Il nome di Gianluca Firetti, per tutti "Gian", giovane cremonese morto a vent’anni per tumore osseo nel 2015, è un richiamo alla condivisione, all’affrontare le prove della vita, all’amicizia condivisa

Gianluca Firetti

Venerdì 16 marzo, alle 21, al Teatro S. Paolo di Milano, andrà in scena lo spettacolo “Spaccato in due”, che propone la testimonianza di fede e di dolore del giovanissimo Gian.
Il nome di Gianluca Firetti, per tutti “Gian”, giovane cremonese morto a vent’anni per tumore osseo nel 2015, è un richiamo alla condivisione, all’affrontare le prove della vita, all’amicizia condivisa. È questo il messaggio portato in scena, con un monologo, da Federico Benna insegnante con la passione per il teatro.

Gianluca Firetti, perito agrario, promettente calciatore, nel dicembre 2013, a 18 anni, si ammala di tumore. Tutto, nella la sua vita, cambia: il rapporto con la famiglia, con gli altri e anche con la fede. Con un coraggio raro, accetta la sua condizione e racconta in un libro la sua profonda esperienza di cristiano, mostrando al mondo intero come è nella lotta che si diventa pienamente uomini.
«Io non mollo e il libro è una testimonianza che, fin qui, ho vinto io. Ma non da solo. In questa storia mi hanno aiutato un sacco di persone. Comincio dall’alto. Il Signore è il primo… La mia è sì una storia di dolore. Ma è anche una storia di fede, come dovrebbe essere la vita di tutti quanti».
Le testimonianze di chi lo ha conosciuto nei suoi ultimi mesi sono unanimi nel definire Gianluca Firetti un santo del nostro tempo, per la forza della fede e per la serenità con cui ha saputo affrontare la sfida della malattia e per il messaggio positivo che attraverso la testimonianza del suo libro è riuscito a diffondere.
La storia di Gianluca è un’occasione anche per noi per aprire il cuore, lasciarsi coinvolgere da Qualcuno perché la “vita sia bella, intensa e unica”. È un santo che non ha bisogno di permessi per parlare al cuore dei coetanei.
Tutto questo è messo in scena in questo spettacolo “Spaccato in due” di Federico Benna con la regia di Danio Belloni.
La rappresentazione riesce a coinvolgere fortemente il nostro cuore.

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