Per i «Lunedì del Fopponino» la scrittrice Pitzorno parlerà della passione della scrittura

Bianca-Pitzorno-foto

Lunedì 13 maggio alle 21, per i «Lunedì del Fopponino» (incontri con personaggi che vivono in questo quartiere di Milano) nel Salone Ghidoli della parrocchia di S. Francesco d’Assisi al Fopponino (via Paolo Giovio, 41) la scrittrice Bianca Pitzorno presenterà il suo libro “La passione e il mestiere di scrivere”.

«Il solo elemento costante nella mia scrittura è l’attenzione per i personaggi femminili, unici protagonisti dei miei libri, e per i problemi relativi all’essere donna, ragazza o bambina nella nostra società contemporanea o nel passato più o meno lontano. Sono totalmente d’accordo con Milan Kundera quando afferma, nel saggio L’arte del romanzo, che lo spirito del romanzo, appunto, è quello della complessità. Che il compito dello scrittore non è quello di semplificare per ‘spiegare meglio’, e che un buon libro di narrativa non deve fornire risposte al lettore, qualunque sia la sua età, ma suscitare domande. Alcuni scrittori sono anche giornalisti, sociologi, antropologi, insegnanti, divulgatori. Io ho sempre aspirato ad essere soltanto una narratrice. Il mio campo, o se si preferisce il mio obiettivo, è sempre stato quello della letteratura, ovvero della rappresentazione, trasfigurazione, interpretazione e resa espressiva ed estetica della realtà. Il mio intento, raccontare il mondo e la condizione umana nelle diverse situazioni come io li vedo e li sento nel profondo».

L’autrice
Nel 1968, dopo la Laurea in Lettere Antiche all’Università di Cagliari, si trasferì a Milano alla Scuola Superiore di Comunicazioni sociali dell’Università Cattolica. L’anno successivo vinse un concorso per funzio-nari e venne assunta in RAI. Nel 1972 il suo capostruttura, Raffaele Crovi, le chiese di scrivere un romanzo per l’editore Bietti. Così nel 1973 uscì il suo primo libro: “Sette Robinson su un’isola matta”. Attualmente i suoi libri, tradotti in 15 lingue, in Europa e in Asia, sono circa una settantina. Nel 1996 l’Università di Bologna le conferì la laurea Honoris causa in Scienze della formazione.

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