Evoluzione del codice a barre, mette in dialogo tra loro il cartaceo e il digitale. Con utilizzi pastorali potenzialmente infiniti

di don Luca FOSSATI
Collaboratore Ufficio Comunicazioni Sociali

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Per decenni abbiamo distribuito copie cartacee di locandine, avvisi, bollettini e ogni genere di comunicazione. Poi nel corso degli ultimi anni abbiamo iniziato a utilizzare anche mezzi diversi (siti web, mailing list, social networks) che sono cresciuti parallelamente ai primi.

Lo strumento che approfondiamo oggi è un semplice stratagemma che consente di far dialogare i due mondi, cartaceo e digitale, facendo da ponte e integrando questi differenti strumenti di comunicazione. Capita infatti che sul bollettino, o in un foglio di avvisi, si voglia rimandare a un link di iscrizione oppure a un video di approfondimento, capita che su una locandina si voglia consentire in maniera facile di partecipare a un evento, magari in piattaforma. In questi casi mi capita di vedere scritti sugli strumenti cartacei dei lunghi indirizzi con i link, spesso anche di difficile memorizzazione, e questo non aiuta in una informazione efficace.

Ci viene allora in aiuto una particolare evoluzione del codice a barre, sviluppata nel 1994 per tracciare i pezzi nelle industrie automobilistiche e che si è poi diffusa in diversi ambiti, ovvero il codice QR (Quick Response, codice di risposta rapida). Questo sistema consente, in un quadrato di ridotte dimensioni, di inserire fino a 7000 caratteri numerici o poco più di 4000 caratteri alfanumerici. Per la codifica possono essere utilizzati diversi servizi online gratuiti, o alcuni programmi specifici, che consentono di produrre l’immagine con il corrispettivo codice a partire dal testo. Per la decodifica lo strumento più comodo e alla portata di tutte le tasche è il nostro smartphone. Basta inquadrare un codice QR con la fotocamera del telefono per rivelarne il contenuto testuale o numerico.

Gli utilizzi pastorali sono potenzialmente infiniti. In molte comunità si è sostituito il libretto o il foglio dei canti con un codice QR posto all’ingresso della chiesa che rimanda ad una pagina del sito parrocchiale con i testi della celebrazione. In altri casi viene collocato in calce alle locandine per comunicare il link per iscriversi o per partecipare ad un evento online. Ma potrebbe anche essere utilizzato all’interno di un articolo sul bollettino per rimandare a una video testimonianza o a ulteriore materiale di approfondimento che per ragioni di spazio non è possibile inserire in quel numero. Potrebbe anche essere pubblicato all’esterno o all’interno delle nostre chiese per far scaricare gli orari delle celebrazioni o conoscere i contatti e i dettagli delle proposte parrocchiali. In qualche caso sarebbe utile anche all’interno di un testo per la catechesi, magari per rimandare a quei contenuti multimediali che forzatamente non possono essere riprodotti su carta. E perché non pensare di impiegarlo anche per l’animazione, magari creando una “caccia al tesoro” con indizi forniti tramite codici QR?

Forse le prime volte qualcuno avrà bisogno di essere aiutato, ma sempre di più, complice l’utilizzo che ne viene fatto in tanti esercizi commerciali, l’uso del codice QR sta diventando una tecnica conosciuta e praticata da molti. È importante ricordare alcune attenzioni in fase di stampa, dovremo infatti verificare che il codice sia riprodotto in modo nitido, ben definito e di dimensioni adeguate. Inoltre consiglio di non collocare più codici QR uno accanto all’altro nello stesso punto per facilitare all’utente la selezione del contenuto.

 

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