Almanacco liturgico Il Santo del giorno Il Vangelo di oggi Agenda dell'Arcivescovo
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1 marzo 2024

Venerdì della II settimana di Quaresima

1 Marzo 2024

UFFICIO DELLE LETTURE

UFFICIO DELLE LETTURE

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo,
come era nel principio e ora e sempre
    nei secoli dei secoli. Amen.

Lode a te, Signore, re di eterna gloria.


INNO

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino:

Tu che l’arcana voce di Dio
unico Figlio proclama,
o contemplata gloria degli angeli,
sei la salvezza e il vigore del mondo.

Cibo, bevanda, senso alla fatica
tu sei, dolcezza alla quiete, Cristo;
ogni disgusto, ogni triste livore
dall’anima disperdi.

Lieto splendore che vinci le tenebre,
dall’odioso Nemico salvaci;
sciogli l’impaccio delle colpe e guidaci
alla dimora del cielo.

Al Padre, eterno Signore dei secoli,
all’Unigenito amato, allo Spirito
dal coro dei credenti
gioiosamente si levi il cantico. Amen.

Quando l’Ufficio delle letture si dice nelle ore del giorno:

L’alta tua fantasia
ha popolato, Signore, la terra,
con ordinata sapienza chiamando
e fiere e rettili e bestie del campo.

E, quasi re, sugli animali ignari
hai posto l’uomo, tua vivente immagine,
dell’universo coscienza e voce:
e così fu compiuto il sesto giorno.

La nostra nobiltà difendi, o Dio,
salva l’uomo dal male
che contamina il cuore
e i tuoi figli avvilisce.

La grazia accordi l’animo alla lode:
ogni groviglio di contesa sciogli,
prosperi nella pace il nostro giorno,
salvaci nella gioia.

A te leviamo, Padre, la supplica
per Gesù Cristo, tuo Figlio
che nello Spirito Santo
regna con te nei secoli. Amen.

CANTICO DEI TRE GIOVANI        Cfr. Dn 3,52-56
Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, *
    degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto il tuo nome glorioso e santo, *
    degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, *
    degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, *
    degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi †
    e siedi sui cherubini *
    degno di lode e di gloria nei secoli.

Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, *
    degno di lode e di gloria nei secoli.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, *
    degno di lode e di gloria nei secoli.

Come era nel principio e ora e sempre
        nei secoli dei secoli, amen, *
    degno di lode e di gloria nei secoli.

SALMODIA
                            Salmo 37
I (2-5)

Ant. 1 Dio mio, abbi pietà di me.

Signore, non castigarmi nel tuo sdegno, *
    non punirmi nella tua ira.
Le tue frecce mi hanno trafitto, *
    su di me è scesa la tua mano.

Per il tuo sdegno non c’è in me nulla di sano, *
    nulla è intatto nelle mie ossa per i miei peccati.
Le mie iniquità hanno superato il mio capo, *
    come carico pesante mi hanno oppresso.

Gloria.

Ant. 1 Dio mio, abbi pietà di me.
   
II (6-13)

Ant. 2 Signore, davanti a te ogni mio desiderio.

Putride e fetide sono le mie piaghe *
    a causa della mia stoltezza.
Sono curvo e accasciato, *
    triste mi aggiro tutto il giorno.

I miei fianchi sono torturati, *
    in me non c’è nulla di sano.
Afflitto e sfinito all’estremo, *
    ruggisco per il fremito del mio cuore.

Signore, davanti a te ogni mio desiderio *
    e il mio gemito a te non è nascosto.

Palpita il mio cuore, †
    la forza mi abbandona, *
    si spegne la luce dei miei occhi.

Amici e compagni si scostano dalle mie piaghe, *
    i miei vicini stanno a distanza.

Tende lacci chi attenta alla mia vita, †
    trama insidie chi cerca la mia rovina. *
    e tutto il giorno medita inganni.

Gloria.

Ant. 2 Signore, davanti a te ogni mio desiderio.

III (14-23)

Ant. 3 Se ti sdegnerai contro di noi, Signore, chi verrà in nostro aiuto? * Chi avrà pietà delle nostre miserie?

Io, come un sordo, non ascolto †
    e come un muto non apro la bocca; *
    sono come un uomo che non sente e non risponde.

In te spero, Signore; *
    tu mi risponderai, Signore Dio mio.

Ho detto: «Di me non godano,
        contro di me non si vantino *
    quando il mio piede vacilla».

Poiché io sto per cadere *
    e ho sempre dinanzi la mia pena.
Ecco, confesso la mia colpa, *
    sono in ansia per il mio peccato.

I miei nemici sono vivi e forti, *
    troppi mi odiano senza motivo,
mi pagano il bene col male, *
    mi accusano perché cerco il bene.

Non abbandonarmi, Signore, *
    Dio mio, da me non stare lontano;
accorri in mio aiuto, *
    Signore, mia salvezza.

Gloria.

Ant. 3 Se ti sdegnerai contro di noi, Signore, chi verrà in nostro aiuto? * Chi avrà pietà delle nostre miserie?

Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

Tu sei benedetto, Signore.
Amen.

PRIMA LETTURA                Dt 31,1-15.23-29
Dal libro del Deuteronomio

Mosè andò e rivolse ancora queste parole a tutto Israele. Disse loro: «Io oggi ho centovent’anni; non posso più andare e venire; inoltre il Signore mi ha detto: “Tu non passerai questo Giordano”. Il Signore tuo Dio passerà davanti a te, distruggerà davanti a te quelle nazioni e tu prenderai il loro posto; quanto a Giosuè, egli passerà alla tua testa, come il Signore ha detto. Il Signore tratterà quelle nazioni come ha trattato Sicon e Og, re degli Amorrei, e come ha trattato il loro paese, che egli ha distrutto. Il Signore le metterà in vostro potere e voi le tratterete secondo tutti gli ordini che vi ho dati. Siate forti, fatevi animo, non temete e non vi spaventate di loro, perché il Signore tuo Dio cammina con te; non ti lascerà e non ti abbandonerà».
Poi Mosè chiamò Giosuè e gli disse alla presenza di tutto Israele: «Sii forte e fatti animo, perché tu entrerai con questo popolo nel paese, che il Signore ai loro padri giurò di darvi: tu gliene darai il possesso. Il Signore stesso cammina davanti a te; egli sarà con te, non ti lascerà e non ti abbandonerà; non temere e non ti perdere d’animo!».
Mosè scrisse questa legge e la diede ai sacerdoti figli di Levi, che portavano l’arca dell’alleanza del Signore e a tutti gli anziani d’Israele. Mosè diede loro quest’ordine: «Alla fine di ogni sette anni, al tempo dell’anno del condono, alla festa delle capanne, quando tutto Israele verrà a presentarsi davanti al Signore tuo Dio, nel luogo che avrà scelto, leggerai questa legge davanti a tutto Israele, agli orecchi di tutti. Radunerai il popolo, uomini, donne, bambini e il forestiero che sarà nelle tue città, perché ascoltino, imparino a temere il Signore vostro Dio e si preoccupino di mettere in pratica tutte le parole di questa legge. I loro figli, che ancora non la conoscono, la udranno e impareranno a temere il Signore vostro Dio, finché vivrete nel paese di cui voi andate a prendere possesso passando il Giordano».
Il Signore disse a Mosè: «Ecco, il giorno della tua morte è vicino; chiama Giosuè e presentatevi nella tenda del convegno, perché io gli comunichi i miei ordini». Mosè e Giosuè dunque andarono a presentarsi nella tenda del convegno. Il Signore apparve nella tenda in una colonna di nube e la colonna di nube stette all’ingresso della tenda.
Poi il Signore comunicò i suoi ordini a Giosuè, figlio di Nun, e gli disse: «Sii forte e fatti animo, poiché tu introdurrai gli Israeliti nel paese, che ho giurato di dar loro, e io sarò con te».
Quando Mosè ebbe finito di scrivere su un libro tutte le parole di questa legge, ordinò ai leviti che portavano l’arca dell’alleanza del Signore: «Prendete questo libro della legge e mettetelo a fianco dell’arca dell’alleanza del Signore vostro Dio; vi rimanga come testimonio contro di te; perché io conosco la tua ribellione e la durezza della tua cervice. Se fino ad oggi, mentre vivo ancora in mezzo a voi, siete stati ribelli contro il Signore, quanto più lo sarete dopo la mia morte!
Radunate presso di me tutti gli anziani delle vostre tribù e i vostri scribi; io farò udire loro queste parole e prenderò a testimoni contro di loro il cielo e la terra. So infatti che, dopo la mia morte, voi certo vi corromperete e vi allontanerete dalla via che vi ho detto di seguire; la sventura vi colpirà negli ultimi giorni, perché avrete fatto ciò che è male agli occhi del Signore, provocandolo a sdegno con l’opera delle vostre mani».

