Un prezioso contributo per un confronto ravvicinato e testuale tra due testimoni esemplari del novecento, due grandi intellettuali che hanno fortemente segnato il contesto ecclesiale che li circondava: gli anni ’30/60 della Germania per Guardini, anticipatore del Concilio, e dagli anni ’50 in avanti dell’Italia per Giussani. Se ne parlerà lunedì all'Auditorium del Ccm, durante la presentazione del libro di Monica Scholz-Zappa

giussani e guardini

Lunedì 30 gennaio alle 20.30, presso l’Auditorium del  Centro Culturale di Milano in Largo Corsia dei Servi, si terrà una serata dal titolo “Giussani e Guardini, ogni cosa diviene avvenimento”.
Nell’occasione sarà presentato il libro “Giussani e Guardini, una lettura originale” di Monica Scholz, edito da Jaca Book.
Intervengono Carmine Di Martino (Docente di Gnoseologia, Università degli Studi di Milano), Ugo Perone (Cattedra Romano Guardini presso la Humboldt Universitat di Berlino) e l’autrice, Monica Scholz (docente di Scienze Linguistiche e Culturali nell’Università Albert Ludwig di Friburgo).

Con la pubblicazione del libro “Giussani e Guardini. Una lettura originale”, Jaca Book, Monica Scholz-Zappa, docente di Scienze linguistiche e culturali nell’Università di Friburgo, offre un prezioso contributo per un confronto ravvicinato e testuale tra due testimoni esemplari del novecento, due grandi intellettuali che hanno fortemente segnato il contesto ecclesiale che li circondava: gli anni ’30/60 della Germania per Guardini, anticipatore del Concilio, e dagli anni ’50 in avanti dell’Italia per Giussani.
Quella della presentazione milanese è un’occasione imperdibile per un testo nuovo e fondamentale, utile a fissare il profilo di due figure centrali dalle quali si prolunga un’eredità feconda, teologica, esistenziale ed educativa.
Il libro scandaglia testi, tempi e approcci ai problemi diversi della loro società, segnando sorprendenti coincidenze. Mentre Guardini precorre i temi del Concilio e muore nel 1968, Giussani dà sostanza a intuizioni guardiniane, sviluppandole coi giovani a partire dal 1954 attraversando il ’68 fino ai nostri tempi.
Emerge una consonanza nei punti cruciali della centralità dell’esperienza, personale e comunitaria, la ragione, il potere come sfide culturali per una dimensione culturale e amorosa del fatto cristiano.

 

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