In mattinata presso l'abbazia di Monluè a Milano Adorazione e Santa Messa, alla vigilia della giornata missionaria diocesana. Alle comunità parrocchiali viene proposto di aggiungere nelle celebrazioni eucaristiche una preghiera dei fedeli dedicata

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Sabato 27 ottobre alle 11 presso l’abbazia di Monluè a Milano, si celebrerà la S. Messa insieme ai Rom e ai Sinti alla vigilia della giornata missionaria diocesana. La S. Messa sarà preceduta alle 10 dalla preghiera dell’ora media e da un tempo prolungato di preghiera silenziosa davanti all’Eucaristia.
Tale celebrazione vuole essere un momento di incontro tra la Chiesa di Milano, i Rom e Sinti presenti in Diocesi e quanti hanno a cuore questo popolo: una comune invocazione al Padre di ogni vivente perchè ciascuno si apra al Vangelo di Cristo, nella consapevolezza che la “Chiesa dalle genti” cammina verso il Regno custodendo i legami di fraternità e alimentandosi dell’originalità di ogni suo membro.
In modo particolare, trascorsi pochi giorni dalla canonizzazione di S. Paolo VI, ricordiamo come la sua figura fu la prima nell’incontro di Pomezia del 1965 a riconoscere nel popolo Rom e Sinto una ricchezza per tutta la Chiesa, presentata a loro come comunità accogliente.
Così diceva il papa Santo: «Voi scoprite di non essere fuori, ma dentro un’altra società; una società visibile, ma spirituale; umana, ma religiosa; questa società, voi lo sapete, si chiama la Chiesa. Voi oggi, come forse non mai, scoprite la Chiesa. Voi nella Chiesa non siete ai margini, ma, sotto certi aspetti, voi siete al cento, voi siete nel cuore. Voi siete nel cuore della Chiesa, perché siete soli: nessuno è solo nella Chiesa; siete nel cuore della Chiesa, perché siete poveri e bisognosi di assistenza, di istruzione, di aiuto; la Chiesa ama i poveri, i sofferenti, i piccoli, i diseredati, gli abbandonati.
E’ qui, nella Chiesa, che voi vi accorgete d’essere non solo soci, colleghi, amici, ma fratelli; e non solo fra voi e con noi, che oggi come fratelli vi accogliamo, ma, per un certo verso, quello cristiano, fratelli con tutti gli uomini; ed è qui, nella Chiesa, che vi sentite chiamare famiglia di Dio, che conferisce ai suoi membri una dignità senza confronti, e che tutti li abilita ad essere uomini nel senso più alto e più pieno; ed essere saggi, virtuosi, onesti e buoni; cristiani in una parola».

Più di cinquant’anni dopo, e alla conclusione del Sinodo Minore della nostra Diocesi, riconosciamo questo discorso come profetico e che ancora ci interpella a metterci in cammino.

Proponiamo alle comunità parrocchiali di poter aggiungere, nelle celebrazioni eucaristiche della giornata missionaria,
questa preghiera dei fedeli:

Per il popolo Rom e Sinto e per tutte le minoranze etniche presenti nelle nostre comunità:
perché, attraverso la nostra vicinanza e la nostra preghiera tutti insieme
ci sentiamo fratelli e sorelle in Cristo. Preghiamo.

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