RESPONSORIO                   
Il Signore è al mio fianco come un prode valoroso;
per questo i miei persecutori
non potranno prevalere.
Signore, scrutami il cuore e la mente:
    a te ho affidato la mia causa.

Destati, svegliati per il mio giudizio,
Signore mio Dio:
    a te ho affidato la mia causa.

SECONDA LETTURA       
Dalle «Omelie» di san Carlo Borromeo, vescovo

Siamo entrati, carissimi, nel sacro tempo di Quaresima: è il tempo della milizia cristiana. Non è un’osservanza nostra particolare; anzi, è comune a tutti quanti convengono nell’unità della stessa fede.
Può il digiuno di Cristo non essere anche di tutti i cristiani? Possono le membra non seguire il loro capo? Se da questo capo abbiamo ricevuto il bene, possiamo ricusare di sopportare il male con lui? Vorremmo forse rifiutare ciò che è spiacevole dopo aver partecipato a ciò che è gioioso? Se fosse così, ci dimostreremmo membra indegne del capo.
Perché tu capisca l’eccellenza del digiuno, quale grande difesa sia contro il diavolo, e come dopo il battesimo non ci possiamo abbandonare alle delizie, all’ebbrezza e all’abbondanza della mensa, ma dobbiamo attendere alla pratica del digiuno, per questo il Signore ha digiunato; non perché ne avesse bisogno, ma perché voleva istruirci.
Un medico che è riuscito a guarire un malato, gli prescrive di astenersi da tutto ciò che ha provocato la malattia; allo stesso modo il Signore dopo il battesimo ci comanda il digiuno contro il vizio dell’ingordigia.
Difatti proprio l’avidità del ventre scacciò Adamo dal paradiso, meritò il diluvio al tempo di Noè, attirò i fulmini sui sodomiti.
Anche i Giudei hanno compiuto grandi mali a causa dell’ebbrezza e dei piaceri. Per questo Gesù digiunò, additandoci così la strada della salvezza. Per salvarci ha voluto non solo insegnarci a parole ciò che ci è utile, ma persuaderci coi fatti.
Allora, che cristiano sei, se ti sazi mentre Cristo rinuncia al cibo? Egli soffre la fame per la tua salvezza, e tu hai paura di digiunare per i tuoi peccati? Non c’è pericolo più accecante della dolcezza del mondo: mentre accarezza l’animo, opprime la vita e inganna la mente. Giustamente dunque il Signore nostro Gesù Cristo col digiuno e la permanenza nel deserto si oppone alle lusinghe dei piaceri. E il Signore di tutti consente a essere tentato dal diavolo, perché impariamo a vincere in lui tutte le voluttà.
Càpita spesso anche a noi quanto avveniva ai farisei, i quali guardavano le opere dei loro padri e cercavano sì di imitarli, ma senza considerare la fede del loro cuore e la loro intenzione profonda. Così facciamo anche noi. Ci sono di quelli che nei giorni stabiliti digiunano e negli altri giorni indulgono ai capricci e alla lussuria, adorando come Dio il loro ventre. Come se potessimo combattere contro le pretese della carne un’ora soltanto e non tutta la vita. Sta scritto: «È una milizia la vita dell’uomo sulla terra» (Gb 7, 1); però non per un’ora, ma fino a che l’uomo vive sulla terra. Assiduamente dobbiamo lottare con la carne, questa nemica domestica, perché la dissipazione non soffochi gli spiriti sazi. Perciò Cristo dice: «State bene attenti che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita» (Lc 21, 34). Paolo ci comanda di gettare via le opere delle tenebre, tra le quali enumera le gozzoviglie, le ubriachezze ecc. E non fissa il tempo, ma solo dice di non seguire la carne nei suoi desideri.

Non si dice la Laus angelorum magna.

Se all’Ufficio delle Letture seguono immediatamente le Lodi si omettono l’orazione seguente e l’introduzione di Lodi e si recita immediatamente il Cantico di Zaccaria.

ORAZIONE
Alla mensa della salvezza, o Padre, sazia benignamente coi sacramenti celesti la tua Chiesa, che in fedeltà trascorre questo tempo di penitenza. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito santo, per tutti i secoli dei secoli.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

LODI MATTUTINE

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LODI MATTUTINE

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo,
come era nel principio e ora e sempre
    nei secoli dei secoli. Amen.

Lode a te, Signore, re di eterna gloria.


CANTICO DI ZACCARIA
                            Cantico    Lc 1,68-79

Ant. Sii propizio al tuo popolo, Signore, * che contro te ha peccato.

Benedetto il Signore Dio d’Israele, *
    perché ha visitato e redento il suo popolo,

e ha suscitato per noi una salvezza potente *
    nella casa di Davide, suo servo,

come aveva promesso *
    per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo:

salvezza dai nostri nemici, *
    e dalle mani di quanti ci odiano.

Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri *
    e si è ricordato della sua santa alleanza,

del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, *
    di concederci, liberati dalle mani dei nemici,

di servirlo senza timore, in santità e giustizia *
    al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.

E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo *
    perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,

per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza *
    nella remissione dei suoi peccati,

grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, *
    per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge

per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *
    e nell’ombra della morte

e dirigere i nostri passi *
    sulla via della pace».

Gloria.

Ant. Sii propizio al tuo popolo, Signore, * che contro te ha peccato.

Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

PRIMA ORAZIONE
Preghiamo.    (Pausa di preghiera silenziosa)
O Dio, che tutto fai concorrere al bene di quanti ti amano, infondi nei nostri cuori l’impeto irresistibile della carità, perché nessuna tentazione perverta i desideri nati dalla tua ispirazione. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

SALMODIA
                            Cantico    Gb 37,5-11.23-24

Ant. 1
Tuona dal cielo il Signore, * l’Altissimo fa udire la sua voce.

Mirabilmente tuona Dio con la sua voce, *
opera meraviglie che non comprendiamo!

Egli infatti dice alla neve: «Cadi sulla terra» *
    alle piogge dirotte: «Siate violente».

Rinchiude ogni uomo in casa sotto sigillo, *
    perché tutti riconoscano la sua opera.
Le fiere si ritirano nei loro ripari *
e nelle loro tane si accovacciano.

Dal mezzogiorno avanza l’uragano *
e il freddo dal settentrione.
Al soffio di Dio si forma il ghiaccio *
e la distesa dell’acqua si congela.

Carica di umidità le nuvole *
e le nubi ne diffondono le folgori.

