I giovani delle Cellule Parrocchiali di Evangelizzazione italiane si danno appuntamento dal 29 aprile al primo maggio prossimi a Milano, nella Basilica di Sant'Eustorgio, dove tutto ha avuto origine

Era il 1987 quando le Cellule Parrocchiali di Evangelizzazione cominciavano a costituirsi nella diocesi ambrosiana e tra incredulità e stupore, da quel giorno un lungo e importante cammino hanno percorso.

Molte sono infatti le cellule che oggi vivono ed evangelizzano in tutto il mondo, trasportando il fenomeno da realtà locale quale era a internazionale, prima, e mondiale, poi.

Un folto gruppo di esse è costituito da giovani, che con buona volontà e cuore generoso si mettono al servizio dei fratelli per portare l’Evangelo, la bella notizia, a quanti non la conoscono.
Essi si incontreranno dal 29 aprile al primo maggio prossimi nella Basilica di Sant’Eustorgio, a Milano, laddove tutto è iniziato.

Sono attesi più di 130 giovani “cellulini”, dai 18 ai 35 anni, che arrivano da tutta l’Italia e che si troveranno per formarsi, condividere, ascoltare, pregare.
Ad animare la tre giorni saranno don Samuele Biondini di Città di Castello e don Valentino Iezzi di Pescara; il predicatore designato agli insegnamenti è don Giacomo Pavanello dell’Associazione Internazionale Nuovi Orizzonti e nominato dal Papa Missionario della Misericordia lo scorso anno, durante il Giubileo.  

I giovani stanno molto a cuore anche a Papa Francesco, il quale ha in grande considerazione l’intera umanità, ma rivolge uno sguardo di particolare misericordia a questi ultimi portando l’esempio di Maria, che poco più che adolescente riceve da Dio un dono immenso, quanto impegnativo.
Subito dopo averlo ricevuto, e forse neanche appieno compreso, lascia la sua casa e va da sua cugina a circa 150 chilometri di distanza perché sa che lì c’è bisogno di lei.

La giovane Maria, dunque, non si chiude in casa, ma con la forza dello Spirito Santo si mette in viaggio, perché sa che il Signore le ha assicurato la sua presenza e il suo sostegno. “Quando Dio tocca il cuore di un giovane, di una giovane, questi diventano capaci di azioni veramente grandiose”, sono le parole del Papa scritte nel messaggio per la XXXII Giornata Mondiale della Gioventù, dal titolo Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente.

Essere scelti, allora, non significa rinchiudersi e tenersi tutto per sé, ma mettersi in cammino per conquistare il mondo con il cuore spalancato, umiltà profonda e fede incrollabile, confidando nella presenza forte e gloriosa di Gesù che ci ama comunque, anche quando non siamo all’altezza della sua chiamata.   

Per informazioni e iscrizioni: ioscelgote2017@gmail.com

 

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