A San Giovanni in Laterano un itinerario verso la Pasqua accompagnati da tre voci ebraiche sulle "quattro notti della Salvezza", quelle di Miriam Camerini, Moni Ovadia e Stefano Levi della Torre

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Al via, dal 18 marzo, un ciclo di tre serate quaresimali organizzate dalla parrocchia San Giovanni in Laterano. Un itinerario verso la Pasqua accompagnati da tre voci ebraiche sulle “quattro notti della Salvezza”.

«Questo itinerario  – spiegano gli organizzatori – ci è suggerito dall’antico testo rabbinico, detto Poema delle quattro notti, che si trova nella traduzione aramaica del Pentateuco (Targum – Codex Neofiti I), risalente a prima di Gesù. Il testo ci parla di come, per ben quattro volte, Dio ha vegliato tutta la notte (ha fatto Pasqua) per portare salvezza. È importane notare che la presenza di queste quattro notti pasquali da Israele è passata nella celebrazione della nostra Veglia Pasquale. Questo dato mette in evidenza la continuità tra Prima e Nuova Alleanza; tra la fede dei padri ebrei e la nostra; la diretta trasmissione delle fede vissuta nella liturgia degli Apostoli, ebrei, a noi».

Prima notte
Lunedì 18 marzo ore 21
Miriam Camerini, regista teatrale, studiosa di ebraismo e docente universitaria

La prima notte quando l’Eterno si manifestò per creare il mondo. Il mondo era confusione e caos e la tenebra era diffusa sulla superficie dell’abisso. E la Parola dell’Eterno era luce che brillava. Egli la chiamò Prima Notte. Nella tenebra e nella confusione globale, la Parola dell’Eterno è stata luce. La luna piena di primavera ne fu come il simbolo. La creazione è considerata l’inizio del disegno salvifico di Dio.

Seconda notte
Mercoledì 27 marzo ore 21
Moni Ovadia, attore, cantante e scrittore

La seconda notte quando apparve ad Abramo, all’età di cento anni e a Sara, sua moglie all’età di novanta anni, per compiere quello che dice la Scrittura: forse all’età di cento anni Abramo potrà generare e Sara, sua moglie, a novanta anni, potrà partorire? Egli la chiamò Seconda Notte È il momento decisivo, in cui l’Eterno comparve ad Abramo, nostro padre della fede: strinse un’alleanza con lui e, dopo avergli promesso il figlio Isacco, gli chiese di offrirglielo in sacrificio; ma poi ne impedirà l’uccisione. La Pasqua evoca quindi anche la liberazione dalla morte di Isacco, il primogenito della promessa.

Terza notte
Giovedì 4 aprile ore 21
Stefano Levi della Torre, docente universitario, architetto e pittore
La terza notte quando egli apparve in Egitto: la sua mano uccise i primogeniti d’Egitto e la sua destra salvò i primogeniti di Israele, perché si adempisse quello che dice la Scrittura: mio figlio primogenito è Israele. Egli la chiamò Terza Notte.
È quella che più direttamente fa riferimento alla Risurrezione del Signore Gesù. È il passaggio dalla schiavitù dell’Egitto alla libertà del cammino nel deserto, dal pianto all’allegria esultante, dalla morte alla vita. Si celebra in primavera, quando dalla morte dell’inverno, la natura passa alla vita di una nuova fioritura.

Quarta notte
VEGLIA PASQUALE
sabato 20 aprile ore 21
La quarta notte, quando si manifesterà per liberare il popolo di Israele di mezzo alle nazioni e il re Messia verrà dall’Alto. E tutte Egli chiama Notti di Veglia.
Questa quarta notte guarda verso il futuro, quando la liberazione sarà definitiva, con l’avvento del Messia; e il vecchio ordine di cose scomparirà e ne sarà inaugurato
uno totalmente nuovo. Noi cristiani celebriamo questa quarta notte nella veglia pasquale, rivivendo le tre prime notti grazie alla lettura delle pagine della Bibbia che le evocano. Il triplice annuncio della Risurrezione e l’Eucarestia ci donano la presenza del Risorto.

In allegato il pieghevole.
Maggiori informazioni sul sito web parrocchiale www.sangiovanniprecursore.it

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