L’onnipotente noi non lo possiamo raggiungere, †
    sublime in potenza e rettitudine *
e grande per la giustizia: egli non ha da rispondere.

Perciò gli uomini lo temono: *
a lui la venerazione di tutti i saggi di mente.

Gloria.

Ant. 1 Tuona dal cielo il Signore, * l’Altissimo fa udire la sua voce.

Salmi Laudativi

Ant. 2 Il Signore ha rinforzato * le sbarre delle tue porte.
                                Sal 147
Glorifica il Signore, Gerusalemme, *
loda, Sion, il tuo Dio.
Perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte, *
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.

Egli ha messo pace nei tuoi confini *
e ti sazia con fior di frumento.
Manda sulla terra la sua parola, *
il suo messaggio corre veloce.

Fa scendere la neve come lana, *
come polvere sparge la brina.
Getta come briciole la grandine, *
di fronte al suo gelo chi resiste?

Manda una sua parola ed ecco si scioglie, *
fa soffiare il vento e scorrono le acque.
Annunzia a Giacobbe la sua parola, *
le sue leggi e i suoi decreti a Israele.

Così non ha fatto con nessun altro popolo, *
non ha manifestato ad altri i suoi precetti.

                                Sal 116
Lodate il Signore, popoli tutti, *
    voi tutte, nazioni, dategli gloria;

perché forte è il suo amore per noi *
    e la fedeltà del Signore dura in eterno.

Gloria.

Ant. 2 Il Signore ha rinforzato * le sbarre delle tue porte.

                            Salmo diretto    Sal 50
Pietà di me, o Dio,
secondo la tua misericordia; *
nel tuo grande amore cancella il mio peccato.

Lavami da tutte le mie colpe, *
mondami dal mio peccato.
Riconosco la mia colpa, *
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.

Contro di te, contro te solo ho peccato, *
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto;
perciò sei giusto quando parli, *
retto nel tuo giudizio.

Ecco, nella colpa sono stato generato, *
nel peccato mi ha concepito mia madre.
Ma tu vuoi la sincerità del cuore *
e nell’intimo m’insegni la sapienza.

Purificami con issopo e sarò mondato; *
lavami e sarò più bianco della neve.
Fammi sentire gioia e letizia, *
esulteranno le ossa che hai spezzato.

Distogli lo sguardo dai miei peccati, *
cancella tutte le mie colpe.
Crea in me, o Dio, un cuore puro, *
rinnova in me uno spirito saldo.

Non respingermi dalla tua presenza *
e non privarmi del tuo santo spirito.
Rendimi la gioia di essere salvato, *
sostieni in me un animo generoso.

Insegnerò agli erranti le tue vie *
e i peccatori a te ritorneranno.
Liberami dal sangue, Dio, Dio mia salvezza, *
la mia lingua esalterà la tua giustizia.

Signore, apri le mie labbra *
e la mia bocca proclami la tua lode;
poiché non gradisci il sacrificio *
e, se offro olocausti, non li accetti.

Uno spirito contrito *
è sacrificio a Dio,
un cuore affranto e umiliato, *
tu, o Dio, non disprezzi.

Nel tuo amore fa’ grazia a Sion, *
    rialza le mura di Gerusalemme.

Allora gradirai i sacrifici prescritti, *
l’olocausto e l’intera oblazione,
allora immoleranno vittime *
sopra il tuo altare.

Gloria.

SECONDA ORAZIONE
Conserva ancora, Signore Gesù, verso di noi la divina attitudine a perdonare: tu che hai redento l’uomo immeritevole, non permettere che il frutto della tua misericordia si perda a causa della nostra arroganza. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

INNO
Le preghiere e le lacrime,
o Signore pietoso,
a te più intense si levano
in questo tempo santo.

Tu che conosci i cuori
e deboli ci vedi,
a chi si pente e ti invoca
concedi il tuo perdono.

Grande è il nostro peccato,
ma il tuo amore è più grande:
risana le oscure ferite
a gloria del tuo nome.

Dona il volere e la forza
di castigare le membra;
così lo spirito pronto
rifuggirà dalla colpa.

O Trinità beata, unico Dio,
accogli la nostra supplica
e questi giorni austeri
rendi fecondi e lieti. Amen.

ACCLAMAZIONI A CRISTO SIGNORE
Al Figlio eterno di Dio, venuto tra noi a liberarci e a rinnovarci. professiamo la nostra fedeltà riconoscente.

Tu che ci hai salvato mediante la tua vita, Kyrie eleison.
        Kyrie eleison.

Santo, che ci hai chiamati, Kyrie eleison.
         Kyrie eleison.

Agnello senza difetti e senza macchia, Kyrie eleison.
        Kyrie eleison.

Gesù, che sei morto e sei risorto per essere il Signore dei morti e dei vivi, Kyrie eleison.
        Kyrie eleison.

Figlio di Dio, che hai imparato l’obbedienza dalle cose che hai patito, Kyrie eleison.
        Kyrie eleison.

Tu che ci ami e ci hai liberato con il tuo sangue, Kyrie eleison.
        Kyrie eleison.

Padre nostro.

CONCLUSIONE
Il Signore ci benedica e ci esaudisca.
Amen.

oppure:

La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
Amen.

Nella celebrazione pubblica presieduta dal sacerdote o dal diacono si può concludere con la benedizione, nella forma classica o nelle forme solenni previste dal Messale.

ORA MEDIA

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ORA MEDIA

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo,
come era nel principio e ora e sempre
    nei secoli dei secoli. Amen.

Lode a te, Signore, re di eterna gloria.

INNO

Terza

Tu che invocato ti effondi,
con il Padre e col Figlio unico Dio,
o Spirito, discendi
senza indugio nei cuori.

Gli affetti, i pensieri, la voce
cantino la tua lode;
la tua fiamma divampi
e gli uomini accenda d’amore.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito Santo
vive e governa nei secoli. Amen.

Sesta

O Dio glorioso, altissimo sovrano,
che i tempi diversi alternando,
orni di dolce chiarità il mattino
e l’infocato meriggio avvampi,

placa la furia delle discordie,
spegni il funesto ardore dell’odio,
dona alle membra sanità e vigore,
agli animi dona la pace.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito Santo
vive e governa nei secoli. Amen.

Nona

Perpetuo vigore degli esseri,
che eterno e immutabile stai
e la vicenda regoli del giorno
nell’inesausto gioco della luce,

la nostra sera irradia
del tuo vitale splendore;
premia la morte dei giusti
col giorno che non tramonta.

Ascoltaci, Padre pietoso,
per Gesù Cristo Signore,
che nello Spirito Santo
vive e governa nei secoli. Amen.

SALMODIA
Salmo 118,73-80 X (Iod)

Ant. 1 Dio che mi hai plasmato, * serba puro il mio cuore.

Le tue mani mi hanno fatto e plasmato; *
fammi capire e imparerò i tuoi comandi.
I tuoi fedeli al vedermi avranno gioia, *
perché ho sperato nella tua parola.

Signore, so che giusti sono i tuoi giudizi *
e con ragione mi hai umiliato.
Mi consoli la tua grazia, *
secondo la tua promessa al tuo servo.

Venga su di me la tua misericordia e avrò la vita, *
poiché la tua legge è la mia gioia.
Siano confusi i superbi che a torto mi opprimono; *
io mediterò la tua legge.

Si volgano a me i tuoi fedeli *
e quelli che conoscono i tuoi insegnamenti.
Sia il mio cuore integro nei tuoi precetti, *
perché non resti confuso.

Gloria.

Ant. 1 Dio che mi hai plasmato, * serba puro il mio cuore.

