sii propizio al tuo popolo, Signore, * che contro te ha peccato.

Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

PRIMA ORAZIONE
Preghiamo.    (Pausa di preghiera silenziosa)
Davanti a te, o Dio, nessuno è incolpevole, nessuno può vantarsi dei suoi meriti; poi che le nostre opere non ci sanno giovare, soccorrici con la tua misericordia, tanto più grande e gloriosa quando più immeritata. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

SALMODIA
                            Cantico    Ger 14,17-21

Ant. 1
Per il tuo nome, Signore, * non abbandonarci.

I miei occhi grondano lacrime *
notte e giorno, senza cessare.

Da grande calamità
è stata colpita la figlia del mio popolo *
    da una ferita mortale.

Se esco in aperta campagna,
        ecco i trafitti di spada;
se percorro la città, ecco gli orrori della fame.

Anche il profeta e il sacerdote †
    si aggirano per il paese *
    e non sanno che cosa fare.

Hai forse rigettato completamente Giuda, *
    oppure ti sei disgustato di Sion?
Perché ci hai colpito, *
    e non c’è rimedio per noi?

Aspettavamo la pace, ma non c’è alcun bene, *
    l’ora della salvezza ed ecco il terrore!

Riconosciamo la nostra iniquità, Signore, †
    l’iniquità dei nostri padri: *
    contro di te abbiamo peccato.

Ma per il tuo nome non abbandonarci, †
    non render spregevole il trono della tua gloria. *
    Ricordati! Non rompere la tua alleanza con noi.

Gloria.

Ant. 1 Per il tuo nome, Signore, * non abbandonarci.

Salmi Laudativi

Ant. 2 Noi siamo il tuo popolo, o Dio, * il gregge del tuo pascolo.
                                Sal 99
Acclamate al Signore, voi tutti della terra, †
servite il Signore nella gioia, *
† presentatevi a lui con esultanza.

Riconoscete che il Signore è Dio; †
egli ci ha fatti e noi siamo suoi, *
suo popolo e gregge del suo pascolo.

Varcate le sue porte con inni di grazie, †
i suoi atri con canti di lode, *
lodatelo, benedite il suo nome;

poiché buono è il Signore, †
eterna la sua misericordia, *
la sua fedeltà per ogni generazione.

                                Sal 116
Lodate il Signore, popoli tutti, *
    voi tutte, nazioni, dategli gloria;

perché forte è il suo amore per noi *
    e la fedeltà del Signore dura in eterno.

Gloria.

Ant. 2 Noi siamo il tuo popolo, o Dio, * il gregge del tuo pascolo.

                            Salmo diretto    Sal 50
Pietà di me, o Dio,
secondo la tua misericordia; *
nel tuo grande amore cancella il mio peccato.

Lavami da tutte le mie colpe, *
mondami dal mio peccato.
Riconosco la mia colpa, *
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.

Contro di te, contro te solo ho peccato, *
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto;
perciò sei giusto quando parli, *
retto nel tuo giudizio.

Ecco, nella colpa sono stato generato, *
nel peccato mi ha concepito mia madre.
Ma tu vuoi la sincerità del cuore *
e nell’intimo m’insegni la sapienza.

Purificami con issopo e sarò mondato; *
lavami e sarò più bianco della neve.
Fammi sentire gioia e letizia, *
esulteranno le ossa che hai spezzato.

Distogli lo sguardo dai miei peccati, *
cancella tutte le mie colpe.
Crea in me, o Dio, un cuore puro, *
rinnova in me uno spirito saldo.

Non respingermi dalla tua presenza *
e non privarmi del tuo santo spirito.
Rendimi la gioia di essere salvato, *
sostieni in me un animo generoso.

Insegnerò agli erranti le tue vie *
e i peccatori a te ritorneranno.
Liberami dal sangue, Dio, Dio mia salvezza, *
la mia lingua esalterà la tua giustizia.

Signore, apri le mie labbra *
e la mia bocca proclami la tua lode;
poiché non gradisci il sacrificio *
e, se offro olocausti, non li accetti.

Uno spirito contrito *
è sacrificio a Dio,
un cuore affranto e umiliato, *
tu, o Dio, non disprezzi.

Nel tuo amore fa’ grazia a Sion, *
    rialza le mura di Gerusalemme.

Allora gradirai i sacrifici prescritti, *
l’olocausto e l’intera oblazione,
allora immoleranno vittime *
sopra il tuo altare.

Gloria.

SECONDA ORAZIONE
Dio onnipotente, che nei tuoi giudizi vuoi soprattutto manifestarti pietoso, non abbagliare i colpevoli con la gloria sfolgorante della divina giustizia, ma ridona loro pace e speranza con la serenità del tuo perdono. Per Cristo nostro Signore

INNO
Le preghiere e le lacrime,
o Signore pietoso,
a te più intense si levano
in questo tempo santo.

Tu che conosci i cuori
e deboli ci vedi,
a chi si pente e ti invoca
concedi il tuo perdono.

Grande è il nostro peccato,
ma il tuo amore è più grande:
risana le oscure ferite
a gloria del tuo nome.

Dona il volere e la forza
di castigare le membra;
così lo spirito pronto
rifuggirà dalla colpa.

O Trinità beata, unico Dio,
accogli la nostra supplica
e questi giorni austeri
rendi fecondi e lieti. Amen.

ACCLAMAZIONI A CRISTO SIGNORE
Al Figlio di Dio, che ci ha riconciliati col Padre e ci ha dato la vita nuova, salga la nostra preghiera.

Cristo, che hai patito fuori dalla porta della tua città per santificare il popolo con il tuo sangue, Kyrie eleison.
        Kyrie eleison.

Tu che sei stato trafitto per i nostri delitti, Kyrie eleison.
         Kyrie eleison.

Gesù, servo di Dio, che dopo il tuo intimo tormento hai veduto la luce, Kyrie eleison.
        Kyrie eleison.

Tu che sei morto per noi, perché vivessimo insieme con te, Kyrie eleison.
        Kyrie eleison.

