Conversazione a più voci, alla presenza di S.E. mons. Paolo Martinelli, Madre Maristella dell'Annunciazione ed Eugenio Dal Pane, per presentare in anteprima il libro di Maria Geltrude «Il cielo e la creta. Cercare Dio per ritrovare sé stessi», per riscoprire l'esperienza monastica anche attraverso la testimonianza di chi lì dentro ha trovato la pace

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Sabato 1 dicembre alle 15.30 presso il Monastero S. Benedetto di Milano si terrà la presentazione in anteprima del libro «Il cielo e la creta. Cercare Dio per ritrovare sé stessi»  di Maria Geltrude del Divin Cuore (Itaca Edizioni) alla presenza di S.E. mons. Paolo Martinelli, vescovo ausiliare di Milano, Madre Maristella dell’Annunciazione, priora del Monastero San Benedetto ed Eugenio Dal Pane, direttore editoriale di Itaca.

Si tratta di un libro che attraverso l’esperienza del Monastero S. Benedetto di Milano, sorto a fine ‘800 in mezzo ai campi e oggi inglobato dall’espandersi della città, ripropone l’esperienza monastica e la luce che getta sulla vita di ogni uomo. Lo stare davanti a Dio nella preghiera che caratterizza le monache, infatti, diventa un cammino umano verso la pienezza a cui tutti possono guardare. Lì inizia un modo di vita desiderabile per tutti.
Nel volume ci sono alcune testimonianze di persone che hanno incontrato stabilità e pace nell’incontro con il Monastero. Così come per le monache, anch’esse protagoniste di diverse testimonianze in cui emerge che ciò che le ha portate lì è stata una “Santa inquietudine”.
In un contesto di rapporti sempre più rarefatti, di solitudini e ferite che fanno sentire spesso l’uomo a pezzi, frammentato, il Monastero è un luogo che può indicare la strada per la rinascita dell’umano. Paradossalmente in un tempo in cui Dio è diventato “il grande sconosciuto” anche l’uomo ha finito per essere sconosciuto a sé stesso e quindi estraneo agli altri. La vita monastica documenta la strada per ritrovare sé stessi che è il Quaerere Deum.
Emblematica è anche la copertina, che riporta l’immagine di una ceramica frantumata e riparata con la tecnica del kintsugi a suggerire che l’oro della Grazia può riparare le ferite dell’uomo, rendendo la sua vita unica, irripetibile e preziosa.

In allegato la locandina con tutte le informazioni sull’evento.

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