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Redazione Diocesi

Origini e dottrina
La documentazione sulle origini dello zoroastrismo, che prende il nome dal suo fondatore, o riformatore, o profeta Zarathustra, è assai scarsa. Il testo sacro di questa religione, l’Avest a, noto anche come Zend Avesta – a causa della presenza, in alcuni manoscritti, di una traduzione interlineare in pahlavî chiamata Zend, che vuol dire "interpretazione" –, tramandato per secoli per via orale, fu messo per iscritto (in 21 libri) solo in epoca sasanide, a partire dal III secolo d.C. (forse nel V-VI secolo).

I tre quarti circa del libro sono andati perduti e la parte rimasta è adespota , eccenzion fatta per le Gâthâ, una serie di diciassette inni religiosi che la tradizione vuole composti da Zarathustra in persona. Secondo la tradizione, Zarathustra era zaotar ( sanscrito: hotar ), sacerdote cantore, e le sue Gâthâ si inseriscono nella tradizione indoeuropea di poesia sacra.

Egli è come ossessionato dal castigo dei malvagi e dalla ricompensa dei virtuosi; è impaziente di fronte all’impunità dei malvagi e vorrebbe che il giusto trionfasse sul malvagio qui e subito; la rivelazione che egli riceve da Ahura Mazda s’innesta sulle concezioni cosmologiche iraniche preesistenti, che comportavano l’idea di una creazione in sette stadi: il cielo, l’acqua, la terra, la pianta originaria, il toro, il primo uomo e il fuoco.

Nella rivelazione annunciata da Zarathustra, Ahura Mazda è il Dio supremo , buono e santo, che ha creato il mondo con il pensiero. Egli è accompagnato da sette esseri (Amesha Spenta, i "santi immortali" responsabili delle sette creazioni dell’antica cosmogonia, ciascuno di essi essendo un aspetto di Dio). Allo spirito del bene (Spenta Mainyu ) si contrappone lo spirito del male o spirito distruttore, Angra Mainyu: essi sono come due gemelli sempre in lotta tra di loro (la lotta tra il bene e il male).

In origine, quindi (secondo Eliade), la religione di Zarathustra non è dualista, perché l’opposizione avviene a livello degli spiriti emanati dal Dio supremo. Come il Bene origina le figure divine benefiche (Ahura), così il male genera gli dei malefici e ostili (Daeva). D’altra parte, l’unità tra Ahura Mazda e Spenta Mainyu può far apparire l’opposizione come un dualismo. Nella religione di Zarathustra non c’è determinismo (anche l’uomo è libero di scegliere): per questo, pur essendo emanato da Dio, Angra Mainyu poté scegliere il male.

Il problema di fondo è quello dell’esistenza del male, condizione preliminare all’affermazione del libero arbitrio dell’uomo. La separazione primordiale tra il Bene e il Male sembra essere, secondo Zarathustra, il frutto di una scelta, introdotta da Ahura Mazda e ripetuta dagli Spiriti Gemelli, che hanno scelto rispettivamente Asha (la Giustizia) e Drug (l’Inganno).
Zarathustra riprende la tradizione indo-iranica del viaggio dei morti e insiste sull’importanza del giudizio: ogni individuo deve subire un giudizio post-mortem. Se il giudizio sarà positivo, la sua anima attraverserà il ponte Cinvat e sarà ammessa in paradiso ("Casa del Canto"); in caso contrario, il ponte si stringerà fino a farla precipitare nell’inferno ("Casa del Male"), dove resterà per sempre. Zarathustra non dubita che il Bene vincerà sul Male e attende una trasfigurazione finale del mondo che sarà opera di Saoshyant, il Salvatore del Mondo, che verrà nella gloria per l’ultimo giudizio, dopo la resurrezione dei morti; i corpi dei giusti si riuniranno alle anime e diventeranno immortali; i malvagi verranno distrutti e gli inferni purificati.

Pratiche religiose
Uno zoroastriano deve pregare cinque volte al giorno (dall’alba a mezzanotte) alla presenza del fuoco carico di tutto il suo simbolismo cosmico ed emblema, per il fedele, della virtù. La preghiera è preceduta da abluzioni rituali. Centro del culto è sia il fuoco domestico, custodito in un apposito braciere, sia quello dei templi, che, secondo una pratica affermatasi a partire dal IV secolo a.C., è mantenuto sempre acceso.

Maschi e femmine ricevono la medesima iniziazione religiosa (fra i 7 e 9 anni presso i Parsi, fra i 12 e i 15 anni presso gli iraniani): in tale occasione viene indossata una camicia sacra (sedra), sulla quale si annoda il cordone (kusti) sacro, che deve girare tre volte attorno alla vita. Nascita e matrimonio non comportano cerimonie particolarmente interessanti, mentre le cerimonie funebri sono molto importanti e intendono isolare l’impurità del cadavere e dare un aiuto all’anima. Dopo la morte il corpo, avvolto in un sudario di cotone, viene trasportato con un catafalco di ferro (dopo le preghiere rituali dei sacerdoti) e posto su una torre di pietra dove la carne si decompone rapidamente e viene divorata dagli avvoltoi, mentre le ossa si sbiancano al sole e al vento.

I partecipanti al funerale eseguono alla fine abluzioni purificatrici. Oggi alcuni ricorrono alla cremazione elettrica o all’inumazione (in tal caso la bara è posta nel cemento per proteggere la purezza della terra). Le preghiere dei sacerdoti servono per aiutare l’anima nel suo viaggio.
Stefano Piano

scheda tratta dalla sezione dedicata all’intercultura del sito
del Comune di Torino
(http://www.comune.torino.it/cultura/intercultura/10/10b5.htm)

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