A Villa Scheibler quattro iniziative per conoscere e festeggiare i 60 anni di Quarto Oggiaro e i 55 anni della Fondazione Carlo Perini

condomini Quarto Oggiaro

Nel novembre del 1957, i terreni di Quarto Oggiaro, che il Piano Regolatore del 1953 destinava a riserva agricola dell’area nord di Milano, videro l’invasione delle imprese edilizie che iniziarono a costruire abusivamente e frettolosamente dapprima il quartiere Ina -Casa e poi i lotti fabbricati del Comune di Milano. Nacque così il più grande quartiere di edilizio economica e popolare dell’Italia e Quarto Oggiaro divenne simbolo di una cultura urbanistica sbagliata e dei mali della città nel costruire quartieri “monoclassi, ghetti e dormitori” che hanno caratterizzato le periferie delle grandi città metropolitane.

Oggi Quarto Oggiaro, a distanza di 60 anni, è diventato il simbolo del riscatto urbanistico, sociale e culturale. Non più “Bronx” ma quartiere autosufficiente ed eccellente delle “new town”, riqualificate, grazie al processo di trasformazione urbanistica di tutto il territorio dell’area nord (Expo) e al recupero di una delle testimonianze storiche più significative della periferia: “Villa Scheibler”.

Per far conoscere e valorizzare la storia del quartiere milanese, la Fondazione Carlo Perini promuove quattro incontri culturali. Il primo, in calendario per il 16 novembre, consiste in una conferenza storica sull’origine del quartiere. In allegato il programma completo con date e luoghi.

«Abbiamo ricostruito la comunità con la riscoperta delle radici storiche che ha dato dignità alla coesione sociale e ha restituito ai residenti l’orgoglio di appartenenza identataria quartoggiarese – spiega Antonio Iosa -. Il quartiere è ormai un simbolo del riscatto delle periferie urbane grazie all’impegno delle Associazioni di volontariato che operano sul territorio e che hanno fatto crescere rigogliosa la “Pianta della Legalità” esportata dalla Fondazione Carlo Perini in tutti i quartieri difficili e malavitosi della periferia di Milano. E’ l’orgoglio identitario degli abitanti che fanno percorsi educativi e culturali di una “Comunità in Cammino” , collaborando con le scuole, le parrocchie, le istituzioni, le forze dell’ordine e tanti cittadini di buona volontà».

Per raggiungere tali obiettivi, anche la Fondazione Carlo Perini, con i suoi 55° anni di vita, ha dato un prezioso, umile e sofferto contributo a rendere la sua esperienza storica in uno spazio culturale decentrato, aperto alla città, restando un luogo del dialogo muliculturale e del confronto civile e democratico. Siamo l’ente culturale più longevo della periferia di Milano e neppure la violenza neofascista col suo assalto del 21 giugno 1971 e l’attentato terroristico del 1 aprile 1980 da parter delle brigate rosse sono riusciti a tapparci la bocca e ad impedire la continuità della nostra attività culturale. Grazie dell’attenzione e spero di incontrarti a Villa Scheibler”.

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