Iniziativa promossa dal Comune di Lecco, Provincia, Caritas ambrosiana e dalla cooperativa sociale L'Arcobaleno.In serata presentazione del documentario di Valerio Cataldi sulla costruzione del Museo della Fiducia e del Dialogo per il Mediterranero, a Lampedusa. Partecipa Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa

adal

Martedì 29 novembre, Lecco dedica un’intera giornata alla migrazione dei popoli e al dialogo, con iniziative per studenti, volontari e operatori cittadini (in allegato il programma con i dettagli). Segnaliamo in particolare la serata presso la Sala Ticozzi di via Ongania, con il sindaco di Lecco, Virginio Brivio, quello di Lampedusa, Giusi Nicolini e il responsabile Caritas Decanale di Lecco, Matteo Ripamonti, durante la quale sarà presentato il film di Valerio Cataldi cui seguirà la testimonianza di Adal Neguse. Dopo la proiezione del film-documentario, sarà presentata l’esperienza dell’associazione L’Arcobaleno, mentre la conclusione sarà affidata a Luciano Gualzetti /Direttore Caritas Ambrosiana.

Ritorno a casa è un documentario che racconta la costruzione del Museo della Fiducia e del Dialogo per il Mediterranero, a Lampedusa: un luogo in cui sono raccolte le storie dei migranti che passano dall’isola siciliana, e di quelli che affogano prima di arrivare. Sono storie narrate attraverso gli oggetti personali di chi non è sopravvissuto al viaggio in mare: dei 368 morti nel naufragio del 3 ottobre 2013 e quelli di 52 persone soffocate nella stiva di un barcone.
Il regista, Valerio Cataldi, che sarà presente alla serata del 29 novembre organizzata dalla cooperativa L’Arcobaleno del Consorzio Farsi Prossimo, da Caritas Ambrosiana e dal Comune di Lecco, è anche uno dei curatori del museo.
Il documentario si chiude con una frase – che dà anche il titolo alla serata: “Speriamo che Adal stia sempre bene” – lasciata nel libro degli ospiti del museo da Alessandro, un bimbo di 6 anni di Lecco, che ha conosciuto la storia di Adal Neguse, profugo eritreo, proprio visitando il Museo di Lampedusa insieme alla sua famiglia.
Adal, nel 2005, era scappato dall’Eritrea ed era sbarcato a Malta. Ma da qui era stato rimpatriato e, nel suo Paese, rinchiuso in una prigione e torturato. Lui ha disegnato quelle torture, e i suoi disegni sono ora esposti al Museo della Fiducia e del Dialogo di Lampedusa.
La prova che un Museo può davvero diventare luogo di incontro reale e dialogo è questa serata organizzata a Lecco, in cui verrà proiettato il documentario e a cui parteciperanno, oltre al regista e giornalista Valerio Cataldi, anche la sindaca di Lampedusa Giusi Nicolini, Adal e a cui sarà presente anche la famiglia del piccolo Alessandro.

 

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