Cristo, irradiazione della gloria del Padre e impronta della sua sostanza, Kyrie eleison.
        Kyrie eleison.

Tu che ci liberi dall’ira ventura, Kyrie eleison.
        Kyrie eleison.

Padre nostro.

CONCLUSIONE
Il Signore ci benedica e ci esaudisca.
Amen.

oppure:

La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
Amen.

Nella celebrazione pubblica presieduta dal sacerdote o dal diacono si può concludere con la benedizione, nella forma classica o nelle forme solenni previste dal Messale.

ORA MEDIA

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ORA MEDIA

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo,
come era nel principio e ora e sempre
    nei secoli dei secoli. Amen.

Lode a te, Signore, re di eterna gloria.

INNO

Terza

Tu che invocato ti effondi,
con il Padre e col Figlio unico Dio,
o Spirito, discendi
senza indugio nei cuori.

Gli affetti, i pensieri, la voce
cantino la tua lode;
la tua fiamma divampi
e gli uomini accenda d’amore.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito Santo
vive e governa nei secoli. Amen.

Sesta

O Dio glorioso, altissimo sovrano,
che i tempi diversi alternando,
orni di dolce chiarità il mattino
e l’infocato meriggio avvampi,

placa la furia delle discordie,
spegni il funesto ardore dell’odio,
dona alle membra sanità e vigore,
agli animi dona la pace.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito Santo
vive e governa nei secoli. Amen.

Nona

Perpetuo vigore degli esseri,
che eterno e immutabile stai
e la vicenda regoli del giorno
nell’inesausto gioco della luce,

la nostra sera irradia
del tuo vitale splendore;
premia la morte dei giusti
col giorno che non tramonta.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito Santo
vive e governa nei secoli. Amen.

SALMODIA
Salmo 21
I (2-12)

Ant. 1 In te, Signore, hanno sperato i nostri padri, * e non rimasero delusi.

«Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? †
Tu sei lontano dalla mia salvezza»: *
sono le parole del mio lamento.

Dio mio, invoco di giorno e non rispondi, *
grido di notte e non trovo riposo.

Eppure tu abiti la santa dimora, *
tu, lode di Israele.
In te hanno sperato i nostri padri, *
hanno sperato e tu li hai liberati;

a te gridarono e furono salvati, *
sperando in te non rimasero delusi.

Ma io sono verme, non uomo, *
infamia degli uomini, rifiuto del mio popolo.

Mi scherniscono quelli che mi vedono, *
storcono le labbra, scuotono il capo:
«Si è affidato al Signore, lui lo scampi; *
lo liberi, se è suo amico».

Sei tu che mi hai tratto dal grembo, *
mi hai fatto riposare sul petto di mia madre.
Al mio nascere tu mi hai raccolto, *
dal grembo di mia madre sei tu il mio Dio.

Da me non stare lontano, †
poiché l’angoscia è vicina *
e nessuno mi aiuta.

Gloria.

Ant. 1 In te, Signore, hanno sperato i nostri padri, * e non rimasero delusi.

II (13-23)

Ant. 2
Scampa dalla spada, o Dio mio, * dalle unghie del cane la mia vita.

Mi circondano tori numerosi, *
mi assediano tori di Basan.
Spalancano contro di me la loro bocca *
come leone che sbrana e ruggisce.

Come acqua sono versato, *
sono slogate tutte le mie ossa.
Il mio cuore è come cera, *
si fonde in mezzo alle mie viscere.

È arido come un coccio il mio palato, †
la mia lingua si è incollata alla gola, *
su polvere di morte mi hai deposto.

Un branco di cani mi circonda, *
mi assedia una banda di malvagi;
hanno forato le mie mani e i miei piedi, *
posso contare tutte le mie ossa.

Essi mi guardano, mi osservano: †
si dividono le mie vesti, *
sul mio vestito gettano la sorte.

Ma tu, Signore, non stare lontano, *
mia forza, accorri in mio aiuto.
Scampami dalla spada, *
dalle unghie del cane la mia vita.

Salvami dalla bocca del leone *
e dalle corna dei bufali.
Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli, *
ti loderò in mezzo all’assemblea.

Gloria.

Ant. 2 Scampa dalla spada, o Dio mio, * dalle unghie del cane la mia vita.

III (24-32)

Ant. 3 Lodate il Signore, voi che lo temete. †

Lodate il Signore, voi che lo temete, †
    † gli dia gloria la stirpe di Giacobbe, *
    lo tema tutta la stirpe di Israele;

perché egli non ha disprezzato né sdegnato *
    l’afflizione del misero,
non gli ha nascosto il suo volto, *
    ma, al suo grido d’aiuto, lo ha esaudito.

Sei tu la mia lode nella grande assemblea, *
    scioglierò i miei voti davanti ai suoi fedeli.

I poveri mangeranno e saranno saziati, †
    loderanno il Signore quanti lo cercano: *
«Viva il loro cuore per sempre».

Ricorderanno e torneranno al Signore *
    tutti i confini della terra,
si prostreranno davanti a lui *
    tutte le famiglie dei popoli.

Poiché il regno è del Signore, *
    egli domina su tutte le nazioni.

A lui solo si prostreranno
        quanti dormono sotto terra, *
    davanti a lui si curveranno
        quanti discendono nella polvere.

E io vivrò per lui, *
lo servirà la mia discendenza.

Si parlerà del Signore alla generazione che viene; *
    annunzieranno la sua giustizia;
al popolo che nascerà diranno: *
    «Ecco l’opera del Signore!».

Gloria.

Ant. 3 Lodate il Signore, voi che lo temete.

Alle altre Ore salmodia complementare.

Terza

LETTURA BREVE                Eb 12,6-7
Fratelli, «il Signore corregge colui che egli ama e sferza chiunque riconosce come figlio». È per la vostra correzione che voi soffrite! Dio vi tratta come figli; e qual è il figlio che non è corretto dal padre?

Fa’ che ritorniamo a te, Signore.
Fa’ che ritorniamo a te, Signore, * e noi ritorneremo.

Rinnova i nostri giorni come in antico.
E noi ritorneremo.
 
