Tre serate culturali organizzate dalle parrocchie di Inzago per «Tornare a costruire nella stagione del rancore». Lunedì 1 aprile, ospite della serata sarà Maria Luisa Iavarone, mamma di Arturo, vittima delle baby gang di Napoli

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Non restare imprigionati nella logica dell’odio, che sembra dominante, ma rispondere al rancore con azioni di bene. E’ questa la proposta che farà da filo conduttore alle prossime serate culturali di Quaresima organizzate dalle parrocchie di Inzago. Giunta ormai alla ventesima edizione, l’iniziativa si propone di ragionare, attraverso testimonianze e riflessioni di alto respiro, sullo spirito dei tempi, partendo da una frase contenuta nella Preghiera semplice di San Francesco: “Dov’è odio, che io porti l’amore”.

Come fare proprio questo stile di vita, andando oltre le paure e l’egoismo? Come guardare al prossimo senza farsi vincere dalla tentazione del male? L’ascolto di persone che direttamente e concretamente, nella loro vita di tutti i giorni, hanno tentato di rompere il muro dell’indifferenza e delle chiusure può essere il primo passo da compiere.
Così, lunedì 1 aprile, toccherà a Maria Luisa Iavarone, mamma e pedagogista, raccontare la propria esperienza personale. Da Napoli in giro per scuole e palazzetti d’Italia, per spiegare che quanto capitato a suo figlio Arturo, vittima della violenza brutale delle baby gang, non deve più succedere. Perché “per tornare a costruire” in tempi di grande emergenza giovanile (ahinoi dimenticata, un po’ ovunque) occorre “tornare a educare”.
I giovani resteranno protagonisti anche giovedì 4 aprile, dopo le manifestazioni di metà marzo dedicate al futuro della Terra e ai cambiamenti climatici. Ne parleremo con Edo Ronchi, figura storica dell’ambientalismo italiano, in una serata dedicata ai grandi temi dell’attualità “verde” e al “protagonismo” necessario delle comunità, con le nuove generazioni in prima linea (come già sta avvenendo nel mondo). Cosa ci chiedono i ragazzi che sono scesi in piazza? Perché hanno marciato in centinaia di migliaia in tutto il mondo? C’è chi, già quarant’anni fa, chiedeva di indagare a fondo sui cambiamenti in corso sul pianeta e ancora lo fa, partendo dagli insegnamenti di un’Enciclica, la “Laudato Si'”.
Per questo, nel terzo e ultimo appuntamento, lunedì 8 aprile, cercheremo di rileggere il magistero di Papa Francesco, profeta di misericordia e riconciliazione in tutti i campi. Diego Fares è un padre gesuita che lo conosce da sempre e spiegherà perché lo stile di fraternità e attenzione agli ultimi che caratterizza questo pontificato è nato a Buenos Aires e ora vuole arrivare al cuore di tutte le periferie del mondo.

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