A Milano la piéce che ha per protagonisti Simone e Cleofa, i due discepoli tra i primi testimoni della risurrezione di Cristo

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Venerdì 18 maggio, alle 21, all’Auditorium Pime (via Mosè Bianchi, 94 Milano) gli «Amici di Zaccheo» portano in scena lo spettacolo teatrale «I due di Emmaus, un incontro eccezionale».
Un racconto, una pièce, una testimonianza con Andrea Maria Carabelli e Giampiero Bertolini, regia di Otello Cenci.
Lo spettacolo vede protagonisti i due discepoli di Emmaus così come vengono descritti dal Vangelo.
L’autore Giampiero Pizzol, ha costruito la scrittura proprio iniziando dove finisce il Vangelo, cioè dal momento in cui Gesù scompare dalla loro vista.
Da lì si immagina un dialogo serrato tra i due attorno allo stesso tavolo in cui Gesù ha spezzato il pane.

Lo spettacolo è una sorta di ‘Aspettando Godot’ alla rovescia: mentre Samuel Becket immagina dialoghi contorti e reiterati che riempiono l’infinita e forse immotivata attesa, in questa pièce siamo davanti a due testimoni di un incontro assolutamente incredibile e inimmaginabile.
In entrambi i casi i protagonisti sono persone semplici, qui addirittura due stolti che rischiano di rimanere intrappolati nei loro ragionamenti mentre provano a riordinare nella loro mente ciò che è successo, per poter avere criteri certi, per poterlo raccontare, per non passare per visionari.
Cosi lo stupore e la meraviglia vengono, pian piano, sostituti da dubbi e timori che riportano i due alla tristezza con cui erano partiti da Gerusalemme.
Devono dirlo ai 12 apostoli? Se sì, come dirlo per essere creduti? Quali prove hanno?

Dal lavoro di immedesimazione con questi due importanti protagonisti del Vangelo è nato uno spettacolo che, come tutte le grandi storie, ha al suo interno temi divertenti, in grado di far pensare e momenti emozionanti e commoventi.
Presentato la scorsa estate al Meeting di Rimini con una breve anticipazione, lo spettacolo ha debuttato a Matera a Novembre, nella sua versione integrale impreziosita anche dalle animazioni di Massimo Ottoni. Durante le repliche ciò che il pubblico sembra apprezzare in particolare modo è la possibilità di avvicinarsi a due figure del Vangelo in modo semplice e umano, immedesimandosi con i loro sentimenti. “Proprio come abbiamo fatto noi”, continua Otello Cenci, “lavorando alla sua messa in scena. È stato importante togliere queste due figure dall’idea di ‘santino’ che normalmente abbiamo e paragonarci liberamente e sinceramente con loro, attraverso i testi dei Vangeli”.
Lo spettacolo è una bella occasione per conoscere uno degli incontri più eccezionali e misteriosi narrati dai vangeli.
Un tavolo, due sgabelli, il pane, il vino e i due “stolti” testimoni: tutto risuccede qui e ora. Un breve racconto, una piccola piéce, una divertente testimonianza, uno spettacolo che prende vita dove la gente vive. “Non ci ardeva forse il cuore?”

Per informazioni invia una e-mail: amici.zaccheo@gmail.com.

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