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Fa’ che ritorniamo a te, Signore, * e noi ritorneremo.

ORAZIONE
Davanti a te, o Dio, nessuno è incolpevole, nessuno può vantarsi dei suoi meriti; poi che le nostre opere non ci sanno giovare, soccorrici con la tua misericordia, tanto più grande e gloriosa quando più immeritata. Per Cristo nostro Signore.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

Sesta

LETTURA BREVE                1 Ts 5,14-15
Vi esortiamo, fratelli: correggete gli indisciplinati, confortate i pusillanimi, sostenete i deboli, siate pazienti con tutti. Guardatevi dal rendere male per male ad alcuno; ma cercate sempre il bene tra voi e con tutti.

Buono è il Signore con chi spera in lui.
Buono è il Signore con chi spera in lui, * con l’anima che lo cerca.

Le sue misericordie non vengono meno.
Con l’anima che lo cerca.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Buono è il Signore con chi spera in lui, * con l’anima che lo cerca.

ORAZIONE
Dio onnipotente, che nei tuoi giudizi vuoi soprattutto manifestarti pietoso, non abbagliare i colpevoli con la gloria sfolgorante della divina giustizia, ma ridona loro pace e speranza con la serenità del tuo perdono. Per Cristo nostro Signore

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

Nona

LETTURA BREVE                Ef 5,18b-20
Fratelli, siate ricolmi dello Spirito, intrattenendovi a vicenda con salmi, inni, cantici spirituali, cantando e inneggiando al Signore con tutto il vostro cuore, rendendo continuamente grazie per ogni cosa a Dio Padre, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo.

Il Signore è nostro re: egli ci salverà.
Il Signore è nostro re: egli ci salverà * nella sua misericordia.

Egli è legislatore e giudice.
Nella sua misericordia.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Il Signore è nostro re: egli ci salverà * nella sua misericordia.

ORAZIONE
Davanti a te, o Dio, nessuno è incolpevole, nessuno può vantarsi dei suoi meriti; poi che le nostre opere non ci sanno giovare, soccorrici con la tua misericordia, tanto più grande e gloriosa quando più immeritata. Per Cristo nostro Signore.

oppure:

Dio onnipotente, che nei tuoi giudizi vuoi soprattutto manifestarti pietoso, non abbagliare i colpevoli con la gloria sfolgorante della divina giustizia, ma ridona loro pace e speranza con la serenità del tuo perdono. Per Cristo nostro Signore

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

VESPRI

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VESPRI


Quello che segue è l’ufficio vespertino per la recita personale. Per i venerdì di Quaresima ambrosiani, privi della celebrazione della Messa, è raccomandata la celebrazione solenne dei Vespri con la partecipazione del popolo in forma di Liturgia Vespertina. Lo schema di tale liturgia è riportato dopo quello dei Vespri per la recita personale.

Il Signore sia con voi.
E con il tuo spirito.

oppure:

Signore ascolta la nostra preghiera.
E il nostro grido giunga fino a te.

RITO DELLA LUCE
Come nube d’incenso,
la mia preghiera, Signore, s’innalzi.
    Guarda le mani a te levate, o Dio,
  
    sacrificio di lode nella sera.

A te grido: soccorri,
ascolta questa voce che ti implora.
    Guarda le mani a te levate, o Dio,
    sacrificio di lode nella sera.

Poni la tua custodia alle mie labbra,
non ceda il cuore al fascino del male.
    Guarda le mani a te levate, o Dio,
    sacrificio di lode nella sera.

Come nube d’incenso,
la mia preghiera, Signore, s’innalzi.
    Guarda le mani a te levate, o Dio,
    sacrificio di lode nella sera.

INNO
Cristo, che a nostra salvezza
disponi il santo digiuno,
vieni e conforta il tuo popolo
che celebra la Quaresima.

Ispira il pentimento,
poni sul labbro la supplica
che mitighi la giustizia
e muova il Padre al perdono.

La grazia tua ci liberi
dal passato colpevole
e un futuro innocente
pietosa a noi propizi.

L’annuo fervore ci doni,
purificando i cuori,
di tendere ancora una volta
alla beata Pasqua.

O Trinità, potente unico Dio,
l’universo ti adori
e, liberato dal male,
ti canti un cantico nuovo. Amen.


Seguono poi nella recitazione corale le letture, coi salmelli e le orazioni, come sono qui riportate: È cosa lodevole che questo si faccia anche nella recitazione non corale.

PRIMA LETTURA                1 Sam 16,1-13
Dal primo libro di Samuele

Il Signore disse a Samuele: «Fino a quando piangerai su Saul, mentre io l’ho rigettato perché non regni su Israele? Riempi di olio il tuo corno e parti. Ti ordino di andare da Iesse il Betlemmita, perché tra i suoi figli mi sono scelto un re». Samuele rispose: «Come posso andare? Saul lo verrà a sapere e mi ucciderà». Il Signore soggiunse: «Prenderai con te una giovenca e dirai: “Sono venuto per sacrificare al Signore”. Inviterai quindi Iesse al sacrificio. Allora io ti indicherò quello che dovrai fare e tu ungerai colui che io ti dirò».
Samuele fece quello che il Signore gli aveva comandato e venne a Betlemme; gli anziani della città gli vennero incontro trepidanti e gli chiesero: «È di buon augurio la tua venuta?». Rispose: «È di buon augurio. Sono venuto per sacrificare al Signore. Provvedete a purificarvi, poi venite con me al sacrificio». Fece purificare anche Iesse e i suoi figli e li invitò al sacrificio.
Quando furono entrati, egli osservò Eliab e chiese: «È forse davanti al Signore il suo consacrato?». Il Signore rispose a Samuele: «Non guardare al suo aspetto né all’imponenza della sua statura. Io l’ho scartato, perché io non guardo ciò che guarda l’uomo. L’uomo guarda l’apparenza, il Signore guarda il cuore». Iesse fece allora venire Abìnadab e lo presentò a Samuele, ma questi disse: «Nemmeno su costui cade la scelta del Signore». Iesse fece passare Samma e quegli disse: «Nemmeno su costui cade la scelta del Signore». Iesse presentò a Samuele i suoi sette figli e Samuele ripeté a Iesse: «Il Signore non ha scelto nessuno di questi».
Samuele chiese a Iesse: «Sono qui tutti i giovani?». Rispose Iesse: «Rimane ancora il più piccolo che ora sta a pascolare il gregge». Samuele ordinò a Iesse: «Manda a prenderlo, perché non ci metteremo a tavola prima che egli sia venuto qui». Lo mandò a chiamare e lo fece venire. Era fulvo, con begli occhi e gentile di aspetto.
Disse il Signore: «Alzati e ungilo: è lui!». Samuele prese il corno dell’olio e lo consacrò con l’unzione in mezzo ai suoi fratelli, e lo spirito del Signore si posò su Davide da quel giorno in poi. Samuele poi si alzò e tornò a Rama.