Salmo 58,2-5.10-11.17-18

Ant. 2
Abbi pietà di noi e liberaci, Signore.

Liberami dai nemici, mio Dio, *
proteggimi dagli aggressori.
Liberami da chi fa il male, *
salvami da chi sparge sangue.

Ecco, insidiano la mia vita, *
contro di me si avventano i potenti.

Signore, non c’è colpa in me, non c’è peccato; †
senza mia colpa accorrono e si appostano. *
Svègliati, vienimi incontro e guarda.

A te, mia forza, io mi rivolgo: *
sei tu, o Dio, la mia difesa.
La grazia del mio Dio mi viene in aiuto, *
    Dio mi farà sfidare i miei nemici.
   
Ma io canterò la tua potenza, †
al mattino esalterò la tua grazia
perché sei stato mia difesa, *
mio rifugio nel giorno del pericolo.

O mia forza, a te voglio cantare, †
poiché tu sei, o Dio, la mia difesa, *
         tu, o mio Dio, sei la mia misericordia.

Gloria.

Ant. 2 Abbi pietà di noi e liberaci, Signore.

Salmo 59

Ant. 3 A causa dei nostri peccati, Signore, hai scosso la tua terra, e l’hai squarciata; * risana le sue fratture, poiché sta crollando.

Dio, tu ci hai respinti, ci hai dispersi; *
ti sei sdegnato: ritorna a noi.

Hai scosso la terra, l’hai squarciata, *
risana le sue fratture, poiché sta crollando.
Hai inflitto al tuo popolo dure prove, *
ci hai fatto bere vino da vertigini.

Hai dato un segnale ai tuoi fedeli *
perché fuggissero lontano dagli archi.

Perché i tuoi amici siano liberati, *
salvaci con la destra e a noi rispondi.

Dio ha parlato nel suo tempio: †
«Esulto e divido Sichem, *
misuro la valle di Succot.

Mio è Gàlaad, mio è Manasse, †
Èfraim è la difesa del mio capo, *
Giuda lo scettro del mio comando.

Moab è il bacino per lavarmi, †
sull’Idumea getterò i miei sandali, *
sulla Filistea canterò vittoria».

Chi mi condurrà alla città fortificata, *
chi potrà guidarmi fino all’Idumea?
Non forse tu, o Dio, che ci hai respinti, *
e più non esci, o Dio, con le nostre schiere?

Nell’oppressione vieni in nostro aiuto *
perché vana è la salvezza dell’uomo.
Con Dio noi faremo prodigi: *
egli calpesterà i nostri nemici.

Gloria.

Ant. 3 A causa dei nostri peccati, Signore, hai scosso la tua terra, e l’hai squarciata; * risana le sue fratture, poiché sta crollando.

Alle altre Ore salmodia complementare.

Terza

LETTURA BREVE                1 Gv 3,18-20
Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma coi fatti e nella verità. Da questo conosceremo che siamo nati dalla verità e davanti a lui rassicureremo il nostro cuore, qualunque cosa esso ci rimproveri. Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa.

Fa’ che ritorniamo a te, Signore.
Fa’ che ritorniamo a te, Signore, * e noi ritorneremo.

Rinnova i nostri giorni come in antico.
E noi ritorneremo.
 
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Fa’ che ritorniamo a te, Signore, * e noi ritorneremo.

ORAZIONE
O Dio, che tutto fai concorrere al bene di quanti ti amano, infondi nei nostri cuori l’impeto irresistibile della carità, perché nessuna tentazione perverta i desideri nati dalla tua ispirazione. Per Cristo nostro Signore.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

Sesta

LETTURA BREVE                Gc 4,4-5
Fratelli, non sapete che amare il mondo è odiare Dio? Chi dunque vuol essere amico del mondo si rende nemico di Dio. O forse pensate che la Scrittura dichiari invano: fino alla gelosia ci ama lo Spirito che egli ha fatto abitare in noi?

Buono è il Signore con chi spera in lui.
Buono è il Signore con chi spera in lui, * con l’anima che lo cerca.

Le sue misericordie non vengono meno.
Con l’anima che lo cerca.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Buono è il Signore con chi spera in lui, * con l’anima che lo cerca.

ORAZIONE
Conserva ancora, Signore Gesù, verso di noi la divina attitudine a perdonare: tu che hai redento l’uomo immeritevole, non permettere che il frutto della tua misericordia si perda a causa della nostra arroganza. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

Nona

LETTURA BREVE                1 Pt 4,13
Fratelli, nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi, perché anche nella rivelazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare.

Il Signore è nostro re: egli ci salverà.
Il Signore è nostro re: egli ci salverà * nella sua misericordia.

Egli è legislatore e giudice.
Nella sua misericordia.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Il Signore è nostro re: egli ci salverà * nella sua misericordia.

ORAZIONE
O Dio, che tutto fai concorrere al bene di quanti ti amano, infondi nei nostri cuori l’impeto irresistibile della carità, perché nessuna tentazione perverta i desideri nati dalla tua ispirazione. Per Cristo nostro Signore.

oppure:

Conserva ancora, Signore Gesù, verso di noi la divina attitudine a perdonare: tu che hai redento l’uomo immeritevole, non permettere che il frutto della tua misericordia si perda a causa della nostra arroganza. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

CONCLUSIONE
Benediciamo il Signore.
Rendiamo grazie a Dio.

VESPRI

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VESPRI

Quello che segue è l’ufficio vespertino per la recita personale. Per i venerdì di Quaresima ambrosiani, privi della celebrazione della Messa, è raccomandata la celebrazione solenne dei Vespri con la partecipazione del popolo in forma di Liturgia Vespertina. Lo schema di tale liturgia è riportato dopo quello dei Vespri per la recita personale.

Il Signore sia con voi.
E con il tuo spirito.

oppure:

Signore ascolta la nostra preghiera.
E il nostro grido giunga fino a te.

RITO DELLA LUCE
Non si nasconde una lucerna accesa,
ma la si pone a rischiarar la casa.
Voi siete la luce del mondo
- dice il Signore -.

Così risplenda agli uomini
la vostra vita.
Voi siete la luce del mondo
- dice il Signore -.

Non si nasconde una lucerna accesa,
ma la si pone a rischiarar la casa.
Voi siete la luce del mondo
- dice il Signore -.

INNO
Cristo, che a nostra salvezza
disponi il santo digiuno,
vieni e conforta il tuo popolo
che celebra la Quaresima.

Ispira il pentimento,
poni sul labbro la supplica
che mitighi la giustizia
e muova il Padre al perdono.

La grazia tua ci liberi
dal passato colpevole
e un futuro innocente
pietosa a noi propizi.

L’annuo fervore ci doni,
purificando i cuori,
di tendere ancora una volta
alla beata Pasqua.

O Trinità, potente unico Dio,
l’universo ti adori
e, liberato dal male,
ti canti un cantico nuovo. Amen.


Seguono poi nella recitazione corale le letture, coi salmelli e le orazioni, come sono qui riportate: È cosa lodevole che questo si faccia anche nella recitazione non corale.


