Dal 26 settembre, negli spazi formativi della Scuola Beato Angelico a Milano (viale San Gimignano, 19) è in corso un percorso espositivo delle opere dell’artista Ferdinando Greco, a cura di Alberto Maria Osenga e Celina Duca, dal titolo: «Disperanza».
L’artista vive e lavora a Saronno. Partecipa a mostre come Cara morte 1978, Immagini di culto (Museo di Valencia) 1998, Nel profondo (Museo Ludwig di Koblenz e Museum der Stadt di Ratingen), ma anche a Pavia, Losanna ed Esslingen. In questa stagione nella quale è tornata con prepotenza la barbarie, l’arte è chiamata a una presa di posizione profetica e materiale. Le opere di Ferdinando non temono l’Apocalisse, anzi sembrano affrontarla quasi come un’opportunità.
In un mondo inghiottito dal “tran tran della paura”, quale spazio per la fede? Tutto sembra congiurare contro l’uomo, ma le narrazioni di Ferdinando emergono come una potente supplica.
Come momento di approfondimento, giovedì, 9 ottobre, ore 18.30, si terrà l’incontro «Ricezione e restituzione».
Quattro interventi rielaborano, a partire dalla loro esperienza, l’attualità della testimonianza artistica di Ferdinando Greco, alla luce della sua significanza per la fede di oggi:
«Martirio vulcanico e suo squadernarsi sul mondo», di Fr. Alberto Maria Osenga osb
«Sangue orante», di suor Celina Duca, Famiglia Beato Angelico
«Spegnersi del mondo e salto nel vuoto», di Silvano Petrosino, filosofo
«Calpestato paesaggio umano e guizzo di Maria», di mons. Luca Bressan, Vicario episcopale per la Cultura Arcidiocesi di Milano e presidente Fondazione Beato Angelico