SALMELLO
Invoco il Signore degno di lode,
e sarò salvato dai miei nemici.

Ti amo, Signore, mia forza,
mia roccia e mia fortezza.

Orazione
Padre e pastore delle nostre anime, con la tua amorosa provvidenza guida e proteggi il popolo dei redenti, perché, camminando su strade sicure, arrivi alla tranquillità della dimora eterna. Per Cristo nostro Signore.

SECONDA LETTURA            1 Re 8,22-30
Dal primo libro dei Re

Salomone si pose davanti all’altare del Signore, di fronte a tutta l’assemblea di Israele, e, stese le mani verso il cielo, disse: «Signore, Dio di Israele, non c’è un Dio come te, né lassù nei cieli né quaggiù sulla terra! Tu mantieni l’alleanza e la misericordia con i tuoi servi che camminano davanti a te con tutto il cuore. Tu hai mantenuto nei riguardi del tuo servo Davide mio padre quanto gli avevi promesso; quanto avevi detto con la bocca l’hai adempiuto con potenza, come appare oggi. Ora, Signore Dio di Israele, mantieni al tuo servo Davide mio padre quanto gli hai promesso dicendo: “Non ti mancherà un discendente che stia davanti a me e sieda sul trono di Israele, purché i tuoi figli veglino sulla loro condotta camminando davanti a me come vi hai camminato tu”. Ora, Signore Dio di Israele, si adempia la parola che tu hai rivolta a Davide mio padre.
Ma è proprio vero che Dio abita sulla terra? Ecco i cieli e i cieli dei cieli non possono contenerti, tanto meno questa casa che io ho costruita! Volgiti alla preghiera del tuo servo e alla sua supplica, Signore mio Dio; ascolta il grido e la preghiera che il tuo servo oggi innalza davanti a te! Siano aperti i tuoi occhi notte e giorno verso questa casa, verso il luogo di cui hai detto: “Lì sarà il mio nome!”. Ascolta la preghiera che il tuo servo innalza in questo luogo. Ascolta la supplica del tuo servo e di Israele tuo popolo, quando pregheranno in questo luogo. Ascoltali dal luogo della tua dimora, dal cielo; ascolta e perdona».

SALMELLO
Gli occhi del Signore sui giusti,
e i suoi orecchi al loro grido di aiuto.

Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.

Orazione
Ascolta, o Dio, la preghiera della Chiesa con la benevolenza che è tua: e fa’ che giovi alla nostra salvezza quanto, pur senza merito, fiduciosamente ti chiediamo. Per Cristo nostro Signore.


SALMODIA
Salmo 134
I (1-12)

Ant. 1 Grande è il Signore, Dio nostro, * su tutti gli dèi.

Lodate il nome del Signore, *
lodatelo, servi del Signore,
† voi che state nella casa del Signore, *
    negli atri della casa del nostro Dio.

Lodate il Signore: il Signore è buono; *
cantate inni al suo nome, perché è amabile.
Il Signore si è scelto Giacobbe, *
    Israele come suo possesso.

Io so che grande è il Signore, *
il nostro Dio sopra tutti gli dèi.

Tutto ciò che vuole il Signore, lo compie †
        in cielo e sulla terra, *
    nei mari e in tutti gli abissi.

Fa salire le nubi dall’estremità della terra, †
        produce le folgori per la pioggia, *
    dalle sue riserve libera i venti.

Egli percosse i primogeniti d’Egitto, *
    dagli uomini fino al bestiame.
Mandò segni e prodigi in mezzo a te, Egitto, *
contro il faraone e tutti i suoi ministri.

Colpì numerose nazioni *
e uccise re potenti:
Seon, re degli Amorrèi, Og, re di Basan, *
    e tutti i regni di Cànaan.

Diede la loro terra in eredità a Israele, *
in eredità a Israele suo popolo.

Gloria.

Ant. 1 Grande è il Signore, Dio nostro, * su tutti gli dèi.

II (13-21)

Ant. 2 Il Signore si muove a pietà dei suoi servi.

Signore, il tuo nome è per sempre; *
    Signore, il tuo ricordo per ogni generazione.

Il Signore guida il suo popolo, *
    si muove a pietà dei suoi servi.

Gli idoli dei popoli sono argento e oro, *
    opera delle mani dell’uomo.
Hanno bocca e non parlano; *
    hanno occhi e non vedono;

hanno orecchi e non odono; *
    non c’è respiro nella loro bocca.
Sia come loro chi li fabbrica *
    e chiunque in essi confida.

Benedici il Signore, casa d’Israele; *
benedici il Signore, casa di Aronne;
Benedici il Signore, casa di Levi; *
    voi che temete il Signore, benedite il Signore.

Da Sion sia benedetto il Signore *
che abita in Gerusalemme.

Gloria.

Ant. 2 Il Signore si muove a pietà dei suoi servi.

ORAZIONE
Dio onnipotente, che nei tuoi giudizi vuoi soprattutto manifestarti pietoso, non abbagliare i colpevoli con la gloria sfolgorante della divina giustizia, ma ridona loro pace e speranza con la serenità del tuo perdono. Per Gesù Cristo, tuo Figlio nostro Signore e nostro Dio che vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli.