PRIMA LETTURA                1 Sam 2,26-35
Dal primo libro di Samuele

Il giovane Samuele andava crescendo in statura e in bontà davanti al Signore e agli uomini.
Un giorno venne un uomo di Dio da Eli e gli disse: «Così dice il Signore: Non mi sono forse rivelato alla casa di tuo padre, mentre erano in Egitto, in casa del faraone? Non l’ho scelto da tutte le tribù d’Israele come mio sacerdote, perché salga l’altare, bruci l’incenso e porti l’efod davanti a me? Alla casa di tuo padre ho anche assegnato tutti i sacrifici consumati dal fuoco, offerti dagli Israeliti. Perché dunque avete calpestato i miei sacrifici e le mie offerte che io ho ordinato per sempre e tu hai avuto maggior riguardo ai tuoi figli che a me e vi siete pasciuti in tal modo con le primizie di ogni offerta di Israele mio popolo? Ecco dunque l’oracolo del Signore, Dio d’Israele: Avevo promesso alla tua casa e alla casa di tuo padre che avrebbero sempre camminato alla mia presenza. Ma ora - oracolo del Signore - non sia mai! Perché chi mi onorerà anch’io l’onorerò, chi mi disprezzerà sarà oggetto di disprezzo. Ecco verranno giorni in cui io taglierò via il tuo braccio e il braccio della casa di tuo padre, sì che non vi sia più un anziano nella tua casa. Guarderai sempre angustiato tutto il bene che farò a Israele, mentre non si troverà mai più un anziano nella tua casa. Qualcuno dei tuoi tuttavia non lo strapperò dal mio altare, perché ti si consumino gli occhi e si strazi il tuo animo: ma chiunque sarà nato dalla tua famiglia morirà per la spada degli uomini. Sarà per te un segno quello che avverrà ai tuoi due figli, a Ofni e Fìncas: nello stesso giorno moriranno tutti e due. Dopo, farò sorgere al mio servizio un sacerdote fedele che agirà secondo il mio cuore e il mio desiderio. Io gli darò una casa stabile e camminerà alla mia presenza, come mio consacrato per sempre».

SALMELLO
Guarda, rispondimi, Signore mio Dio.
Fino a quando continuerai a dimenticarmi,
fino a quando mi nasconderai il tuo volto?

Orazione
Dio, che ci salvi solo perché sei pietoso, fa’ che sperimentiamo sempre la tua misericordia, così da evitare la severità di quel giudizio, che nessuno può affrontare sereno e sicuro se la tua grazia non lo conforta. Per Cristo nostro Signore.

SECONDA LETTURA            Lv 25,1;26,3-13
Dal libro del Levitico

Il Signore disse ancora a Mosè sul monte Sinai: «Se seguirete le mie leggi, se osserverete i miei comandi e li metterete in pratica, io vi darò le piogge alla loro stagione, la terra darà prodotti e gli alberi della campagna daranno frutti. La trebbiatura durerà per voi fino alla vendemmia e la vendemmia durerà fino alla semina; avrete cibo a sazietà e abiterete tranquilli il vostro paese.
Io stabilirò la pace nel paese; nessuno vi incuterà terrore; vi coricherete e farò sparire dal paese le bestie nocive e la spada non passerà per il vostro paese. Voi inseguirete i vostri nemici ed essi cadranno dinanzi a voi colpiti di spada. Cinque di voi ne inseguiranno cento, cento di voi ne inseguiranno diecimila e i vostri nemici cadranno dinanzi a voi colpiti di spada.
Io mi volgerò a voi, vi renderò fecondi e vi moltiplicherò e confermerò la mia alleanza con voi. Voi mangerete del vecchio raccolto, serbato a lungo, e dovrete metter via il raccolto vecchio per far posto al nuovo.
Stabilirò la mia dimora in mezzo a voi e io non vi respingerò. Camminerò in mezzo a voi, sarò vostro Dio e voi sarete il mio popolo. Io sono il Signore vostro Dio, che vi ho fatto uscire dal paese d’Egitto; ho spezzato il vostro giogo e vi ho fatto camminare a testa alta».

SALMELLO
Temete il Signore, suoi santi,
nulla manca a coloro che lo temono.

Benedirò il mio Signore in ogni tempo,
nella mia bocca sempre la sua lode.

Orazione
Concedi, Padre, alla Chiesa perfetta fedeltà dell’animo alla tua legge, perché possa sempre più impreziosirsi della divina ricchezza della grazia. Per Cristo nostro Signore.


SALMODIA
Salmo 114

Ant. 1 Oppressi dalla tristezza e dall’angoscia ti invochiamo ogni giorno, Signore: * abbi pietà di noi.

Amo il Signore perché ascolta *
il grido della mia preghiera.
Verso di me ha teso l’orecchio *
    nel giorno in cui lo invocavo.

Mi stringevano funi di morte, *
    ero preso nei lacci degli inferi.

Mi opprimevano tristezza e angoscia †
    e ho invocato il nome del Signore: *
    «Ti prego, Signore, salvami».

Buono e giusto è il Signore, *
    il nostro Dio è misericordioso.
Il Signore protegge gli umili: *
    ero misero ed egli mi ha salvato.

Ritorna, anima mia, alla tua pace, *
    poiché il Signore ti ha beneficato;

egli mi ha sottratto dalla morte, †
    ha liberato i miei occhi dalle lacrime, *
    ha preservato i miei piedi dalla caduta.

Camminerò alla presenza del Signore *
    sulla terra dei viventi.

Gloria.

Ant. 1 Oppressi dalla tristezza e dall’angoscia ti invochiamo ogni giorno, Signore: * abbi pietà di noi.

Salmo 120

Ant. 2 La tua destra, Signore, ci venga in aiuto.

Alzo gli occhi verso i monti: *
da dove mi verrà l’aiuto?
Il mio aiuto viene dal Signore, *
    che ha fatto cielo e terra.

Non lascerà vacillare il tuo piede, *
non si addormenterà il tuo custode.
Non si addormenta, non prende sonno, *
il custode d’Israele.

Il Signore è il tuo custode, †
il Signore è come ombra che ti copre, *
e sta alla tua destra.

Di giorno non ti colpirà il sole, *
né la luna di notte.
Il Signore ti proteggerà da ogni male, *
    egli proteggerà la tua vita.

Il Signore veglierà su di te,
        quando esci e quando entri, *
    da ora e per sempre.

Gloria.

Ant. 2 La tua destra, Signore, ci venga in aiuto.

ORAZIONE
Conserva ancora, Signore Gesù, verso di noi la divina attitudine a perdonare: tu che hai redento l’uomo immeritevole non permettere che il frutto della tua misericordia si perda a causa della nostra arroganza.  Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Non si dice né il Cantico della beata Vergine né la seconda orazione.

COMMEMORAZIONE DEL BATTESIMO
Chiesa, città beata,
dimora dello Spirito!
L’ha edificata il Padre
su Cristo, pietra angolare.

Di questo tempio noi siamo
le pietre scelte e vive.
L’ha edificata il Padre
su Cristo, pietra angolare.

Orazione
Dio di mirabile amore, che sapientemente ci hai tratti dal fonte battesimale come pietre lucenti per edificare la città eterna, concedi volontà ferma e fede operosa, perché possiamo sempre riconoscere l’unico nostro fondamento in Cristo, Signore e Maestro, che vive e regna nei secoli dei secoli.

INTERCESSIONI
Rendiamo grazie al Signore, che morendo in croce ci ha ridato la vita. A lui si rivolga umilmente la nostra orazione:
Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di noi.

Tu che sei salito a Gerusalemme per affrontare la passione ed entrare così nella gloria,
-    guida la tua Chiesa alla Pasqua eterna.

Tu che restituisci alla Chiesa l’uomo peccatore, rinnovandolo nella santità,
-    riapri ai penitenti le porte del tuo convito.

Tu che hai fatto della croce l’albero della vita,
-    concedi a chi è rinato nel battesimo di assaporare i suoi frutti salutari.

Tu che, misericordioso, hai risanato molti dai loro mali,
-    da’ sollievo agli infermi che soffrono.

Sacerdote eterno, che ti sei offerto al Padre come vittima pura, santa, immacolata, per tutti gli uomini:
-    accogli nel tuo regno i sacerdoti defunti.

