Evento testimonianza sulla Serva di Dio Chiara Corbella Petrillo. Due incontri con padre Vito D’Amato, francescano: sabato 2 all’oratorio San Giovanni Bosco di Giussano per adulti e famiglie e domenica 3 novembre alle 20.45 per adolescenti, 18- 19enni e giovani

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(Foto di Cristian Gennari)

Un gruppo di famiglie della Comunità pastorale San Paolo di Giussano, Decanato di Carate Brianza, ha organizzato un evento testimonianza sulla Serva di Dio Chiara Corbella Petrillo. Si terranno due incontri con padre Vito D’Amato, francescano, all’oratorio San Giovanni Bosco di Giussano (via M. D’Azeglio, 32 – Giussano), sabato 2 novembre alle 17.30 per adulti e famiglie (con servizio baby-sitter su iscrizione: tel. 333.8669666) e domenica 3 novembre alle 20.45 per adolescenti, 18- 19enni e giovani.
Il tema dell’iniziativa «Siamo nati e non moriremo mai più» richiama la vicenda di Chiara. Al suo funerale celebrato a Roma il 16 giugno 2012 il cardinale Agostino Vallini aveva dichiarato: «Ciò che Dio ha preparato attraverso di lei, è qualcosa che non possiamo perdere».

Qualche breve accenno della sua storia.
Chiara Corbella nasce a Roma il 9 gennaio 1984, cresce in una famiglia che le insegna ad avvicinarsi alla fede sin da bambina.
Nell’estate del 2002 Chiara si trova in vacanza in Croazia con alcune compagne di liceo. Visto che sua sorella è a Medjugorje (in Bosnia ed Erzegovina), pensa di raggiungerla approfittando della vicinanza. Qui il 2 agosto incontra Enrico Petrillo, un ragazzo romano. Chiara ha l’intuizione di trovarsi davanti a suo marito.
Tornati a Roma i due si frequentano, si conoscono, si fidanzano. È un rapporto per certi versi ordinario, puntellato da litigi, rotture e pacificazioni. Durante i sei anni del loro fidanzamento il Signore mette a dura prova la fede di Chiara e i valori in cui pensa di credere.
Superate le paure, Chiara ed Enrico si sposano ad Assisi il 21 settembre 2008.
Tornati dal viaggio di nozze, Chiara scopre di essere incinta. Le ecografie mostrano però una grave malformazione. Alla bambina, cui verrà dato il nome di Maria Grazia Letizia, viene diagnosticata un’anencefalia. Chiara ed Enrico scelgono di portare avanti la gravidanza e la piccola, che nasce il 10 giugno 2009, muore dopo poco più di mezz’ora. Il funerale, qualche giorno dopo, viene vissuto con la stessa pace che ha accompagnato i mesi di attesa per la nascita e che contagia anche molti dei presenti, ai quali viene data la grazia di sperimentare un pezzo di vita eterna.
Qualche mese dopo Chiara è nuovamente incinta. A questo bambino, cui verrà dato il nome di Davide Giovanni, viene però diagnosticata una grave malformazione viscerale alle pelvi con assenza degli arti inferiori. Anche lui morirà poco dopo essere nato, il 24 giugno 2010. E anche il suo funerale sarà vissuto come una festa.
Fra le patologie dei due bambini non c’è legame. A dimostrarlo ci sono gli esiti dei test genetici, a cui Chiara ed Enrico si sottopongono cedendo alle pressioni di amici e parenti; ma c’è, soprattutto, il fatto che il terzo figlio della coppia, Francesco, è completamente sano. La gravidanza arriva poco dopo la nascita al Cielo di Davide Giovanni. Una settimana dopo aver scoperto di essere incinta, Chiara si accorge però di una lesione alla lingua. Col fondato sospetto che si tratti di un tumore, Chiara affronta durante la gravidanza la prima delle due fasi di un intervento per asportare la massa sulla lingua. Per la seconda fase, occorrerà aspettare che Francesco sia nato. Accertato che si tratta di un carcinoma alla lingua, Chiara sceglie di rimandare le cure per non far male al bambino che porta in grembo.
Francesco Petrillo nasce il 30 maggio 2011. Finalmente il 3 giugno, con lo stesso ricovero del parto, Chiara affronta la seconda fase dell’intervento iniziato a marzo. Tornata casa, non appena le è possibile comincia chemioterapia e radioterapia ma il tumore si estenderà comunque a linfonodi, polmoni, fegato e persino l’occhio destro, che Chiara coprirà con una benda per limitare le difficoltà visive.
Nell’aprile del 2012 ha scoperto di essere una malata terminale. Nelle settimane che seguono, trascorse insieme a suo marito in disparte, Chiara si prepara all’incontro con lo Sposo. Chiara ed Enrico sono più che mai forti della fedeltà di Dio, che li ha sempre accompagnati in una misteriosa letizia.
Chiara muore a mezzogiorno del 13 giugno 2012, dopo aver salutato tutti, parenti ed amici, uno a uno. Dopo aver detto a tutti Ti voglio bene.
Il suo funerale viene celebrato a Roma il 16 giugno 2012. Le persone accorse sono moltissime. Il cardinale Agostino Vallini, presente alla celebrazione, dichiara: « ciò che Dio ha preparato attraverso di lei, è qualcosa che non possiamo perdere». Come i funerali dei suoi due figli, anche questa celebrazione diventa così la testimonianza cristiana dell’inizio di una vita nuova.

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