Non si dice né il Cantico della beata Vergine né la seconda orazione.

COMMEMORAZIONE DEL BATTESIMO
L’acqua deterge il corpo,
lo Spirito lava le macchie del cuore.
Il mistero di Cristo, invisibile dono,
per sempre ci consacra.

Dalle membra innocenti del Signore,
immerse nel Giordano,
è impreziosita quest’onda.
Il mistero di Cristo, invisibile dono,
per sempre ci consacra.

Orazione
Concedi, o Padre, al popolo dei redenti di annunziare coraggiosamente la vittoria della croce di Cristo e di seguire con abnegazione sincera sulla via del Calvario il suo Salvatore e Signore, che vive e regna nei secoli dei secoli.

INTERCESSIONI
Iddio, che ha esaudito l’invocazione dell’innocente suo Figlio, ascolti benevolo la nostra orazione:
Salvaci, Padre, per la tua bontà.

Dio, mirabile nelle opere, giusto nei giudizi, generoso nei doni,
-    effondi largamente la tua grazia sulla Chiesa.

Dio, ricco di pietà e di amore, i tuoi comandi sono fonte per noi di certezza e di pace;
-    converti coloro che si sono allontanati da te.

Dio del cielo, che assicuri favori a chi ti ama e custodisce i tuoi precetti,
-    guarda le nostre pene e vieni in nostro soccorso.

Dio di giustizia e di misericordia, che detesti l’empietà e la menzogna,
-    fa’ che la verità e l’amore possano sempre prosperare nel mondo.

Dio fedele, che hai creato l’uomo immortale e lo hai plasmato a tua immagine,
-    accogli nella tua casa quanti oggi sono morti nel nome di Cristo.

Fiduciosi nella bontà del Padre, che ci libera dal peccato, con cuore implorante diciamo:
Padre nostro.

CONCLUSIONE
Il Signore ci benedica e ci custodisca.
Amen.

oppure:

La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
Amen.

Nella celebrazione pubblica presieduta dal sacerdote o dal diacono si può concludere con la benedizione, nella forma classica o nelle forme solenni previste dal Messale.



____________
VESPRI (con il popolo)
 
Nei Venerdì di Quaresima non si celebra la santa messa. È invece raccomandata la celebrazione solenne dei Vespri con il popolo.
Tale celebrazione assume una struttura di tipo vigiliare, eco degli antichi usi della Chiesa di Gerusalemme, che nella sera di questo giorno aliturgico vegliava in attesa della celebrazione eucaristica allo spuntare del Sabato.
Pertanto, quando i Vespri del Venerdì sono celebrati in forma solenne col popolo, dopo i riti lucernari si proclamano, con i rispettivi salmelli e le orazioni, le letture vigiliari. Seguono i Salmi con le rispettive antifone e l’orazione.
Omessa infine la commemorazione battesimale, la celebrazione trova conclusione nelle Acclamazioni a Cristo, seguite dal Padre Nostro e dalla benedizione.
 
Il sacerdote (o il diacono) esce dalla sacrestia e si reca in processione all’altare, preceduto dai ministri che portano il turibolo non fumigante e la navicella (se è prevista l’incensazione) e una lampada accesa tra due candelieri spenti. Giunti davanti all’altare, il sacerdote introduce i Vespri con il saluto, mentre tutta l’assemblea è in piedi.
 
SALUTO
Il Signore sia con voi.
R E con il tuo spirito.
 
RITO DELLA LUCE
Cfr. Sal 140 (141), 1-4
Come nube d’incenso,
la mia preghiera, Signore, s’innalzi.
Guarda le mani a te levate, o Dio,
sacrificio di lode nella sera.
V I A te grido, soccorri,
 ascolta questa voce che ti implora.
Guarda le mani a te levate, o Dio,
sacrificio di lode nella sera.
V II Poni la tua custodia alle mie labbra,
non ceda il cuore al fascino del male.
Guarda le mani a te levate, o Dio,
sacrificio di lode nella sera.
Come nube d’incenso,
la mia preghiera, Signore, s’innalzi.
Guarda le mani a te levate, o Dio,
sacrificio di lode nella sera.
 
Mentre si canta il Lucernario, i ministri presentano i due candelieri spenti al sacerdote (o al diacono). Questi, tracciato un segno di croce sulla lampada accesa, attinge alla fiamma e accende i candelieri. Alcuni ministri dispongono i candelieri vicino o sopra l’altare. Intanto, si accendono gli altri ceri e le lampade della chiesa.
Dopo l’accensione dei candelieri, il sacerdote (o il diacono), secondo l’opportunità, infonde l’incenso, sale all’altare e lo bacia. Ricevuto il turibolo, incensa l’altare. Al termine dell’incensazione raggiunge la sede.

INNO
Cristo, che a nostra salvezza
disponi il santo digiuno,
vieni e conforta il tuo popolo
che celebra la Quaresima.
 
Ispira il pentimento,
poni sul labbro la supplica
che mitighi la giustizia
e muova il Padre al perdono.
 
La grazia tua ci liberi
dal passato colpevole
e un futuro innocente
pietosa a noi propizi.
 
L’annuo fervore ci doni,
purificando i cuori,
di tendere ancora una volta
alla beata Pasqua.
 
O Trinità, potente unico Dio,
l’universo ti adori
e, liberato dal male,
ti canti un cantico nuovo. Amen.
 
oppure
Iesu quadragenáriae
dicátor abstinéntiae,
qui ob salútem méntium
praecéperas ieiúnium,
 
adésto nunc Ecclésiae,
adésto paeniténtiae,
qua supplicámur cérnui
peccáta nostra dílui.
 
Tu, retroácta crímina
tua remítte grátia,
et a futúris ádhibe
custódiam, mitíssime,
 
ut, expiáti ánnuis
compunctiónis áctibus,
tendámus ad paschália
digne colénda gáudia.
 
Te rerum univérsitas,
clemens, adóret, Trínitas,
et nos novi per véniam
novum canámus cánticum. Amen.
 
 
RESPONSORIO
Cfr. Gen 18, 23. 32; Ger 14, 7
R Non adirarti col tuo servo, Signore,
se parlo una volta ancora.
Non far morire il giusto con l’empio.
Risparmia la distruzione.
V Abbiamo peccato contro di te,
abbiamo peccato.
Risparmia la distruzione.
 
I LETTURA
Le celebrazioni per la Pasqua e per i giorni della settimana degli Azzimi.
 
Lettura del libro dei Numeri
28, 1. 3a. 16-25
In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè e disse: «Dirai loro: Il primo mese, il giorno quattordici del mese, sarà la Pasqua del Signore. Il giorno quindici di quel mese sarà giorno di festa. Per sette giorni si mangerà pane azzimo. Il primo giorno si terrà una riunione sacra; non farete alcun lavoro servile. Offrirete in sacrificio consumato dal fuoco un olocausto al Signore: due giovenchi, un ariete e sette agnelli dell’anno senza difetti. La loro oblazione sarà fior di farina impastata con olio: ne offrirete tre decimi per giovenco e due per l’ariete, ne offrirai un decimo per volta per ciascuno dei sette agnelli e offrirai un capro come sacrificio per il peccato, per compiere il rito espiatorio su di voi. Offrirete questi sacrifici oltre l’olocausto della mattina, che è un olocausto perenne. Li offrirete ogni giorno, per sette giorni; è un alimento consumato dal fuoco, un sacrificio di profumo gradito al Signore. Lo si offrirà oltre l’olocausto perenne con la sua libagione. Il settimo giorno terrete una riunione sacra; non farete alcun lavoro servile».    PdD
 
SALMELLO
Cfr. Sal 67 (68), 8-9. 21. 29. 25-27a. 33b. 35a-b
Dio, quando uscivi davanti al tuo popolo,
quando camminavi per il deserto,
la terra tremò, stillarono i cieli davanti al Dio del Sinai,
davanti a Dio, il Dio d’Israele.
Il nostro Dio è un Dio che salva;
il Signore Dio libera dalla morte.
Dispiega, Dio, la tua potenza;
conferma, Dio, quanto hai fatto per noi.
V Appare il tuo corteo, Dio,
il corteo del mio Dio, del mio re, nel santuario.
Precedono i cantori, seguono ultimi i citaredi,
in mezzo le fanciulle che battono cembali.
Benedite Dio nelle vostre assemblee,
cantate inni al Signore,
riconoscete a Dio la sua potenza,
la sua maestà su Israele.
Dispiega, Dio, la tua potenza;
conferma, Dio, quanto hai fatto per noi.
 
ORAZIONE
Donaci, o Dio misericordioso, di accogliere questi santi giorni di quaresima con disponibilità di figli e di prepararci alla grazia pasquale con opere di amore. Per Cristo nostro Signore.
 
II LETTURA
La celebrazione pasquale dei reduci dall’esilio.
 
Lettura del libro di Esdra
6, 19-22
In quei giorni. I rimpatriati celebrarono la Pasqua il quattordici del primo mese. Infatti i sacerdoti e i leviti si erano purificati tutti insieme, come un sol uomo: tutti erano puri. Così immolarono la Pasqua per tutti i rimpatriati, per i loro fratelli sacerdoti e per se stessi. Ne mangiarono gli Israeliti che erano tornati dall’esilio e quanti si erano separati dalla contaminazione del popolo del paese, unendosi a loro per cercare il Signore, Dio d’Israele. Celebrarono con gioia la festa degli Azzimi per sette giorni, poiché il Signore li aveva colmati di gioia, avendo piegato a loro favore il cuore del re d’Assiria, per rafforzare le loro mani nel lavoro per il tempio di Dio, il Dio d’Israele.    PdD
 
SALMELLO
Cfr. Sal 146 (147), 2-3. 11. 1. 7. 4-5
Il Signore ricostruisce Gerusalemme,
raduna i dispersi d’Israele.
Risana i cuori affranti e fascia le loro ferite.
Il Signore si compiace di chi lo teme,
di chi spera nella sua grazia.
È bello cantare al nostro Dio,
dolce è lodarlo come a lui conviene.
V Cantate al Signore un canto di grazie,
intonate sulla cetra inni al nostro Dio.
Egli conta il numero delle stelle
e chiama ciascuna per nome.
Grande è il Signore onnipotente,
la sua sapienza non ha confini.
È bello cantare al nostro Dio,
dolce è lodarlo come a lui conviene.
 
ORAZIONE
La tua Chiesa, o Padre onnipotente, avvicinandosi le feste pasquali, ottenga da te la piena remissione delle colpe; e coloro che nel battesimo hanno avuto la sorte di diventare tuoi figli, fa’ che più non ritornino prigionieri della vecchia condizione di peccato. Per Cristo nostro Signore.
 
III LETTURA
La vittima perfetta.
 
Lettura del libro del Levitico
22, 17-21
In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla ad Aronne, ai suoi figli, a tutti gli Israeliti dicendo loro: “Chiunque della casa d’Israele o dei forestieri dimoranti in Israele presenterà la sua offerta, per qualsiasi voto o dono spontaneo, da presentare come olocausto in onore del Signore, per essere gradito, dovrà offrire un maschio, senza difetto, di bovini, di pecore o di capre. Non offrirete nulla con qualche difetto, perché non sarebbe gradito. Se qualcuno presenterà al Signore, in sacrificio di comunione, un bovino o un ovino, sia per adempiere un voto sia come offerta spontanea, la vittima, perché sia gradita, dovrà essere perfetta e non avere alcun difetto”».    PdD
 
SALMELLO
Cfr. Eb 9, 26b-c. 24
Una sola volta, Cristo, alla pienezza dei tempi,
è apparso per
annullare il peccato
mediante il sacrificio di se stesso.
V Egli infatti non è entrato in un santuario
fatto da mani d’uomo,
figura di quello vero,
ma nel cielo stesso,
per comparire al cospetto di Dio in nostro favore e
annullare il peccato
mediante il sacrificio di se stesso.
 
