Perché non ci siano più Glano, Molare, Vajont e Stava. Perché vale la pena di ricordare.

diga

“Rea Ricerche ecologiche applicate”, con la collaborazione del Comune di Monza, ripercorre “i disastri causati dalle dighe, la conoscenza e la responsabilità della scienza” per una “gestione responsabile del territorio”, tramite l’organizzazione e l’allestimento di una mostra all’Urban Center di Monza, in programma – e visitabile gratuitamente – per una settimana, da lunedì 17 a domenica 27 marzo. Quattro tappe: Glano, Molare, Vajont, Stava. Una mostra, “Memorie senza scadenza”, per documentare e ricordare.
Quattro sezioni tematiche, ciascuna con documenti su uno dei quattro tristemente famosi episodi.

Sabato 22 marzo, invece, a partire dalle 9.30, una mattinata dedicata alle riflessione e alla collocazione storica-geografica degli eventi messi in mostra, perché dalla memoria si possa trarre insegnamento per il futuro. A seguire, una tavola rotonda “sulle grandi e piccole dighe sulle Alpi, sull’energia idroelettrica, sulla gestione condivisa delle risorse locali, sul rischio geologico e la sua gestione, sulla scienza e il diritto e dovere dell’informazione”. Perché non ci siano più Glano, Molare, Vajont e Stava. Perché vale la pena di ricordare.

Ti potrebbero interessare anche:

Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi