Allo Spazio Oberdan di Milano Moni Ovadia racconta con parole, immagini e intermezzi musicali dal vivo, il dramma dei migranti di ieri e di oggi. Una meditazione che interroga e ci obbliga a pensare

moni ovadia

Con l’inconfondibile stile che lo contraddistingue Moni Ovadia propone «Il migrante che è in noi, stranieri a noi stessi», una riflessione che racconta, con parole, immagini e intermezzi musicali, il dramma dei migranti di ieri e di oggi.
L’appuntamento è per martedì 29 gennaio alle 21 (e in replica alle 22.15) presso lo Spazio Oberdan (viale Vittorio Veneto 2, Milano). Di fronte solo a un microfono e a un leggio, con la sua visione del mondo e il suo senso dell’umorismo, l’artista ci offre il suo punto di vista per provare a comprendere meglio il difficile momento che attraversiamo, una meditazione che ci interroga e ci obbliga a pensare.
L’accompagnamento musicale è del fisarmonicista Albert Florian Mihai.
La serata è un evento culturale organizzato di Fondazione Franco Verga-Coi, associazione di promozione sociale che opera con successo da più di cinquant’anni a favore dell’integrazione sociale di migranti e rifugiati. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili a partire dalle 20.30.

Info: Fondazione Franco Verga-Coi (via Anfiteatro 14, Milano),
tel. 02.8693194 oppure comunicazione@fondazioneverga.org.

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