ORAZIONE
Al Cristo che ti ha obbedito fino alla morte hai dato, o Padre, il nome che è l’unica nostra speranza di salvezza; guarda alla eccelsa dignità del nostro Mediatore, perdona le nostre colpe e preparaci l’eredità eterna con lui, che vive e regna nei secoli dei secoli.
 
IV LETTURA
Il servo del Signore, destinato a portare la salvezza a tutta la terra.
 
Lettura del profeta Isaia
49, 1-7
Ascoltatemi, o isole, / udite attentamente, nazioni lontane; / il Signore dal seno materno mi ha chiamato, / fino dal grembo di mia madre ha pronunciato il mio nome. / Ha reso la mia bocca come spada affilata, / mi ha nascosto all’ombra della sua mano, / mi ha reso freccia appuntita, / mi ha riposto nella sua faretra. / Mi ha detto: «Mio servo tu sei, Israele, / sul quale manifesterò la mia gloria». / Io ho risposto: «Invano ho faticato, / per nulla e invano ho consumato le mie forze. / Ma, certo, il mio diritto è presso il Signore, / la mia ricompensa presso il mio Dio». / Ora ha parlato il Signore, / che mi ha plasmato suo servo dal seno materno / per ricondurre a lui Giacobbe / e a lui riunire Israele / – poiché ero stato onorato dal Signore / e Dio era stato la mia forza – / e ha detto: «È troppo poco che tu sia mio servo / per restaurare le tribù di Giacobbe / e ricondurre i superstiti d’Israele. / Io ti renderò luce delle nazioni, / perché porti la mia salvezza / fino all’estremità della terra». / Così dice il Signore, / il redentore d’Israele, il suo Santo, / a colui che è disprezzato, rifiutato dalle nazioni, / schiavo dei potenti: / «I re vedranno e si alzeranno in piedi, / i prìncipi si prostreranno, / a causa del Signore che è fedele, / del Santo d’Israele che ti ha scelto».    PdD
 
SALMELLO
Cfr. Sal 21 (22), 23-24. 28-29. 31b. 32b-c
Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli,
ti loderò in mezzo all’assemblea.
Lodate il Signore, voi che lo temete,
gli dia gloria la stirpe di Giacobbe,
lo tema tutta la stirpe d’Israele.
V Ricorderanno e torneranno al Signore
tutti i confini della terra,
si prostreranno davanti a lui tutte le famiglie dei popoli.
Poiché il Regno è del Signore,
egli domina su tutte le nazioni.
Si parlerà del Signore alla generazione che viene,
al popolo che nascerà diranno:
«Ecco l’opera del Signore!»,
lo tema tutta la stirpe d’Israele.
 
ORAZIONE
O Gesù, misericordioso salvatore, che dal mistero eterno del Padre venisti in terra a cercare chi era perduto ed effondesti il tuo sangue prezioso per cancellare le nostre colpe, ti chiediamo con umile voce di chiamarci nell’ultimo giudizio a far parte dei tuoi eletti, vicino a te, che vivi e regni nei secoli dei secoli.
 
Terminate le letture vigiliari, con i rispettivi Salmelli e le Orazioni, e prima dell’avvio della salmodia, è opportuno rivolgere al popolo un’esortazione, che ne sostenga il cammino di preparazione alla celebrazione della Pasqua.

SALMODIA
(versione CEI 2008)
 
Sal 134 (135)
Lodate il Signore che opera meraviglie
Popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa (1Pt 2, 9)
 
Ant. 1 Grande è il Signore, Dio nostro, * su tutti gli dèi.
 
Lodate il nome del Signore, *
lodatelo, servi del Signore,
voi che state nella casa del Signore, *
negli atri della casa del nostro Dio.
 
Lodate il Signore, perché il Signore è buono; *
cantate inni al suo nome, perché è amabile.
Il Signore si è scelto Giacobbe, *
Israele come sua proprietà.
 
Sì, riconosco che il Signore è grande, *
il Signore nostro più di tutti gli dèi.
 
Tutto ciò che vuole †
il Signore lo compie in cielo e sulla terra, *
nei mari e in tutti gli abissi.
 
Fa salire le nubi dall’estremità della terra, †
produce le folgori per la pioggia, *
dalle sue riserve libera il vento.
 
Egli colpì i primogeniti d’Egitto, *
dagli uomini fino al bestiame.
 
Mandò segni e prodigi †
in mezzo a te, Egitto, *
contro il faraone e tutti i suoi ministri.
 
Colpì numerose nazioni *
e uccise sovrani potenti:
 
Sicon, re degli Amorrei, †
Og, re di Basan, *
e tutti i regni di Canaan.
 
Diede in eredità la loro terra, *
in eredità a Israele suo popolo.
 
Gloria.
 
Ant. 1 Grande è il Signore, Dio nostro, * su tutti gli dèi.
 
 
II (13-21)
 
Ant. 2 Il Signore ha compassione dei suoi servi.
 
Signore, il tuo nome è per sempre; *
Signore, il tuo ricordo di generazione in generazione.
 
Sì, il Signore fa giustizia al suo popolo *
e dei suoi servi ha compassione.
 
Gli idoli delle nazioni sono argento e oro, *
opera delle mani dell’uomo.
Hanno bocca e non parlano, *
hanno occhi e non vedono,
 
hanno orecchi e non odono; *
no, non c’è respiro nella loro bocca.
Diventi come loro chi li fabbrica *
e chiunque in essi confida.
 
Benedici il Signore, casa d’Israele; *
benedici il Signore, casa di Aronne;
benedici il Signore, casa di Levi; *
voi che temete il Signore, benedite il Signore.
 
Da Sion, benedetto il Signore, *
che abita in Gerusalemme!
 
Gloria.
 
Ant. 2 Dio è per noi rifugio e fortezza.
 
 
ORAZIONE
Dio onnipotente, che nei tuoi giudizi vuoi soprattutto manifestarti pietoso, non abbagliare i colpevoli con la gloria sfolgorante della divina giustizia, ma ridona loro pace e speranza con la serenità del tuo perdono. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
 
 
ACCLAMAZIONI A CRISTO SIGNORE
A colui che morendo ci ha dato la vita e, vivendo per sempre, intercede per noi presso il Padre, si elevi la nostra preghiera.
 
