Alla Casa della Cultura, presentazione del nuovo libro di Claudio Burgio. Insieme all'autore interviene Maria Bombardieri dell'Università di Padova

«Ciao Burgio. Stammi bene e prega Allah che ti dia la sua retta via e ci guida verso sé nella sua luce inshallah il paradiso...». È l'ultimo messaggio inviato tramite un sms da Monsef a don Claudio Burgio. Porta la data di sabato 17 gennaio 2015. Monsef, che per quasi cinque anni ha vissuto nella comunità di accoglienza per ragazzi in difficoltà Kayròs, è partito all'improvviso, insieme con Tarik. Destinazione: Siria. Sono diventati combattenti di Daesh. Monsef è il più giovane jihadista partito dall'Italia alla volta dell'autoproclamato e sedicente Stato islamico. Tra l'incredulità e la riflessione, una lunga lettera del sacerdote formatore a Monsef per entrare senza reticenze nel dramma di questa storia e, al contempo, per invitare a riflettere sul senso dell'educare e del trasmettere la fede in Dio.

La Casa editrice Paoline organizza per lunedì 27 novembre la presentazione del libro “In viaggio verso Allah: lettera di un prete a Monsef, giovane combattente islamico”.
Dopo i saluti iniziali da parte dell’Editore, interverranno:
– don Claudio Burgio, autore del libro
– Maria Bombardieri, Università di Padova

Modera: Cristina Giudici, Giornalista de “Il Foglio”

L’appuntamento è alle 11 presso la Casa della Cultura di via Borgogna 3 a Milano.
In allegato l’invito con ulteriori dettagli.

Il libro
«Ciao Burgio. Stammi bene e prega Allah che ti dia la sua retta via e ci guida verso sé nella sua luce inshallah il paradiso…». È l’ultimo messaggio inviato tramite un sms da Monsef a don Claudio Burgio. Porta la data di sabato 17 gennaio 2015. Monsef, che per quasi cinque anni ha vissuto nella comunità di accoglienza per ragazzi in difficoltà Kayròs, è partito all’improvviso, insieme con Tarik. Destinazione: Siria. Sono diventati combattenti di Daesh. Monsef è il più giovane jihadista partito dall’Italia alla volta dell’autoproclamato e sedicente Stato islamico. Tra l’incredulità e la riflessione, una lunga lettera del sacerdote formatore a Monsef per entrare senza reticenze nel dramma di questa storia e, al contempo, per invitare a riflettere sul senso dell’educare e del trasmettere la fede in Dio.

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