Preghiamo con le parole che Gesù ha insegnato agli apostoli:
Padre nostro.

CONCLUSIONE
Il Signore ci benedica e ci custodisca.
Amen.

oppure:

La santa Trinità ci salvi e ci benedica.
Amen.

Nella celebrazione pubblica presieduta dal sacerdote o dal diacono si può concludere con la benedizione, nella forma classica o nelle forme solenni previste dal Messale.


_____________
VESPRI (con il popolo)
 
Nei Venerdì di Quaresima non si celebra la santa messa. È invece raccomandata la celebrazione solenne dei Vespri con il popolo.
Tale celebrazione assume una struttura di tipo vigiliare, eco degli antichi usi della Chiesa di Gerusalemme, che nella sera di questo giorno aliturgico vegliava in attesa della celebrazione eucaristica allo spuntare del Sabato.
Pertanto, quando i Vespri del Venerdì sono celebrati in forma solenne col popolo, dopo i riti lucernari si proclamano, con i rispettivi salmelli e le orazioni, le letture vigiliari. Seguono i Salmi con le rispettive antifone e l’orazione.
Omessa infine la commemorazione battesimale, la celebrazione trova conclusione nelle Acclamazioni a Cristo, seguite dal Padre Nostro e dalla benedizione.
 
Il sacerdote (o il diacono) esce dalla sacrestia e si reca in processione all’altare, preceduto dai ministri che portano il turibolo non fumigante e la navicella (se è prevista l’incensazione) e una lampada accesa tra due candelieri spenti. Giunti davanti all’altare, il sacerdote introduce i Vespri con il saluto, mentre tutta l’assemblea è in piedi.
 
 
SALUTO
Il Signore sia con voi.
R E con il tuo spirito.
 
RITO DELLA LUCE
Cfr. Sal 140 (141), 1-4
Come nube d’incenso,
la mia preghiera, Signore, s’innalzi.
Guarda le mani a te levate, o Dio,
sacrificio di lode nella sera.
V I A te grido, soccorri,
 ascolta questa voce che ti implora.
Guarda le mani a te levate, o Dio,
sacrificio di lode nella sera.
V II Poni la tua custodia alle mie labbra,
non ceda il cuore al fascino del male.
Guarda le mani a te levate, o Dio,
sacrificio di lode nella sera.
Come nube d’incenso,
la mia preghiera, Signore, s’innalzi.
Guarda le mani a te levate, o Dio,
sacrificio di lode nella sera.
 
Mentre si canta il Lucernario, i ministri presentano i due candelieri spenti al sacerdote (o al diacono). Questi, tracciato un segno di croce sulla lampada accesa, attinge alla fiamma e accende i candelieri. Alcuni ministri dispongono i candelieri vicino o sopra l’altare. Intanto, si accendono gli altri ceri e le lampade della chiesa.
Dopo l’accensione dei candelieri, il sacerdote (o il diacono), secondo l’opportunità, infonde l’incenso, sale all’altare e lo bacia. Ricevuto il turibolo, incensa l’altare. Al termine dell’incensazione raggiunge la sede.
 
INNO
Cristo, che a nostra salvezza
disponi il santo digiuno,
vieni e conforta il tuo popolo
che celebra la Quaresima.
 
Ispira il pentimento,
poni sul labbro la supplica
che mitighi la giustizia
e muova il Padre al perdono.
 
La grazia tua ci liberi
dal passato colpevole
e un futuro innocente
pietosa a noi propizi.
 
L’annuo fervore ci doni,
purificando i cuori,
di tendere ancora una volta
alla beata Pasqua.
 
O Trinità, potente unico Dio,
l’universo ti adori
e, liberato dal male,
ti canti un cantico nuovo. Amen.
 
oppure
Iesu quadragenáriae
dicátor abstinéntiae,
qui ob salútem méntium
praecéperas ieiúnium,
 
adésto nunc Ecclésiae,
adésto paeniténtiae,
qua supplicámur cérnui
peccáta nostra dílui.
 
Tu, retroácta crímina
tua remítte grátia,
et a futúris ádhibe
custódiam, mitíssime,
 
ut, expiáti ánnuis
compunctiónis áctibus,
tendámus ad paschália
digne colénda gáudia.
 
Te rerum univérsitas,
clemens, adóret, Trínitas,
et nos novi per véniam
novum canámus cánticum. Amen.
 
 
RESPONSORIO
R Ascolta, ti preghiamo, le voci dei tuoi servi,
non ricordare il nostro peccato.
V Noi siamo i servi di Dio, tuo padre;
cancella le nostre iniquità,
non ricordare il nostro peccato.
 
I LETTURA
La festa di Pasqua e la settimana degli Azzimi.
 
Lettura del libro del Deuteronomio
16, 1-4
In quei giorni. Mosè disse: «Osserva il mese di Abìb e celebra la Pasqua in onore del Signore, tuo Dio, perché nel mese di Abìb il Signore, tuo Dio, ti ha fatto uscire dall’Egitto, durante la notte. Immolerai la Pasqua al Signore, tuo Dio: un sacrificio di bestiame grosso e minuto, nel luogo che il Signore avrà scelto per stabilirvi il suo nome. Con la vittima non mangerai pane lievitato; con essa per sette giorni mangerai gli azzimi, pane di afflizione, perché sei uscito in fretta dalla terra d’Egitto. In questo modo ti ricorderai, per tutto il tempo della tua vita, del giorno in cui sei uscito dalla terra d’Egitto. Non si veda lievito presso di te, entro tutti i tuoi confini, per sette giorni, né resti nulla fino al mattino della carne che avrai immolato la sera del primo giorno».    PdD
 
SALMELLO
Cfr. Sal 77 (78), 3-4. 4d. 12a. 13-14
Ciò che abbiamo udito e conosciuto e i nostri padri
ci hanno raccontato, non lo terremo nascosto ai loro figli;
diremo alla generazione futura le lodi del Signore,
la sua potenza e
le meraviglie ch’egli ha compiuto
davanti ai loro padri.
V Fece prodigi nel paese d’Egitto.
Divise il mare e li fece passare
e fermò le acque come un argine.
Li guidò con una nube di giorno
e tutta la notte con un bagliore di fuoco: queste
le meraviglie ch’egli ha compiuto
davanti ai loro padri.
 
ORAZIONE
Assistici, o Dio, con l’aiuto della tua grazia; fa’ che, affamàti la giustizia e digiuni di colpe, tutti insieme corriamo alla gioia pasquale. Per Cristo nostro Signore.
 
II LETTURA
La celebrazione pasquale di Giosia.
 
