Presso il Centro Culturale Asteria in Milano, la Fondazione Pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre terrà un incontro-testimonianza a ingresso libero intitolato "Siria: la tragedia umanitaria a più di 5 anni dall’inizio del conflitto"

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Giovedì 17 novembre, alle 20.30, presso il Centro Culturale Asteria in Milano, la Fondazione Pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre terrà un incontro-testimonianza a ingresso libero, dal titolo “Siria: la tragedia umanitaria a più di 5 anni dall’inizio del conflitto”, con contestualizzazione nel panorama mondiale della libertà religiosa come rappresentato dal Rapporto 2016 sulla libertà religiosa nel mondo della Fondazione Pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre.

«Un grido di aiuto, in soccorso dei cristiani prima, ma anche dei curdi in generale» è stato lanciato da mons. Jacques Behnan Hindo, Arcivescovo di Hassaké-Nisibi dei Siri.
«Dopo l’annuncio della tregua tra esercito arabo-siriano e forze curde, che prevede la smilitarizzazione, fra l’altro, del quartiere cristiano di Hassaké, le barricate non sono state rimosse, anzi sono aumentate, così come è aumentato il numero delle strade chiuse. La circolazione è diventata molto difficile, se non addirittura impossibile».  La responsabilità, precisa il presule, non va attribuita alla generalità della componente curda, ma solo al partito curdo e al suo braccio armato, che rappresentano solo il 18-20% dei curdi della regione.

«Sono stati occupati l’Ufficio Anagrafe e il Dipartimento Immigrazione e Passaporti, la Banca Commerciale Siriana, le facoltà universitarie dell’Eufrate e di Hassaké, i depositi di grano, gasolio, benzina e cotone, il cui contenuto è stato trasferito». La vita della popolazione cristiana diventa sempre più difficoltosa, perché, «i combattenti curdi, l’esercito e i suoi sostenitori hanno occupato decine di case nel quartiere cristiano, ma non è consentito ai residenti di ritornarci, tranne in quelle distrutte perché le forze curde vi si erano stanziate. I curdi appartenenti al braccio armato del partito si sono impossessati di molti mezzi del comune di Hassaké, e li utilizzano per servire soltanto i loro quartieri. Per proteggere gli altri abitanti dalle malattie ci siamo dovuti addossare la raccolta e il trasporto dei rifiuti fuori del paese, tramite veicoli privati il cui acquisto è a carico dell’arcidiocesi».

«In tutto questo – aggiunge Mons. Hindo, sono stati colpiti anche i curdi, assieme al resto dei componenti della provincia di Hassaké. Comprendiamo la grande preoccupazione e la tensione che vivono i cristiani e i curdi che non appartengono al partito curdo. Comprendiamo altresì la rabbia che aumenta ad Hassaké a causa del peggioramento delle condizioni di vita, della mancanza di generi alimentari e delle interruzioni quotidiane di elettricità, mentre a Malikieh, che è sotto il controllo dei curdi, non ci sono blackout, e tutte le esigenze vengono pienamente soddisfatte. Comprendiamo infine la rassegnazione dei cristiani che sono indotti ad emigrare».

Aiuto alla Chiesa che Soffre” (ACS), Fondazione di diritto pontificio fondata nel 1947 da padre Werenfried van Straaten, si contraddistingue come l’unica organizzazione che realizza progetti per sostenere la pastorale della Chiesa laddove essa è perseguitata o priva di mezzi per adempiere la sua missione. Nel 2015 ha raccolto oltre 124 milioni di euro nei 22 Paesi dove è presente con Sedi Nazionali e ha realizzato 6.209 progetti in 146 nazioni. 

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