Sul tema della "tratta" la parrocchia di San Michele Arcangelo organizza un incontro con Anna Pozzi giornalista del PIME

tratta

Giovedì 28 marzo, alle 20.45 (sala San Filippo Neri) la parrocchia San Michele Arcangelo in Precotto  organizza un incontro sul tema della “tratta” e le nuove schiavitù del XXI secolo, con Anna Pozzi giornalista del PIME e autrice del libro “Il coraggio della libertà” con la testimonianza di Blessing Okoedion, una donna nigeriana uscita dall’inferno della tratta.

«La tratta delle persone – dice papa Francesco – è un crimine contro l’umanità». Milioni di persone vengono «private della libertà e costrette a vivere in condizioni assimilabili a quella della schiavitù». La “tratta”, che colpisce in particolar modo donne e bambini, è una realtà complessa che, da oltre vent’anni, si intreccia con le attività criminali e mafiose nazionali e internazionali.
Sono circa «ventun milioni – dice Anna Pozzi – le persone vittime di tratta, prevalentemente a scopo di sfruttamento sessuale (53%) e lavoro forzato (40%), ma anche per servitù domestica, accattonaggio e matrimoni forzati, adozioni illegali, espianto di organi, bambini soldato e altre forme di sfruttamento. Ogni anno, circa due milioni e mezzo di persone sono vittime di traffico di essere umani e riduzione in schiavitù; il 70% sono donne e bambine. Non prostitute ma prostituite. Nel nostro Paese, il fenomeno della tratta e delle nuove schiavitù è più diffuso di quanto si possa immaginare». Oltre alla criminalità organizzata l’altra faccia della medaglia sono i clienti. In Italia si stima che «vengano – continua Anna Pozzi – acquistati ogni mese dai nove ai dieci milioni di prestazioni sessuali. Che rappresentano, da un lato, altrettante violenze sulle donne costrette a prostituirsi, dall’altro, un enorme business per gli sfruttatori». «Dobbiamo unire le forze – dice papa Francesco – per liberare le vittime e per fermare questo crimine sempre più aggressivo, che minaccia, oltre alle singole persone, i valori fondanti della società e anche la sicurezza e la giustizia internazionali, oltre che l’economia, il tessuto familiare e lo stesso vivere sociale».

In allegato la locandina con ulteriori dettagli.

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