Lettura del secondo libro delle Cronache
35, 1-7. 10-18
In quei giorni. Giosia celebrò a Gerusalemme la Pasqua in onore del Signore. La Pasqua fu immolata il quattordici del primo mese. Egli ristabilì i sacerdoti nei loro uffici e li incoraggiò al servizio del tempio del Signore. Egli disse ai leviti che ammaestravano tutto Israele e che si erano consacrati al Signore: «Collocate l’arca santa nel tempio costruito da Salomone, figlio di Davide, re d’Israele; essa non costituirà più un peso per le vostre spalle. Ora servite il Signore, vostro Dio, e il suo popolo Israele. Disponetevi, secondo il vostro casato, secondo le vostre classi, in base alla prescrizione di Davide, re d’Israele, e alla prescrizione di Salomone, suo figlio. State nel santuario a disposizione dei casati dei vostri fratelli, dei figli del popolo; per i leviti ci sarà una parte in ogni casato. Immolate la Pasqua, santificatevi e mettetevi a disposizione dei vostri fratelli, secondo la parola del Signore comunicata per mezzo di Mosè».
Giosia diede ai figli del popolo, a quanti erano lì presenti, del bestiame minuto, cioè trentamila agnelli e capretti, come vittime pasquali, e in più tremila giovenchi. Ciò proveniva dai beni del re.
Così tutto fu pronto per il servizio; i sacerdoti si misero al loro posto, così anche i leviti secondo le loro classi, conformemente al comando del re. Immolarono la Pasqua: i sacerdoti spargevano il sangue, mentre i leviti scorticavano. Misero da parte l’olocausto da distribuire ai figli del popolo, secondo le divisioni per casato, perché lo presentassero al Signore, come sta scritto nel libro di Mosè. Lo stesso fecero per i giovenchi. Secondo la regola arrostirono la Pasqua sul fuoco; le parti consacrate le cossero in pentole, in caldaie e in tegami e le distribuirono sollecitamente a tutto il popolo. Dopo, prepararono la Pasqua per se stessi e per i sacerdoti, poiché i sacerdoti, figli di Aronne, furono occupati fino a notte nell’offrire gli olocausti e le parti grasse; per questo i leviti la prepararono per se stessi e per i sacerdoti, figli di Aronne. I cantori, figli di Asaf, occupavano il loro posto, secondo le prescrizioni di Davide, di Asaf, di Eman e di Iedutùn, veggente del re; i portieri erano alle varie porte. Costoro non dovettero allontanarsi dal loro posto, perché i leviti loro fratelli prepararono per loro.
Così in quel giorno fu disposto tutto il servizio del Signore per celebrare la Pasqua e per offrire gli olocausti sull’altare del Signore, secondo l’ordine del re Giosia. Gli Israeliti presenti celebrarono allora la Pasqua e la festa degli Azzimi per sette giorni. Dal tempo del profeta Samuele non era stata celebrata una Pasqua simile in Israele; nessuno dei re d’Israele aveva celebrato una Pasqua come questa, celebrata da Giosia insieme con i sacerdoti, i leviti, tutti quelli di Giuda e d’Israele presenti e gli abitanti di Gerusalemme.    PdD
 
SALMELLO
Cfr. Sal 80 (81), 4-6b. 9a. 7-8c. 10
Suonate la tromba nel plenilunio, nostro giorno di festa.
Questa è una legge per Israele,
un decreto del Dio di Giacobbe.
Lo ha dato come testimonianza a Giuseppe
quando usciva
dal paese d’Egitto.
V Ascolta, popolo mio, ti voglio ammonire.
Ho liberato dal peso la tua spalla,
le tue mani hanno deposto la cesta.
Hai gridato a me nell’angoscia e io ti ho liberato,
avvolto nella nube ti ho dato risposta.
Non ci sia in mezzo a te un altro dio
e non prostrarti a un dio straniero.
Io sono il Signore tuo Dio, che ti ho fatto uscire
dal paese d’Egitto.
 
ORAZIONE
Sazia, o Dio pietoso, la fame di verità della tua famiglia, che ascolta con assiduità l’annunzio della salvezza, e disponila a celebrare con amore fedele il mistero pasquale. Per Cristo nostro Signore.
 
III LETTURA
Il sacrificio di riparazione.
 
Lettura del libro del Levitico
6, 17; 7, 1-6
In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè e disse: «Questa è la legge del sacrificio di riparazione. È cosa santissima. Nel luogo dove si scanna l’olocausto, si scannerà la vittima di riparazione; se ne spargerà il sangue attorno all’altare e se ne offrirà tutto il grasso: la coda, il grasso che copre le viscere, i due reni con il loro grasso e il grasso attorno ai lombi e al lobo del fegato, che distaccherà insieme ai reni. Il sacerdote farà bruciare tutto questo sull’altare come sacrificio consumato dal fuoco in onore del Signore. Questo è un sacrificio di riparazione. Ogni maschio tra i sacerdoti ne potrà mangiare; lo si mangerà in luogo santo. È cosa santissima».    PdD
 
SALMELLO
Cfr. Eb 9, 11a. 12b. 15
Cristo, venuto come sommo sacerdote di beni futuri,
non con sangue di capri e di vitelli,
ma con il proprio sangue
entrò una volta per sempre nel santuario, perché
coloro che sono stati chiamati
ricevano una redenzione eterna.
V Per questo egli è mediatore della Nuova Alleanza,
perché, essendo ormai intervenuta la sua morte
per la redenzione delle colpe
commesse sotto la prima Alleanza,
coloro che sono stati chiamati
ricevano una redenzione eterna.
 
ORAZIONE
Esaudisci, o Padre, la nostra supplica: donaci largamente i frutti della tua redenzione e guidaci alla gloria senza fine, per i meriti del Signore Gesù, nostro mediatore, che vive e regna nei secoli dei secoli.
 
IV LETTURA
Come agnello mansueto portato al macello.
 
Lettura del profeta Geremia
11, 18-20
Il Signore me lo ha manifestato e io l’ho saputo; mi ha fatto vedere i loro intrighi. E io, come un agnello mansueto che viene portato al macello, non sapevo che tramavano contro di me, e dicevano: «Abbattiamo l’albero nel suo pieno vigore, strappiamolo dalla terra dei viventi; nessuno ricordi più il suo nome». / Signore degli eserciti, giusto giudice, / che provi il cuore e la mente, / possa io vedere la tua vendetta su di loro, / poiché a te ho affidato la mia causa.    PdD
 
SALMELLO
Cfr. Sal 21 (22), 7-9. 20. 21a. 22a. 23. 29
Io sono verme, non uomo,
infamia degli uomini, rifiuto del mio popolo.
Mi scherniscono quelli che mi vedono,
storcono le labbra, scuotono il capo:
«Si è affidato al Signore, lui lo scampi;
lo liberi se è suo amico».
Ma il regno è del Signore,
egli domina su tutte le nazioni.
V Signore, non stare lontano,
mia forza accorri in mio aiuto.
Scampami dalla spada, salvami dalla bocca del leone.
Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli,
ti loderò in mezzo all’assemblea.
Ma il regno è del Signore,
egli domina su tutte le nazioni.
 
ORAZIONE
Il sangue prezioso del tuo Figlio unigenito ha reso sacro, o Dio, l’emblema della croce e ne ha fatto un simbolo di salvezza; a quanti si gloriano di seguire questo santo vessillo concedi sempre la tua protezione. Per Cristo nostro Signore.
 
Terminate le letture vigiliari, con i rispettivi Salmelli e le Orazioni, e prima dell’avvio della salmodia, è opportuno rivolgere al popolo un’esortazione, che ne sostenga il cammino di preparazione alla celebrazione della Pasqua.
 
SALMODIA
(versione CEI 2008)
 
Sal 114 (115)
Rendimento di grazie
Dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni (At 14, 22)
 
Ant. 1 Oppressi dalla tristezza e dall’angoscia ti invochiamo ogni giorno, Signore: * abbi pietà di noi.
 
Amo il Signore, perché ascolta *
il grido della mia preghiera.
Verso di me ha teso l’orecchio *
nel giorno in cui lo invocavo.
 
Mi stringevano funi di morte, †
ero preso nei lacci degli inferi, *
ero preso da tristezza e angoscia.
 
Allora ho invocato il nome del Signore: *
«Ti prego, liberami, Signore».
 
Pietoso e giusto è il Signore, *
il nostro Dio è misericordioso.
Il Signore protegge i piccoli: *
ero misero ed egli mi ha salvato.
 
Ritorna, anima mia, al tuo riposo, *
perché il Signore ti ha beneficato.
 
Sì, hai liberato la mia vita dalla morte, †
i miei occhi dalle lacrime, *
i miei piedi dalla caduta.
 
