Incontro con il poeta Franco Loi per il ciclo “Presso le betulle amiche”

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Sabato 22 marzo, dalle 16 alle 19.30, al Centro Asteria di Milano, incontro con la poesia e con il poeta Franco Loi. Significativo il titolo dell’incontro, che non a caso riprende quello di una delle sue ultime pubblicazioni, ovvero La luce della poesia.
L’iniziativa, che si inserisce nell’ambito dei percorsi dedicati alla poesia per il ciclo "Presso le betulle amiche" intende offrire momenti di incontro, confronto e ascolto per tutti coloro che amano quest’arte e desiderano approfondirla.
Entrando al Centro Asteria, tre betulle unite nel tronco accolgono il visitatore in un piccolo, curato e armonioso “fazzoletto” di giardino. Suor Bianca Gaudiano ha immaginato questo come “l’angolo della Poesia”.
«Difficile è ascoltare l’aria che ti sussurra il suo segreto. Solo di questo è fatta la poesia. Anche l’aria ha un suo ritmo, scandito dall’attrito dei corpi, una sua intensità, una velocità, una durata, e muta l’intima natura dei corpi e la luminosità delle cose, varia persino i rapporti dei corpi tra loro. Come l’aria è la poesia. Lasciamo che il pensiero sia avvolto, mosso dall’aria che soffia da dove vuole e verso ciò che vuole: quando ci si riesce il cuore si riempie di gioia. E la gioia non è l’allegria. È un moto quieto dell’armonia tra l’uomo e le diverse esistenze”.
“La poesia non è qualcosa di cui il poeta possa vantarsi in modo narcisistico o dottrinale, ma un dono di cui il poeta, come un qualsiasi innamorato, debba ringraziare l’oggetto del suo amore e, semmai, lo Sconosciuto in sé. Per questa ragione il ‘fare del poeta’ non può essere ritenuto frutto d’intenzione letteraria o di puro abbandono ai sentimenti individuali o imitazione di canoni preesistenti, ma di piena offerta di sé alle esigenze dell’amore che coglie l’Io e lo pone al servizio del poiein.
Chi fa poesia ha sempre la precisa coscienza d’esserci in lui Qualcuno che detta, Qualcuno che recita, Qualcuno che osserva. Similmente accade in qualsiasi innamorato: l’amore detta, l’Io recita, la mente osserva. Anche se, in questo caso, la sorte del fare è spesso soggetta all’oggetto d’amore, mentre qui tutto dipende dalla volontà e dall’equilibrio del soggetto”. (Franco Loi, La luce della poesia)

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