Per introdurre il visitatore nel clima pasquale, ripercorrendo gli avvenimenti della Settimana santa

Inaugurata domenica 29 marzo al termine della messa delle Palme, presso la chiesa di Santa Maria Assunta di Gorla Maggiore, l’opera artistica  “Il presepe di Pasqua”.
Il lavoro, che si compone di due grandi installazioni collocate  presso gli altari laterali della chiesa gorlese, raffigura le scene più rappresentative di  due importanti giornate pasquali: il venerdì santo, il giorno della morte di Gesù e la domenica di Pasqua, il giorno della risurrezione. L’intento è quello di accompagnare il visitatore a entrare nel clima pasquale, ricostruendo alcune scene di Gerusalemme e ripercorrendo gli avvenimenti della Settimana santa.
Nella prima struttura è raffigurato infatti l’Orto degli Ulivi e il visitatore, anche con uno speciale supporto vocale e musicale, è guidato a rivivere tre momenti: l’Ultima cena nel Cenacolo, la preghiera di Gesù nel giardino dei Getzemani e infine la morte in croce sul Calvario.

La seconda installazione riproduce invece la domenica di Pasqua e gli avvenimenti successi, ossia la scoperta del sepolcro vuoto da parte delle donne, l’apparizione di Gesù ai discepoli di Emmaus e l’incontro di Gesù con Tommaso e i discepoli.
«Non si tratta – spiega don Giuseppe Marinoni, parroco di Gorla Maggiore – di un vero e proprio presepe, poiché la parola presepe si riferisce etimologicamente al temine mangiatoia.  Sarebbe più corretto definire quest’opera  un diorama, ossia la ricostruzione in scala ridotta dei luoghi percorsi da Gesù a Gerusalemme. Noi tutti, soffermandoci a contemplare queste scene siamo invitati a riscoprire i passi compiuti da Gesù per amore degli uomini e a metterci anche noi in questo cammino».

Le due installazioni, di 3.50 metri per 1.5 metro ciascuna, ricche di particolari, luci, scenari e di pregevoli statue in terracotta, sono state realizzate grazie al lavoro paziente e preciso di un gruppo di volontari appassionati d’arte, componenti della Pro Loco e dell’Università della Terza età.

«Ringrazio vivamente – continua don Giuseppe – tutti gli artisti che con grande passione mi hanno aiutato a tradurre in realtà questa  idea: Salvatore Cannizzaro, Piermario Aldizio, Eugenio Perin, Gaetano Macchi, Italo Borio, Carlo Fumagalli, Carlo Colombo e le signore Grazia Barlocco e Giuseppina Aldizio. Spero che queste raffigurazioni ci accompagnino a vivere meglio il mistero della Pasqua e a comprendere in modo semplice, diretto ma profondo l’amore di Gesù per ciascuno di noi».

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