L’11 settembre alla Casa sul Pozzo di Lecco, Mons Delgado, Vicario Generale della Diocesi di El Salvador e segretario personale di Romero dal 1977 al 1980 parlerà di lui e presenterà il lbro «La Chiesa non può stare zitta»

romero

Alcuni gruppi lecchesi hanno coltivato negli anni la memoria feconda di vita del vescovo Oscar Romero ucciso il 24 marzo del 1980 a San Salvador. La comunità di via Gaggio ha custodito sempre un affetto particolare. Il suo presidente (Angelo Cupini) partecipò nel 1990 (a dieci anni dall’uccisione) a una grande manifestazione in San Salvador. L’11 settembre, alle 20.30, la Casa sil Pozzo ospiterà mons Delgado, segretario di Romero e attualmente Vicario Generale dell’Arcidiocesi di S. Salvador.
Due notizie che rendono più familiare la figura di Romero con la Casa sul Pozzo.
Nella foto che alleghiamo sono riprodotte alcune righe scritte da Mons Romero a Roma visitando la Casa generale dei missionari clarettiani. Oggi sono tornato alle mie origini. Ho fatto il mio seminario minore a San Miguel (El Salvador, C.A.) con i cari Padri Clarettiani e ho celebrato quì la mia prima messa il 5 aprile del 1942. Grazie e benedizione. 3 – V -79

Era il 5 aprile 1942 quando il futuro vescovo martire di San Salvador Oscar Arnulfo Romero celebrava la sua prima Messa nella cripta della basilica parrocchiale del Sacro Cuore Immacolato di Maria, ai Parioli, attualmente occupata dal monumentale presepio poliscenico. Lo ricordano i missionari Clarettiani, ai quali la parrocchia è affidata.
Nel Bollettino dei missionari Clarettiani dell’epoca si legge: «Il giorno di Pasqua del 1942 nella cripta celebra la sua prima Messa solenne Oscar Romero del Collegio Pio Latino Americano, nativo della Repubblica del Salvador, molto affezionato ai nostri Padri. Faceva da presbitero assistente il padre Andrea Resa. La Messa per il neo sacerdote fu una vera apoteosi».
In tutta la sua vita, ricordano i missionari, monsignor Romero conservò sempre «una grande vicinanza con i missionari Claretiani e con questa parrocchia di Roma».
Un secondo legame è attraverso l’opera pittorica di Mino Cerezo (il pittore della liberazione, clarettiano, che ha alcune opere alla Casa sul Pozzo).
Mino ci racconta. Credo che fosse il 1987 quando dipinsi su tavole per gli esuli salvadoregni accolti in Panama e che realizzarono una “comunità” chiamata Ciudad Romero nella Costa Abajo del Panama. La scena ripresenta le storie di morte e di violenza che la gente mi raccontava. Romero è  ucciso e vive nella lotta del popolo. Vita dura e difficile quella della comunità.
Quando matura la decisione di rientrare in Salvador la gente smonta il murales, avvolge in coperte la pittura, se la mettono in spalle e la riportano in aereo in patria per ricostruire una Ciudad Romero.

L’11 settembre del 2015 alle 20.30 alla Casa sul Pozzo in corso Bergamo, 69 di Lecco, Mons Delgado, attuale Vicario Generale della Diocesi di El Salvador e segretario personale di Romero dal 1977 al 1980 ci parlerà di lui e presenterà il lbro edito dalla (Editrice Missionaria Italiana EMI): «La Chiesa non può stare zitta». Scritti inediti 1977-1980– prefazione di mons. Vincenzo Paglia), nel quale affiora l’eccezionale testimonianza umana e cristiana di Romero.

 

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