L’opera rimarrà esposta nella chiesa di San Carlo tutto il periodo della Quaresima, come spunto di riflessione personale in questo periodo forte e testimonianza di come l’arte contemporanea sappia ancora dialogare con la fede

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Rimarrà esposta per tutta la Quaresima  nella chiesa di San Carlo a Brugherio la «Via Crucis» dell’artista milanese Fabrizio Dusi.
L’opera riassume in sé molti significati importanti e induce a riflettere sul dramma vissuto da Gesù lungo il calvario. Il supporto usato non è un foglio di carta, o un telo di tessuto qualsiasi, ma la coperta termica che viene usata per proteggere dal freddo gli immigrati naufraghi quando vengono salvati dal mare. Tutti noi abbiamo in mente le immagini dei soccorsi e delle persone avvolte in queste tele dorate. «Usando questa coperta termica – commenta il Vicario Parrocchiale, don Pietro Guzzetti – Fabrizio Dusi ha voluto rendere la sua Via Crucis attuale e viva nei giorni nostri. Questa coperta ci fa pensare che abbia avvolto corpi sofferenti di uomini, donne e bambini. Ci rievoca la salvezza da grandi pericoli e storie di vita difficili fatte di privazioni e torture. Ma questa è dorata come lo sono i fondali dei dipinti sacri bizantini e di epoca medioevale anche se da sempre l’arte ricorre al colore oro per rappresentare la divinità. Ecco che Fabrizio Dusi associando tutti questi elementi ci aiuta a meditare sul messaggio di salvezza di Gesù sulla Croce e a ricordare che accogliere chi ha bisogno significa accogliere Gesù stesso».

Fabrizio Dusi
Nato a Sondrio nel 1974, lavora a Milano. Collabora con gallerie di primo piano con cui partecipa a fiere d’arte quali Artefiera Bologna, MiArt Milano, ArtMiami, WopArt Lugano.
Ha appena terminato tre importanti appuntamenti : la collettiva “Ricordi futuri 4.0” a cura di Ermanno Tedeschi presso Binaro 21- Memoria della Shoah di Milano, l’installazione site specific “1938- Don’t Kill” presso Casa della Memoria Roma a cura di Chiara Gatti e l’installazione site specific “BlaBlaBla” presso Art:1 Jakarta Indonesia, grazie al patrocinio dell’ Istituto Italiano di Cultura in Indonesia.
Tra i suoi lavori più interessanti è certamente il progetto site specific “Don’t Kill” in mostra permanente presso Casa della Memoria di Milano e il recente “Even shadows cast light” fatto appositamente per l’Università di Padova.
In circa dieci anni di attività ha fatto importanti mostre personali a Milano, Verona, Genova, Lecco, Pietrasanta, Arezzo e ha partecipato ha molte collettive tra cui si possono citare quelle del 2015 presso la Galleria Nazionale D’Arte Moderna di Roma per “La scultura ceramica contemporanea in Italia “ curata da Mariastella Margozzi e Nino Caruso e presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino per “Praestigium Contemporary Artists from Italy” curata da Luca Beatrice; e poi nel 2013 l’Università Bocconi di Milano per BAG (Bocconi Art Gallery); e infine nel 2007 presso il Padiglione Italia Venezia per “13×17” curata da Philippe Daverio.
Le sue opere sono presenti in diverse collezioni private e pubbliche come Casa della Memoria Milano, SDA Bocconi Milano, Studio Negri Clementi Milano, Domprè Farmaceutica Milano, Museo Gianetti Saronno, Università di Padova, Collezione Imago Mundi Fondazione Benetton Treviso, Art Tank Biffi Collection Piacenza, Fondazione Golinelli Bologna, Museo MIC Feanza, Museo Ceramica Gubbio, Casa della memoria Roma, Museo Alcora Spagna, Collezione Perez Miami USA e collezione Yad Vashem Gerusalemme.

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