Sabato 11 una Messa nella chiesa dei Santi Martiri per ricordare le vittime della pandemia: una iniziativa dell'Ac decanale per affidare la città al Signore della vita

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Il Decanato di Legnano e l’Azione cattolica invitano alla Messa di sabato 11 luglio, alle ore 21 presso la chiesa dei Santi Martiri per ricordare chi ci ha lasciato durante la pandemia e per affidare la città al Signore della vita.

«Sappiamo quanto il coronavirus si sia diffuso in questi mesi, e quanto la malattia Covid-19 abbia evidenziato le nostre fragilità, umane e sociali. L’emergenza sanitaria ha colpito il nostro territorio, e le sue conseguenze segnano le nostre comunità. L’Azione cattolica decanale vuole ricordare le vittime da Covid-19, ma vuole anche seminare speranza per Legnano e per il Decanato».
Vincenzo Ingravallo, presidente dell’Azione cattolica di Legnano, e Giulia Macchi, responsabile decanale di Ac, presentano l’iniziativa intesa a ricordare le vittime della pandemia nel Legnanese, a pregare per i malati e per il bene del territorio.
«L’Ac è associazione di laici che vivono la prossimità, ma con uno sguardo più ampio nel tempo e nella storia, e cerca, nonostante la sofferenza, di leggere i segni di rinascita che lo Spirito generoso non smette di tracciare», affermano Macchi e Ingravallo. «La comunione della preghiera con la Chiesa locale ci sembra il modo più opportuno per ricordare chi il Covid-19 ci ha portato via, e per rilanciare la speranza pasquale del Risorto, che ‘fa nuove tutte le cose’».

Il decano di Legnano, don Fabio Viscardi, aggiunge: «Solo occhi capaci di aprirsi al futuro possono aiutare una rilettura del passato che evita di consegnarsi a uno sterile rimpianto di ciò che è stato e non è più. Solo la speranza che crede nel sepolcro vuoto permette di coltivare la memoria grata, per quanto dolorosa, del passato».
Il decano sottolinea: «Forti di queste convinzioni, la sera di sabato 11 luglio (ore 21.00) celebriamo l’Eucarestia nella chiesa dei Santi Martiri a Legnano. Pregare per il futuro della nostra città sarà il modo migliore per affidare al Signore quanti in questi mesi tribolati hanno concluso il loro pellegrinaggio terreno. Non li abbandoniamo nella fredda terra del nulla: li ‘consegniamo’ all’abbraccio del Padre misericordioso. Il diario della loro vita continuerà a disegnare pagine di eterna bellezza, incoraggiando ciascuno di noi a scrivere ogni giorno righe di Vangelo nella trama fragile e complicata della nostra città: quella di oggi e quella di domani».

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