Gesù crocifisso e risorto, che il Padre ha costituito Signore e Messia, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
 
Tu, che hai dato te stesso per noi, offrendoti a Dio in sacrificio di soave odore, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
 
Unico mediatore, che incessantemente intercedi per noi presso il Padre, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
 
Pastore dei credenti, che guidi il Tuo gregge alle sorgenti della vita, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
 
Tu che ci infondi lo Spirito di consolazione, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
 
Verbo eterno, che doni ai discepoli il Vangelo della salvezza, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
 
Padre nostro.
 
CONCLUSIONE
Il Signore sia con voi.
R E con il tuo spirito. Kyrie, eleison. Kyrie, eleison. Kyrie, eleison.
 
Vi benedica Dio onnipotente Padre e Figlio e Spirito Santo.
R Amen.
 
Andiamo in pace.
R Nel nome di Cristo.
 
In conformità alle consuetudini locali, la conclusione può assumere la forma solenne di benedizione con la reliquia della Santa Croce.

COMPIETA

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COMPIETA

Convertici, Dio, nostra salvezza.
E placa il tuo sdegno verso di noi.
O Dio, vieni a salvarmi.
Signore vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo,
come era nel principio e ora e sempre
    nei secoli dei secoli. Amen.

Lode a te, Signore, re di eterna gloria.

INNO
Divina luce, Cristo,
stella che splendi sulla nostra sera,
ai servi che ti invocano
dona l’eterna vita.

Noi ti preghiamo e al sonno
ci abbandoniamo sereni:
se tu pietoso vigili,
senza affanno è il riposo.

Torbido sogno non ci inquieta
né ci inganna il Nemico,
se tu nella notte difendi
i cuori incontaminati.

Guardaci dal tuo trono,
sventa ogni perfida insidia,
proteggi i poveri che hai redento
a prezzo del tuo sangue.

A tua immagine ci hai creati
nel corpo e nello spirito:
nella tenebra orrenda
veglia sull’opera tua.

Al Padre eleviamo la lode,
all’unico suo Figlio,
allo Spirito Santo,
ora e per sempre. Amen.

SALMODIA
Salmo 87

Ant. Tutto il giorno a te grido, Signore.

Signore, Dio della mia salvezza, *
    davanti a te grido giorno e notte.
Giunga fino a te la mia preghiera, *
    tendi l’orecchio al mio lamento.

Io sono colmo di sventure, *
    la mia vita è vicina alla tomba.
Sono annoverato tra quelli che scendono nella fossa, *
    sono come un uomo ormai privo di forza.

È tra i morti il mio giaciglio, *
    sono come gli uccisi stesi nel sepolcro,
dei quali tu non conservi il ricordo *
    e che la tua mano ha abbandonato.

Mi hai gettato nella fossa profonda, *
    nelle tenebre e nell’ombra di morte.
Pesa su di me il tuo sdegno *
    e con tutti i tuoi flutti mi sommergi.

Hai allontanato da me i miei compagni, *
    mi hai reso per loro un orrore.
Sono prigioniero senza scampo; *
    si consumano i miei occhi nel patire.

Tutto il giorno ti chiamo, Signore, *
    verso di te protendo le mie mani.
Compi forse prodigi per i morti? *
    O sorgono le ombre a darti lode?

Si celebra forse la tua bontà nel sepolcro, *
    la tua fedeltà negli inferi?
Nelle tenebre si conoscono forse i tuoi prodigi, *
    la tua giustizia nel paese dell’oblio?

Ma io a te, Signore, grido aiuto, *
    e al mattino giunge a te la mia preghiera.
Perché, Signore, mi respingi, *
    perché mi nascondi il tuo volto?

Sono infelice e morente dall’infanzia, *
    sono sfinito, oppresso dai tuoi terrori.
Sopra di me è passata la tua ira, *
    i tuoi spaventi mi hanno annientato,

mi circondano come acqua tutto il giorno, *
    tutti insieme mi avvolgono.
Hai allontanato da me amici e conoscenti, *
    mi sono compagne solo le tenebre.

Gloria.

Ant. Tutto il giorno a te grido, Signore.

LETTURA BREVE                Ger 14,9
Tu sei in mezzo a noi, Signore, e noi siamo chiamati con il tuo nome: non abbandonarci, Signore Dio nostro.

Pietà di me, o Dio.
    Pietà di me, o Dio, * in te mi rifugio.

Mi riparo all’ombra delle tue ali.
    In te mi rifugio.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
    Pietà di me, o Dio, * in te mi rifugio.

CANTICO DI SIMEONE            
                            Cantico    Lc 2,29-32

Ant.
A Simeone era stato preannunziato dallo Spirito Santo * che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore.

Ora lascia, o Signore, che il tuo servo *
    vada in pace secondo la tua parola;

perché i miei occhi han visto la tua salvezza, *
    preparata da te davanti a tutti i popoli,

luce per illuminare le genti *
    e gloria del tuo popolo Israele.

Gloria.

Ant. A Simeone era stato preannunziato dallo Spirito Santo * che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore.

ORAZIONE
Donaci, o Padre, di essere uniti nella fede alla morte e alla sepoltura del Figlio tuo, per risorgere alla vita nuova con lui, che vive e regna nei secoli dei secoli.
 
ANTIFONA ALLA B.V. MARIA
Salve, regina, madre di misericordia,
vita, dolcezza e speranza nostra, salve.
A te ricorriamo, esuli figli di Eva;
a te sospiriamo, gementi e piangenti
in questa valle di lacrime.
Orsù dunque, avvocata nostra,
rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi.
E mostraci, dopo questo esilio, Gesù,
il frutto benedetto del tuo seno.
O clemente, o pia, o dolce vergine Maria.

Prima della conclusione si può lodevolmente inserire un breve esame di coscienza.

CONCLUSIONE
Dormiamo in pace.
Vigiliamo in Cristo.