Io camminerò alla presenza del Signore *
nella terra dei viventi.
 
Gloria.
 
Ant. 1 Oppressi dalla tristezza e dall’angoscia ti invochiamo ogni giorno, Signore: * abbi pietà di noi.
 
 
Sal 120 (121)
Il custode di Israele
Non avranno più fame né avranno più sete, non li colpirà il sole, né arsura alcuna (Ap 7, 16)
 
Ant. 2 La tua destra, Signore, ci venga in aiuto.
 
Alzo gli occhi verso i monti: *
da dove mi verrà l’aiuto?
Il mio aiuto viene dal Signore: *
egli ha fatto cielo e terra.
 
Non lascerà vacillare il tuo piede, *
non si addormenterà il tuo custode.
Non si addormenterà, non prenderà sonno *
il custode d’Israele.
 
Il Signore è il tuo custode, †
il Signore è la tua ombra *
e sta alla tua destra.
 
Di giorno non ti colpirà il sole, *
né la luna di notte.
Il Signore ti custodirà da ogni male: *
egli custodirà la tua vita.
 
Il Signore ti custodirà quando esci e quando entri, *
da ora e per sempre.
 
Gloria.
 
Ant. 2 La tua destra, Signore, ci venga in aiuto.
 
 
ORAZIONE
Conserva ancora, Signore Gesù, verso di noi la divina attitudine a perdonare: tu che hai redento l’uomo immeritevole non permettere che il frutto della tua misericordia si perda a causa della nostra arroganza. Tu che sei Dio, e vivi e regni con il Padre, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
 
 
ACCLAMAZIONI A CRISTO SIGNORE
Eleviamo la nostra invocazione a Cristo, che è venuto non per essere servito, ma per servire e dare la sua vita per la redenzione di tutti:
 
Figlio di Dio, che ci hai riconciliati col Padre per mezzo della Tua morte, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
 
Sacerdote sommo, che offri a Dio il sacrificio della salvezza, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
 
Agnello senza difetti e senza macchia, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
 
Vittima immacolata, che hai versato il Tuo sangue sull’altare della Croce, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
 
Unigenito del Padre, che raduni nella Nuova Alleanza i dispersi figli di Dio, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
 
Tu che confermi a nostro favore l’Alleanza eterna, Kyrie, eleison.
Kyrie, eleison.
 
Padre nostro.
 
CONCLUSIONE
Il Signore sia con voi.
R E con il tuo spirito. Kyrie, eleison. Kyrie, eleison. Kyrie, eleison.
 
Vi benedica Dio onnipotente Padre e Figlio e Spirito Santo.
R Amen.
 
Andiamo in pace.
R Nel nome di Cristo.
 
In conformità alle consuetudini locali, la conclusione può assumere la forma solenne di benedizione con la reliquia della Santa Croce.

COMPIETA

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COMPIETA

Convertici, Dio, nostra salvezza.
E placa il tuo sdegno verso di noi.
O Dio, vieni a salvarmi.
Signore vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo,
come era nel principio e ora e sempre
    nei secoli dei secoli. Amen.

Lode a te, Signore, re di eterna gloria.

INNO
Divina luce, Cristo,
stella che splendi sulla nostra sera,
ai servi che ti invocano
dona l’eterna vita.

Noi ti preghiamo e al sonno
ci abbandoniamo sereni:
se tu pietoso vigili,
senza affanno è il riposo.

Torbido sogno non ci inquieta
né ci inganna il Nemico,
se tu nella notte difendi
i cuori incontaminati.

Guardaci dal tuo trono,
sventa ogni perfida insidia,
proteggi i poveri che hai redento
a prezzo del tuo sangue.

A tua immagine ci hai creati
nel corpo e nello spirito:
nella tenebra orrenda
veglia sull’opera tua.

Al Padre eleviamo la lode,
all’unico suo Figlio,
allo Spirito Santo,
ora e per sempre. Amen.

SALMODIA
Salmo 87

Ant. Tutto il giorno a te grido, Signore.

Signore, Dio della mia salvezza, *
    davanti a te grido giorno e notte.
Giunga fino a te la mia preghiera, *
    tendi l’orecchio al mio lamento.

Io sono colmo di sventure, *
    la mia vita è vicina alla tomba.
Sono annoverato tra quelli che scendono nella fossa, *
    sono come un uomo ormai privo di forza.

È tra i morti il mio giaciglio, *
    sono come gli uccisi stesi nel sepolcro,
dei quali tu non conservi il ricordo *
    e che la tua mano ha abbandonato.

Mi hai gettato nella fossa profonda, *
    nelle tenebre e nell’ombra di morte.
Pesa su di me il tuo sdegno *
    e con tutti i tuoi flutti mi sommergi.

Hai allontanato da me i miei compagni, *
    mi hai reso per loro un orrore.
Sono prigioniero senza scampo; *
    si consumano i miei occhi nel patire.

Tutto il giorno ti chiamo, Signore, *
    verso di te protendo le mie mani.
Compi forse prodigi per i morti? *
    O sorgono le ombre a darti lode?

Si celebra forse la tua bontà nel sepolcro, *
    la tua fedeltà negli inferi?
Nelle tenebre si conoscono forse i tuoi prodigi, *
    la tua giustizia nel paese dell’oblio?

Ma io a te, Signore, grido aiuto, *
    e al mattino giunge a te la mia preghiera.
Perché, Signore, mi respingi, *
    perché mi nascondi il tuo volto?

Sono infelice e morente dall’infanzia, *
    sono sfinito, oppresso dai tuoi terrori.
Sopra di me è passata la tua ira, *
    i tuoi spaventi mi hanno annientato,

mi circondano come acqua tutto il giorno, *
    tutti insieme mi avvolgono.
Hai allontanato da me amici e conoscenti, *
    mi sono compagne solo le tenebre.

Gloria.

Ant. Tutto il giorno a te grido, Signore.

LETTURA BREVE                Ger 14,9
Tu sei in mezzo a noi, Signore, e noi siamo chiamati con il tuo nome: non abbandonarci, Signore Dio nostro.

Pietà di me, o Dio.
    Pietà di me, o Dio, * in te mi rifugio.

Mi riparo all’ombra delle tue ali.
    In te mi rifugio.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
    Pietà di me, o Dio, * in te mi rifugio.

CANTICO DI SIMEONE           
                            Cantico    Lc 2,29-32

Ant.
A Simeone era stato preannunziato dallo Spirito Santo * che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore.

Ora lascia, o Signore, che il tuo servo *
    vada in pace secondo la tua parola;

perché i miei occhi han visto la tua salvezza, *
    preparata da te davanti a tutti i popoli,

luce per illuminare le genti *
    e gloria del tuo popolo Israele.

Gloria.

Ant. A Simeone era stato preannunziato dallo Spirito Santo * che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore.

ORAZIONE
Donaci, o Padre, di essere uniti nella fede alla morte e alla sepoltura del Figlio tuo, per risorgere alla vita nuova con lui, che vive e regna nei secoli dei secoli.
 
ANTIFONA ALLA B.V. MARIA
Salve, regina, madre di misericordia,
vita, dolcezza e speranza nostra, salve.
A te ricorriamo, esuli figli di Eva;
a te sospiriamo, gementi e piangenti
in questa valle di lacrime.
Orsù dunque, avvocata nostra,
rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi.
E mostraci, dopo questo esilio, Gesù,
il frutto benedetto del tuo seno.
O clemente, o pia, o dolce vergine Maria.

Prima della conclusione si può lodevolmente inserire un breve esame di coscienza.

CONCLUSIONE
Dormiamo in pace.
Vigiliamo in Cristo.