In cammino con papa Francesco, mettendo i nostri passi sui suoi passi

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In occasione della Quaresima, la Comunità Pastorale Beata Vergine del Rosario in Vimercate e Burago, organizzano un ciclo di incontri intitolato “Nuovi passi” che si terranno tutti alle 21 al TeatrOreno di Oreno. Prossimi appuntamenti: venerdi 4 marzo “In cammino con le famiglie” con don Marco Paleari. Il venerdì successivo, “I passi danzanti: incontrare la bellezza di Cristo e dell’uomo” con Chiara Giaccardi.
In allegato il programma dettagliato.

Il Quaresimale dello scorso anno aveva per titolo “Nuovi sguardi” e ci ha invitato ad avere altri occhi, a mettere sottosopra la nostra solita visione della realtà, ad avere uno sguardo più libero che sa interrogare la realtà e svelare l’oltre, a fuggire a gambe levate dai luoghi comuni.
Quest’anno vogliamo passare da nuovi sguardi a nuovi passi … dall’occhio, al cuore, ai piedi.
Ci vogliamo mettere in cammino con papa Francesco, mettere i nostri passi sui suoi passi.
L’ha detto splendidamente Roberto Benigni alla presentazione del suo libro “Il nome di Dio è Misericordia”: «Il cuore del ministero di Francesco è proprio la misericordia». Lui «sta camminando verso qualcosa e non si ferma mai. A volte sembra affaticato perché traghetta la Chiesa in un luogo del quale ci siamo dimenticati, verso il Cristianesimo», e «la forza per questa sfida gliela dà la medicina della misericordia che va a cercare tra gli sconfitti, gli
ultimi degli ultimi…».

È la rivoluzione della tenerezza! La Chiesa che amo è la Chiesa della tenerezza! Forse per troppo tempo ci siamo chiusi come in una fortezza nelle nostre certezze, forse abbiamo trascurato l’ascolto, il dialogo, la pazienza, la dolcezza, forse ci siamo dimenticati che compito della Chiesa non è chiudere una porta, ma piuttosto tenerla sempre aperta. Forse ci siamo dimenticati di abitare nelle domande, nei dubbi delle persone. Forse abbiamo avuto timore a mostrare tutta la nostra fragilità, ad ammettere che non abbiamo una risposta per tutto e per sempre. Forse ci siamo dimenticati del Vangelo, della potenza dei gesti pieni di
tenerezza di Gesù, il nostro Maestro, ci siamo dimenticati del Concilio Vaticano II, di quel meraviglioso inizio della Gaudium et Spes: «Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla Vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore».
 

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